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Libretti

Wolfgang Amadeus Mozart

Più non si trovano K. 549

Pietro Metastasio, Olimpiade

Più non si trovano fra mille amanti

sol due bell’anime, che sian costanti,

e tutti parlano di fedeltà!

E il reo costume tanto s’avanza

che la costanza, di chi ben ama

ormai si chiama, semplicità.

La partenza K. 436

Pietro Metastasio, Canzonette

Ecco quel fiero istante,

Nice, mia Nice addio.

Come vivrò, ben mio,

così lontan da te?

Io vivrò sempre in pene,

io non avrò più bene

e tu, chi sa se mai

ti sovverrai di me?

Mi lagnerò tacendo K. 437

Pietro Metastasio, Siroe

Mi lagnerò tacendo

della mia sorte avara;

ma ch’io non t’ami; o cara

non lo sperar da me

Crudele, in che t’offendo,

se resta a questo petto

il misero diletto

di sospirar per te?

 

Ludwig van Beethoven

Da Lieder op. 99

Già la notte s’avvicina

(Pietro Metastasio)

Già la notte s’avvicina,

vieni, o Nice, amato bene,

della placida marina

le fresch’aure a respirar.

Non so dir che sia diletto

chi non posa in queste arene,

or che un lento zeffiretto

dolcemente increspa il mar.

 

Johannes Brahms

Liebeslieder-Walzer op. 52

da Polydora, ein Weltpoetisches Liederbuch

di Georg Friedrich Daumer (1800-1875)

Dimmi, fanciulla cara,

che con uno sguardo

hai acceso d’ardore violento

questo mio petto freddo,

non vorresti intenerire il tuo cuore?

Vuoi, per eccesso di virtù,

vivere senza conoscere le delizie dell’amore,

o mi permetti di accostarti?

Vivere senza le delizie dell’amore…

è una punizione troppo amara per me.

Dunque vieni, occhi neri,

vieni quando appaiono le stelle.

Con violenza i flutti

Si infrangono contro gli scogli:

chi non conosce simili sospiri,

li scoprirà amando.

Oh le donne, oh le donne,

quali delizie dispensano!

Da lungo tempo sarei in convento

se non esistessero le donne.

Delle bellezze dei colori del tramonto

io, umile fanciulla, vorrei risplendere.

Piacere ad un uomo, ad uno soltanto,

mi darebbe una gioia eterna.

I verdi tralci della vita

cadono al suolo.

La giovane e bella fanciulla

è immensamente triste.

Dimmi, verde tralcio,

perché non ti protendi verso il cielo?

Dimmi, bella fanciulla,

perché il tuo cuore è afflitto?

Come può un tralcio protendersi

se nessun sostegno gli dà forza?

Come può esser felice una fanciulla

se il suo amato è lontano?

Un piccolo grazioso uccellino spiccò il volo

verso un giardino dove i frutti erano abbondanti.

Se fossi un uccellino piccolo e grazioso

non esiterei; farei altrettanto.

Una maligna canna piena di colla lo aspettava

e il povero uccellino non potè più volar via.

Se fossi un uccellino piccolo e grazioso

esiterei, non farei altrettanto.

L’uccellino si posò su una mano gentile;

il fortunato non avrebbe potuto chiedere nulla di meglio.

Se fossi un uccellino piccolo e grazioso

non esiterei, farei proprio altrettanto.

Quando i tuoi occhi si posano

su di me così dolcemente,

ogni mio affanno

svanisce.

Non lasciare che l’ardore

di questo amore si assopisca.

Nessuno ti amerà così

appassionatamente come t’amo io.

Sulla riva del Danubio c’è una casa;

una bella fanciulla è alla finestra.

La fanciulla è ben custodita:

dieci catenacci sono alla porta.

Dieci catenacci di ferro - che divertimento!-

io li romperò come fossero di vetro.

Oh, com’è dolce il ruscello

che serpeggia gentilmente attraverso i campi!

Oh com’è bello

quando l’amore trova l’amore!

No, non è più tollerabile

questa gente!

Tutti sanno come interpretare

qualunque cosa in modo velenoso.

Se sono felice vuol dire che

in testa ho pensieri cattivi.

Se sono tranquillo vuol dire che

l’amore mi ha inebetito.

Al lavoro, fabbro! Fammi delle serrature,

innumerevoli serrature!

Voglio chiudere una volta per tutte

la bocca alle lingue maligne.

Un uccellino fende l’aere con le ali

in cerca di un ramo;

ed un cuore cerca un altro cuore

sul quale riposare.

Guarda com’è limpida l’onda

al chiarore della luna!

Tu che sei il mio amore,

amami.

L’usignolo canta dolcemente

quando le stelle brillano.

Amami cuore amato.

Baciami nell’oscurità.

L’amore è un pozzo oscuro,

un pozzo pericolosissimo,

io caddi lì dentro, misero me,

e non posso più né vedere né sentire.

Posso solo pensare alla mia felicità

e sospirare nei miei tormenti.

Un arboscello trema;

un uccellino lo ha scosso

spiccando il volo.

Allo stesso modo freme

la mia anima, scossa dall’amore,

dal desiderio e dal dolore

quando penso a te.

(traduzione di Johannes Streicher)

 

Franz Schubert

Der 23 Psalm (Gott ist mein Hirt)

Il buon pastore

[1] Salmo. Di Davide.

Il Signore è il mio pastore:

non manco di nulla;

[2] su pascoli erbosi mi fa riposare

ad acque tranquille mi conduce.

[3] Mi rinfranca, mi guida per il giusto cammino,

per amore del suo nome.

[4] Se dovessi camminare in una valle oscura,

non temerei alcun male, perché tu sei con me.

Il tuo bastone e il tuo vincastro

mi danno sicurezza.

[5] Davanti a me tu prepari una mensa

sotto gli occhi dei miei nemici;

cospargi di olio il mio capo.

Il mio calice trabocca.

[6] Felicità e grazia mi saranno compagne

tutti i giorni della mia vita,

e abiterò nella casa del Signore

per lunghissimi anni.

 

Benjamin Britten

A Ceremony of Carols op. 28

Procession

Oggi è nato Cristo,

oggi è apparso il Salvatore,

oggi gli angeli cantano sulla terra, si rallegrano gli arcangeli,

oggi esultano i giusti che dicono:

Gloria a Dio nell'alto dei cieli.

Alleluia!

Benvenuto il Natale

Benvenuto, benvenuto,

benvenuto O Re divino,

benvenuto il Natale!

benvenuto il mattino in cui nascesti,

benvenuto Tu che osanniamo!

Benvenuti voi Stefano e Giovanni,

benvenuti gli Innocenti tutti,

benvenuto Tommaso Martire,

benvenuto il buon Anno Nuovo,

benvenuta l'Epifania e le sue cerimonie,

benvenuti cari santi,

benvenuto il Natale,

benvenuto il Natale, Benvenuto!

Candelora,

regina di beatitudine, Benvenuti grandi e umili.

benvenuti, benvenuti,

benvenuti voi che siete qui,

benvenuto il Natale!

benvenuti tutti e fate festa.

benvenuto a un altro anno,

benvenuto il Natale, benvenuto!

Non c'è rosa

Non c'è rosa di tale virtù

come la rosa che generò Gesù.

Alleluia, Alleluia.

Perché questa rosa racchiudeva in sé

cielo e terra.

res miranda, res miranda.

In quella rosa noi possiamo ben ammirare

Dio come uno e trino.

pares forma, pares forma.

Gli angeli cantavano ai pastori:

gloria in excelsis Deo.

gaudeamus, gaudeamus.

Sia pure con esultanza terrena,

assistiamo a questa gioiosa nascita.

transeamus, transeamus.

alleluia, res miranda,

pares forma, gaudeamus,

transeamus.

Quel giovane bambino

Quando l'Infante comincia a piangere

Lei lo culla cantando:

una melodia così soave

da strabiliare i menestrelli.

Anche l'usignolo cantava: ma in confronto

il suo canto era rauco:

chiunque ascolti la sua canzone

e non la prima sbaglia.

Balulalow

O mio carissimo, dolce giovane Gesù,

prepara la tua culla nel mio spirito,

e io ti cullerò nel mio cuore per

non lasciarti mai più.

E ti loderò per l'eternità

con soavi canti alla tua gloria;

piegherò le ginocchia del mio cuore,

e canterò quel Balulalow!

Come rugiada in aprile

Canto una fanciulla

che è senza pari:

per il Re di tutti i re,

il suo figlio, ella fu scelta.

Venne Egli silente

dove sua madre era accampata,

come rugiada in aprile

che cade sull'erba.

Venne Egli silente

alla dimora di sua madre,

come rugiada in aprile

che cade sul fiore.

Venne Egli silente

dove sua madre giaceva,

come rugiada in aprile

che cade sul ramoscello.

Madre e vergine

fu solo lei:

una simile donna

non poteva che essere la madre di Dio.

Questo piccolo bambino

Questo piccolo Bambino di solo pochi giorni,

è venuto per sgominare il caprile di Satana;

tutto l'inferno alla sua presenza freme,

benché egli stesso dal freddo tremi;

debole, disarmato

abbatterà le porte dell'inferno.

Con lacrime combatte e vince la battaglia,

il suo petto nudo uno scudo;

mazzate i suoi lamenti infantili,

frecce gli sguardi dei suoi occhi piangenti,

le sue insegne marziali il Freddo e il Bisogno,

la debole Carne il suo destriero.

Il suo accampamento una stalla,

il suo bastione un muro diroccato;

una mangiatoia la sua trincea, i gambi d'avena la sua palizzata;

per schiera aduna i pastori;

e per marciare contro il nemico,

suonano l'allarme le trombe degli angeli.

Mia anima, con Cristo unisciti in battaglia;

usa le difese che Egli ha eretto.

Dentro la sua mangiatoia v'è la più sicura protezione;

questo piccolo Bambino sia la tua guardia.

Se tu desideri sconfiggere tuoi nemici con gioia,

allora non disertare questo Fanciullo divino.

Interlude - Andante pastorale (per pianoforte)

Nella notte gelida d'inverno

Scorgi, un inerme bimbo in fasce,

che nella notte gelida d'inverno,

nella semplice mangiatoia giace tremolante.

Ahimè, che vista pietosa!

Le locande sono gremite; nessun uomo cederà

un letto a questo piccolo pellegrino.

Ed egli è costretto con umili animali

a poggiare la sua testa in una mangiatoia.

Ma questa stalla è la corte di un Principe,

questa mangiatoia il suo trono;

gli animali il suo fasto,

una ciotola di legno il suo piatto.

Le persone con vesti dimesse

portano la sua livrea regale;

il Principe stesso è venuto dal Cielo;

questo fasto è altamente stimato lassù.

Avvicinati con gioia. O creatura Cristiana,

rendi omaggio al tuo Re;

e loda altamente il suo umile fasto,

che egli porta dal Cielo.

Deo gratias - Adamo giaceva incatenato

Deo gratiasl Deo gratias!

Adamo giaceva incatenato,

per un patto non rispettato.

Quattro mila inverni

non parvero a lui troppo lunghi.

Deo gratias! Deo gratias!

E tutto per una mela,

una mela che egli aveva preso,

come gli studenti trovano

scritto nei loro libri.

Deo gratias! Deo gratias!

Se la mela non fosse stata presa,

non fosse stata presa,

la nostra Signora non sarebbe certo divenuta

la Regina del Cielo.

Benedetto sia il momento in cui

quella mela fu presa.

Quindi dobbiamo cantare

Deo gratias! Deo gratias!

Recession

Oggi è nato Cristo,

oggi è apparso il Salvatore,

oggi gli angeli cantano sulla terra,

si rallegrano gli arcangeli,

oggi esultano i giusti che dicono:

Gloria a Dio nell'alto dei cieli.

Alleluia!

(traduzione dei testi inglesi di Anne Ricotti)

(inizio pagina)

 
Sala Auditorium