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Libretto
I
Selig sind die das Leid tragen
denn sie sollen getröstet werden
Die mit Tränen säen werden mit Freuden ernter
Sie gehen hin und weinen,
und tragen edlen Samen
und kommen mit Freuden
und bringen ihre Garben
II
Denn alles Fliesch es ist wie Gras
und alle Herrlichkeit des Menschen
wie des Grases Blumen.
Das Gras ist verdorret
und die Blume abgefallen.
So seid nun geduldig, liebe Brüder,
bis auf die Zukunft des Herrn.
Siehe ein Ackermann wartet
auf die köstlische Frucht der Erde
und ist geduldig darüber,
bis er empfange den Morgenregen und Abendregen.
Aber des Herrn Wort bleibt in Ewigkeit
Die Erlöseten des Herrn werden wiederkommen,
und gen Zion kommen mit Jauchzen;
Freude, ewige Freude,
Wird über ihre Haupte sein;
Freude und Wonne werden sie ergreifen,
und Schmerz und Seufzen wird weg müssen.
III
Herr, lehre doch mich,
dass ein Ende mit mir haben muss,
und mein Leben ein Ziel hat,
und ich davon muss.
Siehe, meine Tage sind einer Hand breit vor Dir,
und mein Leben ist wie nichts vor Dir
Ach wie gar nichts sind alle Menschen,
die doch so sicher leben.
Sie gehen daher wie ein Schemen,
und machen ihnen viel vergebliche Unruhe;
Sie sammeln und wissen nicht,
wer es kriegen wird.
Nun, Herr, wass soll ich mich trösten?
Ich hoffe auf Dich
Der Gerechten Seelen sind in Gottes Hand
und keine Qual rühret sie an.
IV
Wie lieblich sind Deine Wohnungen,
Herr Zabaoth!
Meine Seele verlanget und sehnet sich
nach den Vorhöfen des Herrn.
Mein Lieb und Seele freuen sich
in dem lebendigen Gott.
Wohl denen, die in Deinem Hause wohnen,
die loben Dich immerdar.
V
Ihr habt nun Traurigkeit;
aber ich will euch wiedersehen,
und euer Herz soll sich freuen,
und eure Freude soll niemand von euch nehmen.
Ich will euch trösten
wie einen seine Mutter tröstet.
Ich habe eine kleine Zeit
Mühe und Arbeit gehabt
und habe grossen Trost funden.
VI
Denn wir haben hier keine bleibende Statt,
sondern die zukünftige suchen wir.
Siehe, ich sage euch ein Geheimnis:
Wir werden nicht alle entschlafen,
Wir werden aber alle verwandelt werden
und dasselbige plötzlich in einem Augenblick
zu der Zeit der letzten Posaune.
Denn es wird die Posaune schallen
und die Toten werden auferstehen unvervelisch,
und wir werden verwandelt werden.
Dann wird erfüllet werden das Wort,
das geschrieben steht.
Der Tod ist verschlungen in den Sieg
Tod, wo ist dein Stachel!
Hölle, wo ist dein Sieg!
Herr, Du bist würdig
zu nehmen Preis und Ehre und Kraft,
den Du hast alle Dinge erschaffen,
und durch Deinen Willen haben sie das Wesen
und sind geschaffen.
VII
Selig sind die Toten,
die in dem Herrn sterben,
von nun an.
Ja der Geist spricht,
dass sie ruhen von ihrer Arbeit;
denn ihre Werke folgen ihnen nach.
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I
Beati coloro che piangono,
perché saranno consolati. (Matteo, V, 4)
Coloro che seminano nel pianto
mieteranno con canti di gioia.
Chi porta le sementi da spargere sulla terra
andrà piangendo, ma tornerà con grida di gioia
sotto il peso delle messi. (Salmo CXXVI, 5 e 6)
II
Ogni cosa è come l'erba
e tutta la gloria dell'uomo
è come il fiore dell'erba.
L'erba secca
e il fiore cade. (Pietro, I, 24)
Voi, fratelli,
attendete la venuta del Signore.
Vedete con quanta pazienza l'agricoltore
attende il frutto della terra
sino a che quello
abbia ricevuto la pioggia del mattino
e della sera. (Giacomo, V, 7)
Ma la parola del Signore rimane in eterno. (Pietro, I, 24)
Coloro di cui l'Eterno
avrà pagato il riscatto
verranno a Sion con canti di trionfo.
Un'eterna allegrezza sarà su di loro.
Essi saranno nella gioia.
Il dolore e i gemiti
fuggiranno lontano. (Isaia, XXXV, 10)
III
Eterno, fammi conoscere la mia fine
e la misura dei miei giorni,
perché io conosca la mia breve durata.
Tu hai ridotto i miei giorni
alla misura di un palmo,
e il tempo della mia vita
è davanti a te come un nulla.
In verità, ogni uomo vivente non è che vanità.
L'uomo trascorre in mezzo alle apparenze:
ammassa dei beni senza sapere chi li raccoglierà.
Che cosa ho udito, o Signore?
Ogni mia speranza è in te. (Salmo XXIX, 5, 7 e 8)
Le anime giuste sono nelle mani di Dio,
e nessun tormento le potrà mai prostrare. (Sapienza, III, 1)
IV
Eterno signore degli eserciti, quanto sono
amabili le tue dimore! La mia anima anela
alle porte del Signore. Il mio cuore e la mia
carne sono rapiti dalla gioia presso il Dio vivente!
Beati coloro che abitano la tua casa
e che ti lodano senza fine. (Salmo LXXXIV, 2, 3 e 5)
V
Voi siete ora tristi, ma io vi rivedrò,
e il vostro cuore si rallegrerà,
e nessuno potrà privarvi della vostra felicità. (Giovanni, XVI,
22)
Vi consolerò come una madre
consola il proprio figlio. (Isaia, LXVI, 13)
Per breve tempo fatica e travaglio
hanno pesato su di me,
ma grandi consolazioni mi sono state date. (Apocrifo, LI, 35)
VI
Perché noi non abbiamo qui alcuna dimora durevole;
non cerchiamo che quella che ci è stata promessa. (Ebrei, XIII,
14)
Ecco dunque un mistero, che vi dico:
noi non moriremo tutti, ma saremo tutti cambiati. (Corinti, XV,
51)
In meno d'un batter d'occhio,
il suono dell'ultima tromba si farà udire.
Perché la tromba suonerà,
i morti risusciteranno incorrotti
e noi saremo cambiati.
E la parola della Scrittura sarà compiuta:
la morte è inghiottita dalla sconfitta.
Morte, dov'è il tuo dardo?
Dov'è la tua vittoria, sepolcro? (Corinti, XV, 52, 53, 54 e 55)
Tu sei degno, nostro Dio e Signore,
di ricevere la gloria, l'onore e la potenza;
perché tu hai creato tutte le cose
ed esse esistono per tua volontà. (Apocalisse, IV, 11)
VII
Beati sin da oggi i morti
che muoiono nel Signore.
Perché riposano delle loro fatiche,
dice lo spirito,
e le loro opere sopravviveranno loro. (Apocalisse, XIV, 13)
(inizio pagina)
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