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Britten,
a portrait
A Parma un ritratto di Benjamin Britten con The Turn of the
Screw e il War Requiem diretti da Bruno Bartoletti
e una Giornata di Studi
Al Teatro Regio di Parma l’opera di fantasmi ispirata
al racconto di Henry James nell’allestimento di Luca Ronconi e
il capolavoro corale contro gli orrori di tutte le guerre.
Giornata di Studi alla Casa della Musica nell’ambito dell’iniziativa
“Contrappunti”
Due capolavori di Benjamin Britten saranno presentati al Teatro
Regio di Parma in un progetto organico dedicato al compositore inglese
che vede intrecciarsi gli appuntamenti della stagione d’opera e
quella concertistica con l’esecuzione de The Turn of the Screw
e del War Requiem ad offrire un originale quanto intenso
omaggio all’illustre compositore inglese. Sul podio in entrambe
le occasioni salirà il direttore musicale del Teatro Regio Bruno
Bartoletti, massimo interprete del repertorio novecentesco ed in
particolare della musica di Britten.
Ultimo titolo della stagione d’Opera 2005-2006 The Turn of the
Screw (Il giro di vite) debutterà sabato 25 marzo (repliche
lunedì 27, giovedì 30 marzo, sabato 1 e domenica 2 aprile) in un
bellissimo allestimento del Teatro Regio di Torino firmato da Luca
Ronconi con le scene di Margherita Palli e i costumi di Vera Marzot,
perfetti nel ricreare l’atmosfera di suspense dell’opera ispirata
al racconto di fantasmi creato dallo scrittore Henry James. Nel
cast Marlin Miller (Prologo e Quint), Gun-Brit Barkim
(L’Istitutrice), Jacob Moriarty (Miles), Fleur Todd
(Flora), Debora Beronesi (Mrs Grose) e Patrizia Orciani
(Miss Jessel).

Attraverso una serrata sequenza di scene musicali The Turn of
the Screw racconta la vicenda di una giovane istitutrice chiamata
in una residenza di campagna per accudire due giovani, Miles e Flora,
con il sostegno dell’anziana e amabile governante Mrs. Grose. I
due bambini sono deliziosi e l’atmosfera è idilliaca, ma ben presto
sinistre interferenze non tarderanno a manifestarsi e con esse l’incombente
presenza della bella istitutrice morta in circostanze poco chiare,
e del subdolo, magnetico domestico di casa Peter Quint, anch’egli
deceduto. Fra loro e i due bambini è esistita un’insana relazione.
Il senso di terrore cede progressivamente il posto al coinvolgente
imperativo che si fa strada nella mente della donna: salvare i due
bimbi innocenti da quelle malefiche visite e dalle perverse influenze
operate nel passato da Quint e Miss Jessel, ingaggiando con le spettrali
figure una lotta sino all’ultimo respiro, nel tentativo di strapparli
alla perdizione e al male.
A pochi giorni dal debutto dell’opera il Teatro Regio ospiterà
l’esecuzione del War Requiem scritto da Benjamin Britten
contro gli orrori di tutte le guerre ed eseguito per la prima volta
nel 1960 in occasione della ricostruzione della cattedrale di Coventry.
I solisti sono il soprano Adina Nitescu, il tenore Kim Begley e
il baritono Mark Delavan, con l’Orchestra e il Coro del Teatro Regio
di Parma, direttore Martino Faggiani, che con il Coro di voci bianche
saranno affidati alla bacchetta di Bruno Bartoletti.

War Requiem op. 66, per organo, voce di tenore, soprano,
baritono, grande orchestra e orchestra da camera, coro di bambini
e coro misto è un’opera eccezionale non solo per lo straordinario
dispiegamento di forze che richiede, ma per l’originale architettura
che presenta soltanto sei delle nove parti istituzionali della messa
da requiem, e precisamente di Requiem aeternam, Dies Irae, Offertorium,
Sanctus, Agnus Dei e Libera me. In questa costruzione musicale,
si inseriscono - come recita la stessa dicitura di Britten – alcune
intense liriche di Wilfred Owen (1894-1918), poeta soldato morto
alla fine del primo conflitto mondiale. La poesia di Owen, pur se
intima e straziante, poteva suonare fin troppo accesa nei toni,
per rientrare nella liturgia di un requiem. Se al coro, al soprano
e ai concertati è affidato il testo latino, le parole di Owen sono
appannaggio delle voci del tenore e del baritono, creando un efficacissimo
contrasto fra sgomento e speranza, orrore per la morte e la guerra
e anelito verso la vita eterna. Fu Britten stesso a riconoscere
il debito e l’influenza nei riguardi dei predecessori, a cominciare
da Verdi e la sua ammirata Messa da Requiem: “Penso che sarei un
pazzo se non avessi tenuto in considerazione come Mozart, Verdi,
Dvorák hanno scritto le loro messe. Voglio dire, molte persone hanno
evidenziato le somiglianze tra il Requiem di Verdi e qualche
parte del mio War Requiem, e queste somiglianze potrebbero
esserci veramente. Se non ho assimilato quest’opera, è un peccato.”

Momento di ulteriore approfondimento sulla figura di Britten è
la Giornata di Studi, che avrà luogo presso la Casa della Musica
il giorno 24 marzo, con la partecipazione di numerosi studiosi e
intitolata “Britten, l’impegno scomodo”. L’iniziativa fa parte del
ciclo “Contrappunti. Percorsi intorno alla musica”, organizzato
dal Teatro Regio in collaborazione con la Casa della Musica, l’Università
di Parma e l’Istituto Nazionale di Studi Verdiani,
Nato a Lowestoft, nel Suffolk, il 22 novembre 1913, giorno di Santa
Cecilia, patrona dei musicisti, Benjamin Britten si rivelò un talento
musicale precocissimo. Enfant prodige al pianoforte approfondisce
la composizione e si lega ben presto al tenore Peter Pears che sarà
l’interprete di riferimento per gran parte delle sue composizioni
vocali. A cominciare da Peter Grims è al teatro musicale
che il musicista dovrà i suoi maggiori successi e la notorietà internazionale.
È il caso anche di The Turn of the Screw, opera ispirata
al romanzo di Henry James e commissionata dalla Biennale di Venezia.
L’opera, su libretto di Myfanwy Piper, fu presentata in prima assoluta
il 14 settembre al Teatro la Fenice raccogliendo una trionfale accoglienza.
Numerosi sono stati gli altri titoli operistici di Britten che spazia
dal teatro shakesperiano con Midusmmer’s Night Dream ai romanzi
di Melville con Billy Budd fino all’ultima opera Death
in Venice tratta dalla celebre novella di Thomas Mann. Britten
si spegnerà il 4 dicembre 1976 pochi mesi dopo essere stato nominato
Life Peer, per i suoi meriti artistici, dalla regina Elisabetta
II. Era la prima volta nella storia inglese che il titolo di Lord
toccava ad un musicista.

Per informazioni: biglietteria del Teatro Regio tel. 0521 039399
biglietteria@teatroregioparma.org
www.teatroregioparma.org
Teatro Regio
sabato 25 marzo 2006, ore 20.00
lunedì 27 marzo 2006, ore 20.00
giovedì 30 marzo 2006, ore 20.00
sabato 1 aprile 2006, ore 17.00
domenica 2 aprile 2006, ore 15.30
THE TURN OF THE SCREW
(IL GIRO DI VITE)
Opera in un prologo e due atti su libretto di Myfanwy
Piper, dall’omonimo romanzo di Henry James
Musica di BENJAMIN BRITTEN
Maestro concertatore e direttore BRUNO BARTOLETTI
Regia LUCA RONCONI
Teatro Regio
mercoledì 29 marzo 2006, ore 20.30
venerdì 31 marzo 2006, ore 20.30
lunedì 3 aprile 2006, ore 20.30
ORCHESTRA E CORO DEL TEATRO REGIO DI
PARMA
WAR REQUIEM di Benjamin Britten
CORO DI VOCI BIANCHE DEL TEATRO REGIO DI PARMA
Direttore BRUNO BARTOLETTI
Altro Direttore ALISTAR DAWES
Soprano ADINA NITESCU
Tenore KIM BEGLEY
Baritono MARK DELAVAN
Maestro del coro MARTINO FAGGIANI
Casa della Musica, martedì 28 marzo
Britten - L’impegno scomodo
In occasione delle esecuzioni di War Requiem e The
Turn of the Screw
Britten, a portrait
ore 10.00
Introduzione
Carlo Majer
Repertorio del ventesimo secolo: Britten
Laura Bandiera
“The Turn of the Screw” di Henry James
e la poesia di Wilfred Owen
Bruno Bartoletti
Testimonianza
ore 15.00
Ennio Speranza
L’ambiguità in “The Turn of the Screw”:
dal testo alla musica
Pierluigi Petrobelli
“War Requiem”: dalla storia alla poesia, alla musica
Gian Paolo Minardi
Britten e la musica del passato
(inizio pagina)
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