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Martedì 29 giugno
Compañia Argentina de Anibal Pannunzio & Magui
Danni in
TANGO
HISTORIAS DE AMOR Y MUERTE
Recuerdo –El Compadrito – Bailongo – Malambo – Final
Coreografie Anibal Pannunzio & Magui Danni
Ballerini Magui Danni - Anibal Pannunzio, Maria Rosa
Hakimian - Angel Hakimian, Charlotte Hess - Miguel Gabis, Carolina
Boselli - Juanito Juarez, Céline Ruiz - Damian Rosenthal, Ismael
Cejas
Musicisti Rodolfo Montironi (bandoneon),
Javier Martinez Lo Re (pianoforte), Roberto
Tormo (contrabbasso), Alfonso Pacin (violino)
Arrangiamenti musicali Rodolfo Montironi
Luci Daniel Bosco
Audio Gianluca Tilesi
Costumi Claudio Soro
Produzione Luigi Pignotti, Alessandra Pignotti
Abbonamento E’grandEstatE – Abbonamento Danza
L’ultima produzione di Annibal Pannunzio è una nuova concezione
dell’arte popolare argentina. A metà strada tra la danza e il teatro
danza, questa nuova creazione valorizza le qualità artistiche degli
interpreti e mette in rilievo le molteplici sfaccettature di questa
danza passionale, aritmicamente serrata.
Un ensemble coreografico che sviscera la parte più intima del tango,
giocando su tutta la gamma delle sue manifestazioni e delle sue
potenzialità di suggestione.
Programma
Recuerdo
Questo tango sembra scaturire dai movimenti fugaci imprecisi
della fantasia e del ricordo
Musica O. Pugliese
Interpreti Magui Danni & Anibal Pannunzio
El Compadrito
All’alba della danza: il gesto, la mimica e la provocazione
rituale. In uno spazio imprecisato gli accordi del tango contemporaneo
s’intrecciano con l’evocazione dei Compadritos (immigrati europei
dei sobborghi malfamati di Buenos Aires). Tutto il movimento sembra
essere perduto… è il tempo del mito
Musica H. Salgan, M. Mores, A. Villoldo
Interpreti Maria Rosa Hakimian, Angel Hakimian,
Carolina Boselli, Miguel Gabis, Juanito Juarez, Charlotte Hess,
Céline Ruiz, Damian Rosenthal, Magui Danni, Anibal Pannunzio
Bailongo
Il rituale festivo e gioioso delle coppie ravviva l’ambiente
oscuro dei sobborghi di Buenos Aires
Musica A. troilo, J. Plaza, P. Laurenz
Interpreti Charlotte Hess - Miguel Gabis,
Carolina Boselli - Juanito Juarez, Céline Ruiz - Damian Rosenthal,
Maria Rosa Hakimian - Angel Hakimian, Magui Danni - Anibal Pannunzio
intervallo
Malambo
Liberamente ispirata alla novella di Jorge Luis Borges “Hombre
de la esquina rosada”. Tango e Malambo (danza folklorica argentina
originaria delle Pampas) tessono la trama ritmata di una tragedia,
quella degli uomini dei sobborghi che si sfidano in nome del loro
culto per il coraggio e per l’onore. Una notte di vendetta e passione.
Una sola notte, ma una notte che non dimenticherò mai Jorge
Luis Borges
Musica A. Piazzolla, R. Montironi, M. Seminara
| Personaggi e interpreti |
| Rosendo |
Anibal Pannunzio |
| La Lujanera |
Magui Danni |
| La Muerte |
Maria Rosa Hakimian |
| El Otro |
Juanito Juarez |
| Zapateador |
Ismael Cejas |
| La Bailanta |
Charlotte Hess, Miguel Gabis, Carolina Boselli, Juanito |
| Rosenthal |
Juarez, Céline Ruiz, Damian |
Final
Presenza eclatante della donna, perpetua iniziatrice di nuovi
incontri. Quando i corpi si stringono in un’irresistibile combinazione
di eleganza e seduzione.
Musiche Adios nonino, Danzarin, La Cumparsita, Canaro
en Paris, El Choclo
Le origini del tango
Danza della seduzione e della nostalgia, il tango possiede un
fascino senza tempo che riempie il cuore degli spettatori di una
malinconia languida e sensuale.
Le eleganti evoluzioni dei ballerini sulla scena parlano di sentimenti
universali quali l’amore e l’odio, la rabbia e la passione, il rimpianto
e il desiderio, ma raccontano anche, attraverso i loro intrecci
carichi di tensione erotica, la storia di un ballo nato nei bassifondi
dell’Argentina di fine secolo e indissolubilmente legato alla cultura
sudamericana.
Le origini del tango si perdono in quell’intricato miscuglio di
razze e culture che caratterizzava i sobborghi di Buenos Aires negli
ultimi decenni del 1800, quando i numerosi emigranti; arrivati da
ogni parte d’Europa, soprattutto dall’Italia, si mescolarono ai
portenos (gli abitanti delle zone portuali) e ai gruppi locali di
gente povera ed emarginata.
Soli e lontani dalla loro terra d’origine, si ritrovavano la notte
a bere nei bar o cercavano sollievo alla loro nostalgia nei bordelli
locali. È qui che nasce il tango, prima come danza esclusivamente
maschile, sfida di destrezza che riproduce gli scontri consumati
agli angoli delle strade o le lotte per il favore di una donna,
poi,con l’arrivo delle prostitute, come danza di coppia dalle movenze
esplicitamente erotiche, nell’incontrarsi a volte quasi violento
dei corpi dei danzatori.
Ancora oggi, l’intrecciarsi delle gambe, contrapposto alla rigidità
del busto, e lo sguardo fiero e diretto dei tangueros, evocano quel
desiderio e quella passione quasi selvaggia che derivavano dalla
disperata solitudine degli abitanti dei conventillos.
Dal punto di vista ritmico, il tango combina diverse e incerte
influenze, in cui si confondono i ritmi latini dell’habanera cubana,
le desolate cadenze del candombe, la musica che gli schiavi africani
battevano sui loro tamburi, e le note sensuali della milonga, la
musica dei gauchos delle pampas argentine.
Ma lo strumento che ha imposto al tango il suo inconfondibile andamento
languido e struggente è il bandeon, sorta di fisarmonica a bottoni
arrivata dalla Germania in Argentina nel 1886, capace, come nessun
altro, di dar voce alla desolazione e alla tristezza degli immigrati.
Il tango delle origini, il tango dei barrior e dei bordelli,
guardato con disprezzo e rifiutato come ballo osceno dall’alta società
di Buenos Aires, conquista Parigi nei primi decenni del nostro secolo.
Negli anni Venti, la danza "indecente" si diffonde, infatti,
nei raffinati saloni della Belle Epoque, e si arricchisce di movenze
più eleganti e stilizzate.
Negli stessi anni, il peccaminoso ballo argentino si afferma anche
a Hollywood, conquistando la giovanissima industria cinematografica.
È del 1921 il travolgente tango di Rodolfo Valentino vestito
da gaucho ne I Quattro Cavalieri dell’Apocallisse, che contribuì
a creare l’intramontabile mito dell’attore italo-americano.
Sul finire degli anni Venti, sulla scia del successo e della "nobilitazione"
ottenuti oltre oceano, il tango viene finalmente accolto dall’alta
società argentina, diffondendosi nelle sale da ballo più esclusive
della capitale.
È in questi anni che nasce il mito di Carlos Gardel, il più grande
cantante di tango di tutti i tempi figura leggendaria e venerata
in patria al pari di Evita. Ed è sempre in questi anni, quando anche
Evita e il generale Peron si esibiscono in tanghi divenuti sempre
più romantici che all’immagine del guapo col cappello calato sulla
fronte e il fazzoletto al collo, si sostituisce lo stereotipo del
ballerino in scarpe lucide e cilindro, accompagnato da una ballerina
in guanti lunghi e abito di lamè.
Gli anni Cinquanta, segnati dalla morte di Eva Perori, vedono il
diminuire della popolarità di questa danza. Con l’affermarsi sulla
scena internazionale di Elvis Presley, si chiude l’epoca del tango
e si apre l’epoca del twist e del rock’n’roll. Sono balli più leggeri,
che meglio riflettono lo spirito spensierato di quel periodo.
Dal punto di vista strettamente musicale, tuttavia, il tango continuerà
ed evolversi grazie al genio di Astor Piazzolla, che inventerà un
nuovo linguaggio ricco di contaminazioni jazzistiche.
Anche se meno diffuso di un tempo, il tango continua, comunque,
ad esercitare il suo irresistibile richiamo sul cinema. Celebri
autori si sono serviti di questa musica e di questa danza, in grado
di evocare amori e tradimenti, ricordi e nostalgie, per raccontare
storie di grande passione: dallo scandaloso Ultimo Tango a
Parigi (1972) di Bernardo Bertolucci alla raffinata Lezione
di Tango (1997) di Sally Potter. E non sono mancate parodie
e rivisitazioni comiche della danza argentina, come il tango tra
Jack Lemmon vestito da donna, e Joe E. Brown in A qualcuno piace
caldo (1959) di Billy Wilder e la surreale esibizione di Roberto
Benigni e Walter Matthau nel Piccolo diavolo (1989).
Ma il tango non ha attratto soltanto importanti registi, dal suo
fascino torbido e sensuale, e dalla sua intensità emotiva, si sono
lasciati coinvolgere anche i più grandi ballerini del mondo. Prestato
al cinema per far rivivere la mitica figura di Rodolfo Valentino,
Rudolf Nureyev si è rivelato un intenso e appassionato interprete
di tango in Valentino di Ken Russel. Ma sono soprattutto
i due astri argentini del balletto classico, Maximiliano Guerra
e Julio Bocca, ad avere più volte offerto il loro talento e le loro
doti interpretative al tango, quasi in "omaggio" al ballo
che è l’espressione più profonda e autentica della loro terra d’origine.
In questi ultimi anni, il tango sta vivendo un periodo di rinnovato
interesse e di grandissima vitalità. Sulla scia di musical di grande
successo, da Tango Passion di Hector Zaraspe, a Tango
Argentino di Claudio Segobia e Hector Orezzoli, fino al più
recente Forever Tango di Luis Bravo, si sta riscoprendo in
tutto il mondo la passionale danza argentina. Un importante contributo
alla rivalutazione del tango è avvenuto anche dal film (tratto dal
musical omonimo) Evita di Alan Parker, grazie al bellissimo
quanto irreale tango danzato da Madonna-Eva Peron e Antonio Banderas-Che
Guevara, ed è già considerato un capolavoro l’ultimo film di Carlos
Saura, intitolato semplicemente Tango.
Sarà forse per una rinnovata voglia di esprimere la propria
passione attraverso la fisicità di una danza basata sull’incontro
dei corpi, o per quel senso di decadenza e malinconia, che caratterizza
ogni fine secolo e segnò anche l’arrivo degli emigrati in Argentina,
che ogni sera, in tutto il mondo, le sale da ballo si affollano
di coppie trasportate dalle struggenti note del bandeon. Così in
tutto il mondo, i teatri si riempiono di spettatori che si riuniscono
per assistere alle seducenti evoluzioni dei ballerini di tango.
Tra le migliori al mondo, la Compagnia Argentina di Annibal Pannunzio
propone, con lTango, historias de amar y muerte, uno spettacolo
di grande valore artistico, in cui il rigore tecnico e il rispetto
della tradizione popolare si combinano con un’atmosfera ricca di
eleganza e sensualità.
Claudia Avanzi
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