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Mercoledì 20 luglio

ANDRÉ DE LA ROCHE in
DON CHISCIOTTE OVVERO STORIA DEL CAVALIERE DELLA FANTASIA
Ente Nazionale del Balletto - Balleto di Roma

direzione artistica Franca Bartolomei, Cristina Bozzolini
liberamente tratto dal romanzo omonimo di Miguel de Cervantes
coreografia e Soggetto Milena Zullo
collaborazione al progetto drammaturgico Silvia Poletti
musiche Antonio Vivaldi
musiche originali Marco Schiavoni
maître de ballet e assistente alle coreografie Stefania Di Cosmo
scene Fabiana Yvonne Lugli, Stefano Silvia
costumi Silvia Califano
disegno Luci Carlo Cerri

E’grandEstatE - E’grandeDanza

Dalle note di Milena Zullo
La lettura del romanzo di Cervantes mi ha resa consapevole della straordinarietà di un mito, quello di Don Chisciotte, che mai come oggi sento la necessità di raccontare per tutto ciò che costituisce per la nostra memoria collettiva, ma soprattutto per la profondità che esso contiene, portavoce di valori così poco diffusi.
Don Chisciotte non è semplicemente quel personaggio grottesco che la tradizione del balletto classico ci ha raccontato; egli è il Cavaliere della Fantasia, ed al termine della lettura, tra i molti sorrisi, un uomo-bambino a trecentosessanta gradi, un poeta del vivere. Simbolo per me dell’universo maschile, di un pensiero e di un agire che la virilità stenta a recuperare.
Don Chisciotte compare nelle pagine del romanzo già adulto, un uomo a metà del percorso; egli è imbevuto di racconti cavallereschi e folgorato dall’idea di vivere e percorrere il mondo galoppando su quei valori, per celebrarli, per celebrarsi, ma ancor più per celebrare Dulcinea, dama tra le dame, costruzione ideale di una femminilità da proteggere e innalzare.
I grandi valori del mondo cavalleresco vengono a contatto con la realtà degenerata del tempo in cui egli vive e le tinte assumono i colori della fragilità umana.
Il racconto del mito è un racconto orizzontale, è un viaggio di fantasia; Don Chisciotte non cresce, non diviene, egli è già! Unicamente veste la realtà con i suoi panni e con la forza del suo pensiero immaginifico la trasforma.
Sancio, uomo semplice e concreto più di ogni altro è reale e, nella concretezza del suo agire, abbracciando quel mondo di fantasie e di aneliti, finisce per essere l’alter ego del nostro Cavaliere.
Il popolino mette al centro delle proprie risa il nostro cavaliere, si pente a tratti, lo coinvolge nel gioco popolare. Don Chisciotte, folle per gli altri, ebbro di fantasia, lo renderà sempre più umano, sempre meno maschera grottesca.
Come egli cede, gli altri corrono in soccorso, a loro modo, con superficialità, e Sancio, fra gli altri, volendolo "contento", finisce per fornirgli una finta Dulcinea. Con tale gesto lo tradisce. Così muore Don Chisciotte, si spegne di dolore. Si accende il mito: Don Chisciotte tra tutti Cavaliere della Fantasia.

Sequenza delle scene

I tempo
1 Solo di Don Chisciotte, cavaliere della fantasia
2 I suoi pensieri: Dame e Cavalieri
3 La sua fantasia che galoppa: i Cavalli
4 Sfilano, tra i pensieri, Dame e Cavalieri
5 Sancio, l'alter-ego di Don Chisciotte: l'uno l'azione, l'altro il pensiero
6 Ronzinante, altalena di pensieri e inizio del viaggio
7 Le avventure: I villani-cavalieri, La prostituta-Dama da salvare, Il populino-masnada da aggredire
8 La riflessione: per Sancio, il pensiero della sua donna, per Don Chisciotte, l'omaggio da offrire alla Dama
9 Il viaggio continua: i prigionieri
10 L'omaggio alla Dama: la nostalgia di Sancio,coronare un sogno: Dulcinea
11 Dov'è questo amore?

II tempo
1 La fama del Cavaliere si è diffusa
2 La realtà ha un'altra faccia: la derisione
3 L'amarezza di Don Chisciotte deriso
4 Il gioco: desiderio di recuperare la fantasia; Sancio offre a Don Chisciotte una finta Dulcinea
5 Fine del viaggio: la fantasia tradita, svanisce Dulcinea, si spegne Don Chisciotte
6 Il racconto del mito: Senza gli abiti del tempo, omaggio a Don Chisciotte, Omaggio a Cervantes...."tutto ciò è piccola cosa"

ANDRÉ DE LA ROCHE
Di origine corso-vietnamita e adozione americana, a soli otto anni entra a far parte della Los Angeles Civic Light Opera nel cast di The King and I. Successivamente vince una borsa di studio triennale di danza classica all'American School of Dance di Los Angeles. A diciotto anni è ballerino del musical How to succed in business e in molti altri spettacoli musicali della TV americana: “Lola Falana Show”, “Diana Ross Show”, “Can Can”, “West Side Story”, “Ringo Star Special”. Nel 1978 il grande maestro del Musical Bob Fosse lo scrittura come solista in Dancing. Da quel momento inizia una brillante carriera che lo porterà nei maggiori teatri di tutto il mondo ricevendo numerosi premi e riconoscimenti fino ad approdare alla televisione italiana dove sarà ospite, coreografo e ballerino di molti spettacoli di successo. Nel 1985 interpreta il film Joan Lui come ballerino protagonista. Vittoria Ottolenghi scrive su L'Espresso del 10 febbraio 1995 “… è uno dei migliori ballerini jazz del mondo” e gli dedica due special in “Maratona d'Estate” su Rai Uno nel 1988 e nel 1994. Numerose le produzioni di danza che lo vedono interprete e in molti casi coreografo: Wanga, Zingari, Andrè and Friends, Faust, Omaggio a Bèjart, Excelsior (per il San Carlo di Napoli). Tra i tanti premi e riconoscimenti ricordiamo il Premio Positano ’86 (come miglior ballerino), il Premio Agis ’92, il Premio Vignale Danza ’93, il Premio Bob Fosse ’94 (come miglior coreografo televisivo), il Premio Positano ’95 (per l’alta professionalità), il Premio Acqui Danza ’96.

MILENA ZULLO
Interprete e coreografa tra le più apprezzate della danza contemporanea italiana. Le sue creazioni sono nel repertorio delle più importanti compagnie italiane, quali Balletto di Toscana, Aterballetto e Balletto di Roma. Significativo anche il suo impegno didattico: oltre all’attività nel Centro di formazione danza classica e contemporanea, da lei stessa diretto, ha compiuto altre esperienze importanti, come quella presso la Scuola di Ballo del teatro dell’Opera di Roma nel periodo tra il ’97 e il ’98. Tra i riconoscimenti, il primo premio al concorso coreografico internazionale di Parigi “Prix Volinine”, con Capriccio su musiche di Paganini, e al Infiorata d'oro di Genzano, con Due sulle note di Strauss.

IL BALLETTO DI ROMA
Il Balletto di Roma è oggi il frutto dell'incontro di due tra le più importanti realtà della danza nel nostro paese: lo storico Balletto di Roma, accanto al Balletto di Toscana.
Il BdR nasce nel 1960 grazie al sodalizio artistico di due protagonisti della danza italiana: Franca Bartolomei, prima ballerina e coreografa dei principali enti lirici italiani e di altri paesi del mondo, e l'étoile Walter Zappolini, dal 1973 al 1988 direttore della Scuola di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma. Oltre 150 balletti allestiti e portati in scena sia in Italia che all’estero, opere di valore storico accanto a coreografie di giovani autori internazionali (come Aurel Milloss, Robert North, Vittorio Biagi, Anton Dolin, Gino Landi, Nicolas Beriozoff, Giuseppe Carbone, Amedeo Amodio, Torao Suzuki, Evgenij Poliakov, Janet Smith, Luciano Cannito). Altrettanti gli ospiti d’eccezione in questi quarant’anni di attività (tra cui Giancarlo Vantaggio, Anna Razzi, Andrej Fedotov, Laura Contardi, Carmen Panader, Marco Pierin, Rudy Bryans, Tessa Beaumont, Monica Perego, Raffaele Paganini e André De La Roche).
Dalla stagione teatrale 2001 il Balletto di Roma è stato arricchito dall’esperienza professionale e artistica di due complessi che si sono uniti alla compagnia romana: l’associazione Mario Piazza, ma soprattutto il prestigioso Balletto di Toscana, fondato nel 1985 e diretto da Cristina Bozzolini, già prima ballerina stabile del Maggio Musicale Fiorentino, che in soli quindici anni d’ininterrotta attività, è divenuta una delle migliori compagnie italiane sulla scena europea ed internazionale. Vasta la produzione di creazioni coreografiche di autori di prestigio internazionale (come Hans van Manen, Angelin Preljocj, Nils Christe, Cristopher Bruce, Robert North, Cesc Gelabert) insieme a talenti emergenti della coreografia italiana (come Gianfranco Paoluzi, Massimo Morricone, Roberto Zappalà, Virgilio Sieni, Mauro Bigonzetti e Fabrizio Monteverde). Importante anche l’attività di formazione e perfezionamento professionale che si svolge sotto la direzione di Walter Zappolini e con la collaborazione di docenti di rilievo internazionale. Oggi il Balletto di Roma è diretto congiuntamente da Franca Bartolomei e Cristina Bozzolini.

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