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venerdì 22 luglio EVENTO SPECIALE
IGOR MOISEEV BALLET
LA GRANDE DANZA FOLCLORICA RUSSA
Programma
I parte
Danza russa “L’Estate” (9’)
Danza Calmucca (3,30’)
Danza agiara “Khorumi” (2,30’)
Suite di danze moldave “Khora”, “Chyokirlie”,
“Zhok” (11’)
“Quadriglia della città vecchia” dal ciclo “Quadri
del passato” (8’)
Quadro coreografico “I Partigiani” (9,23’)
II parte
Tarantella siciliana (5’)
Danza moldava “Tabakerskaja” (7,22’)
Polka finlandese (3,20’)
Quadro coreografico “Foot-ball” (4,04’)
“Gaucho” – Danza pastorale argentina (8,19’)
Danze polovesiane (21,20’)
Igor Moiseev Ballet
L’Igor Moiseev Ballet è una formula magica che apre
un nuovo mondo e unisce il pubblico di tutti i continenti
in un sentimento di gioioso divertimento. Festa, meraviglia,
fuoco d’artificio. La Compagnia merita davvero di essere
annoverata tra le più grandi compagnie folcloriche del mondo.
Il passaggio dalle miniature coreografiche a vere e proprie
rappresentazioni dimostra la vitalità delle idee di Moiseev,
delle sue danze e del suo teatro.
Igor Moiseev nasce nel 1906 a Kiev e cresce in Poltava e a
Parigi. Dal 1937 è profondamente innamorato del folclore e
dalla danza folclorica. Viaggiando a piedi e a cavallo nel
Pamir, nel Caucaso e negli Urali, Moiseev si convince che
la danza folclorica ha bisogno di una nuova vita sul palcoscenico
secondo le leggi e le richieste del teatro. Questa convinzione
è confermata dalla sua attività pratica con il Teatro del
Folclore e con l’All Union Festival di danza folclorica.
È necessario avere una Compagnia capace di emulare la natura
del folclore con mezzi teatrali. Il 10 febbraio 1937 iniziano
le prove della prima Compagnia professionale di danza folclorica
del paese.
C’è molta passione e molta controversia intorno all’iniziativa
di Moiseev. Particolarmente indignati sono i "teorici"
che sottolineano l’importanza di un folclore etnograficamente
puro e che vogliono preservare le danze folcloriche nelle
loro forme originarie. Moiseev, da parte sua, difende il principio
dell’azione teatrale, l’azione nella danza, attraverso
la quale si aprono prospettive illimitate.
Moiseev intraprende così il proprio progetto con i suoi ballerini.
Molti di loro provenivano prevalentemente da villaggi, altri
avevano una formazione di balletto classico. La spontaneità
del folclore e la secchezza accademica vengono così fuse in
uno stile unitario di danza: il famoso stile di Moiseev. Non
esiste una tradizione in tal senso, tutto deve essere creato
per la prima volta. Così la Compagnia “mette in danza”
l’idea di Moiseev del Teatro della Danza. Ancora oggi
Moiseev ricorda con gratitudine tutti gli entusiasti che con
gioia e senza timore lo hanno seguito in questo sconosciuto
futuro.
Dopo il primo spettacolo intitolato Le danze dei popoli
dell’USSR (1937-38), la Compagnia cerca di sviluppare
rappresentazioni più mature con trame e personaggi ben definiti.
Il progetto è sospeso a causa dalla guerra, accantonato, ma
non cancellato: con incredibili sforzi la Compagnia riesce
a sopravvivere, a sviluppare la sua professionalità e a continuare
a studiare il folclore per le sue future rappresentazioni.
Dal tour in Mongolia, nel 1943, la Compagnia porta a casa
la Tsam, una favola trasformata, al termine del conflitto,
in una vera e propria rappresentazione teatrale.
Durante la guerra, alcuni membri della Compagnia si arruolano:
la Compagnia si sposta da "palcoscenico" a "palcoscenico"
percorrendo i sentieri di montagna. E la Compagnia riesce
a sopravvivere. Si esibisce tre volte al giorno su "palcoscenici"
costituiti da camion posizionati uno accanto all’altro,
dai ponti superiori delle navi da guerra, o da piccole radure
nelle foreste. È proprio durante la guerra che la Compagnia
adotta la seguente regola: le difficoltà non devono essere
drammatizzate, ma tenute in alta considerazione - inconsciamente,
sarcasticamente, ironicamente - come una sorta di materia
prima per future immagini artistiche.
Questo tipo di materiale, insieme agli appunti di viaggio
dei ballerini, viene accumulato per costruire immagini e suggestioni.
È ciò che avviene in Un giorno a bordo di una nave da guerra
(1943-44) nel quale la Compagnia presenta, danzando con umorismo
e splendore, la vita di tutti i giorni in tempo di guerra
della marina sovietica.
Ma il “bottino” di guerra più ricco è costituito
dalle miniature coreografiche intitolate Guerrillas.
Estremamente precisa nella forma e ricca di emozioni, questa
coreografia è diventata un poema che glorifica i milioni di
combattenti - generosi, sorridenti, impavidi.
Dopo la guerra, gli europei iniziano entusiasticamente a ricostruire
le loro vite e la loro arte. I direttori di numerose Compagnie
folcloriche dell’Est Europeo chiedono consigli a Moiseev.
In realtà l’aiuto è reciproco: i coreografi stranieri
ottengono l’aiuto di cui hanno bisogno e la Compagnia
di Moiseev il materiale per nuovi esperimenti.
Così, lo spettacolo Le Danze dei Popoli Slavi (1945)
presenta numerose danze folcloriche dell’Europa orientale.
C’è un curioso episodio a questo riguardo: Moiseev stesso
non ha mai visto una danza folclorica yugoslava, ma ha cercato
specifici elementi negli usi e costumi, nelle canzoni e nelle
favole di quel paese. Il risultato è la Suite Yugoslava
che ha un grande successo anche in Yugoslavia.
Dopo l’Europa, la Compagnia “invade” l’Asia:
lo spettacolo Pace e Amicizia (1953) include danze
coreane, mongole e cinesi. Ed è ancora un successo: durante
il tour in Cina (1954), il pubblico rimane piacevolmente sorpreso
nel vedere che i russi eseguono la vecchia danza cinese dei
nastri in modo più espressivo e più autentico dei ballerini
cinesi dell’epoca. La Compagnia di Moiseev "presenta"
la sua versione della danza ai ballerini cinesi.
L’organico della Compagnia è allora molto più omogeneo.
Il repertorio include decine di danze, scene coreografiche
e suite. Nel 1955 la Compagnia compie un ulteriore "salto
qualitativo", questa volta a Parigi. I ballerini della
Compagnia sono piuttosto preoccupati all’idea di andare
nell’occidente capitalista; si tratta infatti della
prima Compagnia sovietica a farlo dopo la guerra. E poi Parigi
ha già segnato negativamente il destino di molte Compagnie.
Lo scroscio di applausi al Palais de Chaillot riduce in polvere
la cortina di ferro. Ancora un volta Parigi assiste alla bravura
e al fascino dell’arte russa.
Ben presto la Compagnia di Moiseev si esibisce a New York.
Ancora una volta sono i primi sovietici a farlo e, nuovamente,
è un trionfo. La tournée negli Stati Uniti (1958) apre una
nuova era nelle relazioni tra Russia e America. Sembra che
la guerra fredda sia finita. Da quel momento, le tournée negli
Stati Uniti diventano una tradizione; tutti gli spettacoli
si concludono invariabilmente con la quadriglia americana
Square Dance che viene danzata non solo sul palcoscenico
ma anche in platea, in galleria e persino nella buca dell’orchestra.
Moiseev e i suoi ballerini visitano tutti quindi i continenti.
Ma, ciò che è ancora più importante, il repertorio diventa
più ricco e i doveri artistici sempre più complessi. La scoperta
e il successo delle suite coreografiche indicano la strada
verso una più matura rappresentazione teatrale nella quale
la danza, la musica, la regia, l’azione drammatica,
i costumi e le luci contribuiscono in egual misura al successo
dello spettacolo e della Compagnia.
Per fare nuovi esperimenti il coreografo non ha bisogno solo
di ballerini professionali ma di ballerini-attori che possano
immediatamente cogliere e sviluppare il pensiero del coreografo.
I requisiti diventano sempre più alti. Così nasce la scuola
di danza di Moiseev. La Compagnia dimostra brillantemente
i traguardi raggiunti dalla scuola nello spettacolo intitolato
Il cammino verso la danza (1965). In questo "spettacolo-lezione"
il reale processo della creazione artistica si rivela: i ballerini
dimostrano al pubblico come da segmenti coreografici separati
si possano creare veri e propri dialoghi coreografici. Questo
"spettacolo-lezione" dimostra non soltanto la "meravigliosa
spontaneità" di una danza, ma anche l’abilità,
la coordinazione e l’unità di stile della Compagnia.
Allo stesso tempo Moiseev dimostra il suo atteggiamento nei
confronti degli attori: è orgoglioso di loro, li tiene in
altissima considerazione.
Per Il cammino verso la danza Moiseev viene insignito
del premio Lenin. L’Igor Moiseev Ballet è la prima compagnia
di danza del paese ad ottenere il titolo “accademico".
E, ancora una volta, si sente la necessità di fare un ulteriore
“salto qualitativo". Un mare di folclore è già
stato esplorato, decine di generi e di forme sono state usate.
Ma Moiseev vuole a tutti i costi dimostrare che la Compagnia
può sostenere una grande rappresentazione coreografica.
Moiseev pensa di mettere in scena le Danze Polovesiane
come una sorta di polemica con Mikhail Fokin. Fokin stesso
è un ribelle e un nemico di ogni tipo di dogma; è anche un
venerato insegnante. Ma è un artista dei tempi passati. Per
Moiseev non basta più "prendere il passo di danza dalla
musica" (che era ciò che faceva Fokin con la partitura).
Moiseev ha bisogno della veridicità storica della vicenda,
degli usi e dei personaggi. È questa veridicità che produce
una trama consistente, le sfumature dei movimenti plastici
e le linee grafiche della danza. Così la Compagnia, coraggiosamente,
compie un ulteriore passo verso il Teatro della Danza. Nel
1971 per commemorare il debutto di Danze Polovesiane
a Parigi, viene coniata una speciale medaglia.
Da allora passa un quarto di secolo. Vengono messe in scena
nuove suite e nuove rappresentazioni. Una di queste è la Suite
delle danze greche (1991). L’idea viene discussa
con M. Theodorakis che, per l’occasione, arrangia un
motivo popolare. Moiseev lo fa suo e lo sviluppa in un affresco
plastico di grandi dimensioni. Grazie alla collaborazione
dei ballerini, il tutto è arricchito con le sfumature tipiche
di quel paese.
Questa Suite di Danze Greche fa parte oggi di quel
centinaio di miniature, scene e suite della Compagnia che
successivamente vengono organizzate in cicli chiamati Immagini
del Passato, Immagini Sovietiche e Attraverso
i paesi del mondo.
Le migliori coreografie di questi cicli vengono inserite nello
spettacolo intitolato All’estero e in patria
(1983). L’idea di base è quella di mostrare il passaggio
dalle miniature coreografiche a dei balletti più maturi ed
elaborati.
Il balletto in due atti Una notte sul Monte Calvo viene
messo in scena con la musica di M. Musorgskij dal romanzo
di N. Gogol. Anche precedentemente la Compagnia aveva usato
la musica sinfonica (Jota Aragonesa di M. Glinka) e
la letteratura (La Ballata Spagnola di Pablo de Luna
ripreso da P. Merimée). Ma è la prima volta che la Compagnia
annuncia una rappresentazione in due atti, con un libretto,
una serie di personaggi, con la partitura del direttore d’orchestra
e la musica sinfonica.
Nelle Scene Folk, un’antologia di danze molto
colorate, ci sono scherzi, zuffe e battibecchi, come ad esempio
la riunione di tutti i ricchi nella piazza del mercato in
un qualche paese del distretto di Poltava (Ucraina). È grazie
ai suoi viaggi durante l’infanzia che Moiseev porta
in scena questi personaggi. Oltre a questo ci sono anche le
mistificazioni tipiche di Gogol: dei “demoni piuttosto
reali con un muso simile al cane e con sottili gambe"
cacciano dal palcoscenico tutti i ragazzi e le ragazze. In
Witches Sabbath vengono usati effetti straordinari:
uno stroboscopio, percussioni jazz, maschere, trampoli e reliquie.
E i tipi di danza vanno dal balletto classico alla break-dance.
Ci sono raffinate battute e la pantomima viene riprodotta
all’impronta, su improvvisazione di Moiseev e dei suoi
ballerini.
La suite di danze ebraiche Family Joys viene presentata
per la prima volta nel 1994, durante il festival che ha segnato
il 70° anniversario di attività artistica di Moiseev. Ma era
stata concepita molto tempo prima. Già nel 1939 Moiseev vuole
mettere in scena con la sua Compagnia la cerimonia nuziale
ebraica chiamata "Freilekhs".
I famosi attori ebraici S. Mikhoels e V. Zuskin vengono invitati
a partecipare al progetto.
Con il passare degli anni il progetto diventa sempre più ricco
di dettagli e di particolari. Dopo decenni di preparativi
in sordina, i personaggi della cerimonia nuziale arrivano
sul palcoscenico. Durante la rappresentazione, i personaggi
fanno grande confusione e riescono a litigare e a fare pace,
a comprare e a vendere, a versare lacrime e a ridere. E tutti
questi litigi pittoreschi si risolvono nella festa nuziale.
Nel gennaio 2001 viene organizzato un gala per celebrare il
95° anniversario di Igor Moiseev. Il gala si svolge al Teatro
Bolshoije nell’occasione Igor Moiseev riceve due onorificenze:
la medaglia Mozart dell’UNESCO per l’eccezionale
contributo alla cultura del mondo musicale e il premio del
Governo di Mosca “Leggenda del secolo” di cui
Igor Moiseev è il primo insignito assoluto. Lo stesso anno
la rivista “Balletto” gli conferisce il
premio “Anima della danza”.
Gli impegni internazionali della Compagnia registrano nuovi
trionfi in Ungheria, in Grecia (partecipando anche al Festival
“Demetria” di Salonicco).
Nell’aprile 2002 l’Igor Moiseev Ballet intraprende
una lunga tournée nelle maggiori città americane e partecipa
alla XX edizione del festival “Primavera di Aprile”
nella Corea del Nord in cui le viene assegnato il primo premio.
Il capo dello Stato, Kim Chen Ir, dopo aver assistito allo
spettacolo, invia alla Compagnia una lettera di ringraziamento
e un invito personale per una tournée che si sarebbe poi svolta
nel giugno 2002.
Nel novembre 2002 l’Igor Moiseev Ballet si esibisce
a Londra e in dicembre in diverse città dell’Ungheria.
Nell’aprile 2003 è nella Corea del Sud, nel giugno 2003
in Romania, nel settembre 2003 in Germania e nell’ottobre
2003 in Lettonia. Il 10 febbraio 2002, in occasione del suo
65° anniversario, la Compagnia organizza un festival che ripercorre
il percorso creativo fatto dalla Compagnia.
Ma le vere celebrazioni sono quelle che emergono dal lavoro
di tutti i giorni. E così i ballerini della Compagnia –
nella sala prova, nei camerini – ripetono e ripetono,
raffinano ed elaborano i loro movimenti. Moiseev è sempre
il più eccitato e il più agile tra loro. Le sue dimostrazioni
sono uniche e leggendarie. Nella sua arte non c’è sforzo,
ma solo un profondo senso di leggerezza.
(inizio pagina)
Autobiografia di Igor
Moiseev
Igor Moiseev... Un uomo di vigore e integrità. Un intellettuale
che, all’età di più di novanta anni, non perde la sua
grande capacità di migliorare se stesso.
Un artista che ha scoperto un nuovo ideale artistico e il
modo per raggiungerlo.
Questo ideale, che ogni volta viene proposto in forme nuove,
si realizza nelle sue produzioni.
Durante le prove segna il cammino trasformandolo in un’ascesa
mozzafiato verso l’alto. E non cerca mai di facilitare
tale percorso né a se stesso, né agli altri.
Incastancabilmente, risuonano durante le prove le sue pungenti
parole: i ballerini devono essere agili, sinuoso e resistenti.
Non tollera che si lavori a metà. Sarcasticamente domanderebbe:
"Cosa stai cercando di fare?" – e i ballerini
si trasformano. Può anche rimanere in silenzio, immerso in
se stesso, come se non vedesse o sentisse niente. Ma Moiseev
è lì e i ballerini non si risparmiano. Perché c’è una
sorta di magia nella sua figura. Perché è il centro etico
ed estetico del mondo che poggia su delle fondamenta durature:
il culto del lavoro e della disciplina. In questo mondo, l’arte
della chiarezza e dell’apertura mentale è meravigliosa.
Questa Compagnia di danza folclorica creata da Moiseev stesso,
è diventata il tema principale della sua vita.
1914. Le sue zie, maestre di scuola, si recano con
lui nel distretto di Poltava, Ucraina. I leggendari villaggi
di Dikanka e Sorochintsy diventano per lui un’affascinante
realtà. Le feste paesane, le fiere e i riti sacri sono per
lui immagini reali e vivide che avrebbero successivamente
nutrito la sua immaginazione per molti anni. Ma ciò che lo
impressiona maggiormente sono le danza paesane. Successivamente
avrebbe detto: "Questa era una specie di gravitazione
inconscia. E l’ho sentita per tutta la mia vita."
1915. La famiglia si trasferisce a Mosca.
1920. Il padre lo spinge ad iscriversi alla scuola
di danza privata di Vera Mosolova. Dopo poco più di un mese,
si trasferisce alla scuola del Teatro Bolshoij.
1924. Viene assunto nella Compagnia del Teatro Bolshoij.
Dopo circa un anno, scoppia la cosiddetta "ribellione
dei giovani" all’interno della Compagnia provocata
dalla decisione dell’amministrazione di nominare Vasilii
Tikhomirov come direttore del balletto. Vasilii Tikhomirov
è l’antipode estetico di Kasian Goleizovskii le cui
innovazioni tanto affascinano all’epoca la gioventù
del Teatro Bolshoij. Gli istigatori della rivolta, tra i quali
lgor Moiseev, vengono puniti con due anni di disoccupazione.
Ma Moiseev riesce a trarre profitto da questa situazione.
Continua a frequentare regolarmente le lezioni in modo da
rimanere in forma. Contemporaneamente, inizia anche a studiare
e a frequentare la biblioteca del Museo di Storia. La conoscenza
con Anatoli Lunacharskii e l’ambizione di essere almeno
in un certo senso "adeguato" ai grandi ospiti dei
famosi “Giovedì” di Lunacharskii – tra gli
ospiti ci sono Vladimir Mayakovskii, Henri Barbusse e Alexander
Tairov – infiamma ancora di più il suo entusiasmo. Invece
di leggere sporadicamente, si impone di leggere almeno cento
pagine al giorno. E i libri non vengono scelti a caso: uno
degli accademici della biblioteca prepara per Moiseev una
lista di letture obbligate in storia e critica dell’arte.
1927. Moiseev ritorna sul palcoscenico del Teatro Bolshoij.
Improvvisamente si rende conto che essere solo un ballerino
non è più sufficiente per lui. Sente il bisogno di creare
un qualcosa di diverso.
1930. Grazie a un colpo di pura fortuna (aiuta a migliorare
la messa in scena di uno sfortunato balletto intitolato Football
player), Moiseev viene nominato maestro di ballo del Teatro
Bolshoij. Realizza le coreografie nelle opere Carmen,
Demon, L’Amore delle Tre Melarance. Ma
ha l’impressione che l’amministrazione del Teatro
Bolshoij non si fidi di lui: secondo la tradizione, solo dei
ballerini maturi e in pensione possono diventare maestri di
ballo, e non dei “ragazzini” di 24 anni.
1936. Moiseev viene invitato a lavorare come maestro
di ballo per conto di un conoscitore di danze folcloriche.
Effettivamente, ha viaggiato molto per tutto il paese osservando
le varie tradizioni coreografiche folcloriche.
Inizia questo nuovo lavoro organizzando un festival di danza
folclorica, il primo di questo genere nella storia del paese.
Il successo del festival convince Moiseev della necessità
di fondare una Compagnia professionale che preservi e sviluppi
le migliori tradizioni della danza folclorica.
Scrive una lettera al governo. Su questa lettera Viacheslav
Molotov scrive di suo pugno: "L’idea è buona, fate
in modo che l’autore possa realizzarla".
10 febbraio 1937. Per la prima volta Moiseev mette
insieme una piccola Compagnia (circa 40 persone) di ballerini
dilettanti, diplomati alle scuole di danza e ballerini professionisti.
Chi avrebbe mai detto che i loro primi passi avrebbero risuonato
per più della metà del loro paese? Nel 1938 presentano una
rappresentazione per il governo al Teatro Bolshoij. Ne seguono
tre giorni di accese discussioni alla All Union Theatrical
Society e un grande plauso da parte di tutti i tipi di pubblico.
Ben presto la Compagnia si conquista l’adorazione di
tutto il paese. Le recite vedono sempre il tutto esaurito;
in tutti gli spettacoli presentati durante gli anni di esistenza
della Compagnia. No, "esistenza" non è la parola
più appropriata. Non si tratta semplicemente di un’"esistenza",
è una vita appassionata e felice. Ne è soddisfatto?
La Compagnia di Moseev è da lungo tempo una celebrità a livello
mondiale e un modello. Partendo da zero (non ci sono precedenti
per quello che ha fatto), Moiseev crea un nuovo genere artistico:
la danza folclorica sul palcoscenico. Elabora la sua dottrina
sul genere che è alla base dell’istituzione, nel 1943,
di uno "studio" (un centro di insegnamento e apprendimento)
affiliato alla sua Compagnia e, più tardi, della nascita di
numerose altre Compagnie che seguono il suo esempio. Con mano
ferma, delinea la linea di condotta della Compagnia: da presentazioni
coreografiche individuali, a composizioni coreografiche, fino
a balletti della durata di un’intera serata; oggi ce
ne sono sette nel repertorio della Compagnia.
E’ orgoglioso di gran parte dei traguardi che ha raggiunto.
Ma subito precisa: "Il mio obiettivo finale è la creazione
di una Compagnia con la quale possa produrre tutti i tipi
di rappresentazione, incluso il balletto classico. Ma sembra
che tale obiettivo sia al di fuori della mia portata...".
Non è mai stato un sognatore ad occhi aperti e ha fatto tutto
ciò che umanamente poteva. Ma delle "circostanze oggettive"
hanno detto la loro.
Il suo "studio" non è stato completamente "legittimizzato"
fino al 1988; pertanto, non ha potuto insegnare danza folcorica
e balletto classico contemporaneamente.
La seconda guerra mondiale mette da parte tutti gli obiettivi,
tranne uno: preservare la Compagnia. Alcuni ballerini si arruolano
nell’esercito. Ma il resto della Compagnia continua,
instancabilmente, a girare per il paese, esibendosi negli
ospedali, nelle caserme, negli impianti e nelle industrie,
a volte anche tre volte al giorno. Non esistono sovvenzioni.
La Compagnia si autofinanzia e dona anche più di un milione
e mezzo di rubli per la difesa del paese. Subito dopo la guerra,
la Compagnia inizia una lunga maratona di tournée.
1945. La Compagnia di Moiseev si esibisce per la prima
volta in Finlandia. I finlandesi non hanno ancora dimenticato
la guerra del 1939/40, ma non riescono a non applaudire di
fronte alla bravura della Compagnia.
1955. La Compagnia di Moiseev è la prima ad andare
in Francia dopo la ripresa degli scambi culturali tra i due
paesi. E lì, in Francia, provoca una rivoluzione nella moda.
Ispirati dalla coreografia intitolata Guerrillas, le
signore di Parigi scoprono gli stivali di pelle alti e i cappelli
di pelliccia come i Cosacchi del Kuban. Moiseev stesso viene
nominato membro dell’Accademia Francese della Musica
e della Danza
1958. Ancora una volta, la Compagnia è la prima a recarsi
in Nord America dopo la firma dell’accordo sugli scambi
culturali.
Per dare un’idea del successo della Compagnia in America,
è sufficiente la seguente citazione: "Se il Metropolitan
non riapre il prossimo anno, non bisogna stupirsene. Vorrà
dire che il teatro è stato distrutto dal pubblico infatuato
dalle rappresentazioni dei Russi".
Le relazioni sovietiche-americane sono molto tese, ma
c’è il tempo anche per i riconoscimenti: due premi per
la danza, un premio della rivista "Dance Magazine"
e il premio dato a Igor Moiseev nel 1995, "per il suo
autorevole contributo allo sviluppo delle relazioni culturali
tra gli Stati Uniti e la Russia".
Oltre a Moiseev, solo due persone ottengono questo premio:
Van Cliburn e Mstislav Rostropovich.
Il coreografo riceve anche molti altri premi (Moiseev viene
insignito di venti ordini: otto dal suo paese e dodici dagli
altri), ma, soprattutto, c’è sempre lo stesso lavoro
incessante e lo stesso incessante successo. Oltre alla Finlandia,
la Francia e gli Stati Uniti, la Compagnia visita altri 54
paesi e gira lungamente il suo paese.
Questa maratona ha anche il suo lato negativo del quale probabilmente
solo Moiseev è a conoscenza. Dice: "Facendo sempre
tournée, è difficile svilupparsi persistentemente e in maniera
consistente. Ciò che avevo progettato in poco tempo, ha impiegato
decenni per diventare realtà. Purtroppo..."
Ma quando inizia una rappresentazione, la vittoriosa "cavalcata",
diretta da lui, riemerge come dieci, venti, quaranta anni
fa, spazzando via ogni sorta di scetticismo e snobismo e producendo
dei forti vortici emotivi. Sicuramente, come tutti i veri
artisti, è a volte insoddisfatto di quello che ha fatto e
rimpiange di non essere riuscito a fare ciò che avrebbe voluto;
ma queste ombre vengono spazzate via dalle meravigliose fantasmagorie
di Una Notte sul Monte Calvo, dal fascino voluttuoso
di Serate in una taverna, dall’atmosfera esotica
della favola Tsam e dall’ammaliante diversità
di ognuna delle trecento danze messe in scena da lgor Moiseev.
Nel gennaio 2001 Igor Moiseev celebra il suo 95° compleanno.
Per quest’occasione, viene organizzato il Jubilee Festival
sui più importanti palcoscenici di Mosca e un grande concerto
di chiusura al Teatro Bolshoij. Proprio durante questa serata,
Igor Moiseev riceve due importanti medaglie: la Medaglia Mozart
dell’UNESCO per il suo contributo al mondo della cultura
musicale e quella del governo di Mosca come “leggenda
del secolo”. Igor Moiseev è il primo a ricevere tale
onorificenza.
Il 10 giugno al Teatro Bolshoij l’Igor Moiseev Ballet
celebra l’80° anniversario della carriera artistica
del suo fondatore, il grande coreografo del XX e del XXI secolo.
(inizio pagina)
Dalla rassegna stampa
Coreografo eccellente in un programma
etnico
Laura Stewart, Fine Arts Writer, 23 gennaio
2005
DAYTONA BEACH – L’Igor Moiseev Ballet è esploso
sul palcoscenico del Peabody Auditorium in un insieme di costumi
etnici, di vivaci colori, di suoni assordanti, di salti, di
roteazioni acrobatiche e di polke eleganti.
Erano almeno 50 i ballerini russi che venerdì hanno iniziato
lo spettacolo con la danza russa intitolata “L’Estate”
- una coloratissima miscela di canti e danze tradizionali
– davanti al pubblico della Daytona Beach Symphony Society
che li ha applauditi fin dall’inizio. Questo inizio
caratterizzato da un tono piuttosto stravagante, è cambiato
nel momento in cui tre ballerini vestiti di nero hanno fatto
la loro comparsa sul palcoscenico, nella seconda coreografia
della serata: la “Danza Calmucca” che il leggendario
coreografo Igor Moiseev ha basato su forme folk dei nomadi
delle steppe Nogaj.
Durante lo spettacolo - che sembrava breve ma che è durato
più di due straordinarie ore - il tono variava. Gli effetti
misteriosi delle danze Calmucche - campanelli che suonano
sugli stivali, spalle e schiene che vibrano - hanno catturato
il mistero di un gruppo etnico; la stessa cosa vale anche
per la coreografia successiva, ancora più esotica. In una
serie di gesti rigidi, formali e fisici, sei ballerini hanno
eseguito la danza rituale di guerra agiara "Khorumi"
– che risale a 1300 anni prima - e offerto un assaggio
delle ricche fonti di danza folclorica che circa 70 anni fa
hanno ispirato Moiseev, il quale, venerdì, nella sua casa
di Mosca, ha festeggiato il suo 99° compleanno.
Alcune delle danze della serata - tra le quali "La Quadriglia
della Città Vecchia," sull’ingannevole borghesia
russa soddisfatta di sè della Russia del 19° secolo, e la
danza umoristica moldava “Tabakerskaja”, nella
quale una ragazza di un villaggio si fa beffa dei suoi babbei
ammiratori mentre fa il bucato - sono state frivole e divertenti.
Altre sono state interpretazioni di tradizioni folk più serie;
tra queste la caratteristica “Polka Finlandese”,
la suite di danze messicane che include "Sapateo"
e "Avaljulko" e la splendida "Gaucho,"
coi suoi cow-boy argentini in una selvaggia e squisita gara
di ballo.
Le altre coreografie della serata sono state delle vere e
proprie commedie caratterizzate da una danza mozzafiato che
hanno stupito per intelligenza, osservazione vivace e capacità
coreografica incomparabile. Il quadro coreografico "Football"
ha unito danza, mimo e acrobazia atletica nel suo ilare spaccato
di vita in occasione di una partita di calcio e la parte finale
del programma, il quadro coreografico intitolato "I Partigiani",
narra la storia di uomini e donne che “hanno indossato
altri panni” per combattere i nazisti durante la Seconda
Guerra Mondiale.
Scivolando lungo il palcoscenico come fantasmi, i ballerini
de “I Partigiani” hanno personificato lo spirito
eroico della resistenza e il profondo, originale patriottismo
che si può sviluppare spontaneamente.
Indipendentemente dallo stato d’animo evocato da ciascuna
delle danze della serata, l’alta qualità dello spettacolo
le univa in un’unica memorabile sequenza.
Moiseev, che ha creato le coreografie di tutto il programma,
ha interpretato le sue radici etniche in modo brillante traducendo
quelle forme folk in un eccitante tesoro teatrale.
(inizio pagina)
Una compagnia di danza immersa
nella tradizione
Pam Harbaugh, Florida Today
Alcune persone non ne hanno mai abbastanza dell’Igor
Moiseev Ballet.
Boris Čepelev e sua moglie, anna Kirova, ex-ballerina
del Balletto Kirov di San Pietroburgo, hanno visto i famosi
ballerini talmente tante volte da averne perso il conto. Hanno
in programma di assistere anche allo spettacolo di questa
sera al King Center for the Performing Arts.
"Ricordo che quand’ero ancora in Russia era difficile
anche per i russi trovare i biglietti per assistere agli spettacoli
dei ballerini di Moiseev", afferma Čepelev. "Chiunque
in Russia conosce la grande qualità di questa Compagnia. E’
molto eccitante vedere come ballano."
Čepelev, che assieme alla moglie dirige il Melbourne
Ballet Center all’Henegar Center for the Arts, dice
che Moiseev abbina ballerini eccellenti a danze folcloriche
tradizionali.
Per coloro che amano la danza teatralizzata ed apprezzano
l’energia, gli sprazzi di colore e la vitalità della
danza folclorica, l’Igor Moiseev Ballet è al primo posto
nella lista dei loro “must”.
“I ballerini della Compagnia danzano allo stesso modo
da 65 anni. “Integrano sì il repertorio, ma la loro
estetica rimane la stessa. Questa Compagnia non ha abbracciato
alcuna nuova forma d’arte perché la cosa più importante
e significativa parlando di Igor Moiseyev è quella di aver
creato una forma d’arte: la danza teatralizzata basata
sul folk ma con ballerini assai capaci e molto bene preparati”.
Il coreografo del Balletto del Bolshoj Igor Moiseev ha fondato
l’Igor Moiseev Ballet nel 1937. E’ stato insignito
di numerosi premi, tra i quali il titolo di Artista Emerito
della Repubblica Russa.
Nato nel 1906 a Kiev, Ucraina, Moiseev è cresciuto con una
grande tradizione di danza folclorica e di folclore. Nel 1920,
inizia gli studi alla Scuola del Balletto del Bolshoj. Dieci
anni dopo diventa maestro di ballo della prestigiosa compagnia
allestendo i balletti di tre opere, tra cui “Carmen”
e due pièce.
Dopo aver visto il successo ottenuto da un festival di danza
folclorica organizzato durante gli anni ’30, in Moiseev
si rafforza la convinzione dell’esigenza di una compagnia
di danza professionale che porti ballerini esperti verso la
danza folclorica.
Da allora, Moiseev ha creato più di 300 coreografie, compresi
i balletti a serata intera intitolati "Una notte sul
Monte Calvo", "Spartacus" e "Danze Polovesiane".
Il ragguardevole repertorio della Compagnia include gli stili
folclorici di oltre 40 culture, dalla “Square Dance”
americana, a danze che rappresentano paesi quali l’Irlanda,
l’Argentina e il Messico.
Al King Center, il gruppo eseguirà danze che richiamano le
sagre russe della mietitura, la venerazione degli animali
da parte dei nomadi delle steppe Nogaij vicino al fiume Volga,
la vita in Crimea ed un’ironica storia d’amore
moldava.
I ballerini interpretano anche il quadro coreografico "I
Partigiani”, tratto da "I Cicli Sovietici”,
che esalta gli abitanti della montagna che combatterono i
nazisti.
"In tutto il mondo la gente ama questa coreografia, ma
gli americani lo amano in maniera particolare – dice
la Ščerbakova. Il pubblico potrà vedere un’altra
coreografia storica, "Una giornata a bordo di una nave”,
che descrive il tempo libero dei marinai. La Compagnia ha
presentato parecchie volte questa coreografia ai marinai russi
durante la seconda guerra mondiale.
Ci saranno anche danze nazionali della Polonia, Venezuela,
Argentina, Spagna e Uzbekistan. La signora Ščerbakova
annuncia che il finale del programma sarà costituito dalla
danza ucraina "Gopak”. "Si avvale della presenza
di tutti i ballerini in scena," prosegue. "E’
assolutamente spettacolare e rappresenta, forse, un piccolo
souvenir per il pubblico americano."
(inizio pagina)
Moiseev fa vedere come fare la danza
folk
Lisa Traiger, speciale del Washington Post, lunedì
7 febbraio 2005
Nessuno lo fa come Moiseev. La celebre Compagnia moscovita
manda la folla in visibilio. Venerdì sera al George Mason
University's Center for the Arts, la Compagnia di 66 ballerini,
fondata circa 70 anni fa da Igor Moiseev, ha presentato uno
spettacolo di danze basate sul folclore che fa concorrenza
a qualsiasi altro spettacolo.
E perchè no? Moiseev ha insegnato a ballare a quasi tutto
il mondo: il suo marchio coreografico, vivo e teatrale che
cominciò come un assemblaggio di danze etniche dall’Unione
Sovietica, è stato imitato da compagnie di ogni nazionalità.
Ma nessuna di queste può riprodurre la stessa precisione nel
movimento dei piedi, dei salti veloci, delle rotazioni da
capogiro, dei calci con così tale finezza, velocità e virtuosismo.
Moiseev, che lo scorso mese è entrato nel 99° anno d’età,
insiste ancora sullo studio del balletto classico per i suoi
ballerini, conferendo alla Compagnia una vivacità ed un’eleganza
che altri possono solo invidiare.
Tanti anni fa la compagnia andò al di là delle radici sovietiche
e dell’Europa orientale. Con le coreografie che riflettono
l’eredità argentina, messicana, italiana ed asiatica,
tutte create da Moiseev e tutte interpretate con un innegabile
accento russo, il distintivo portamento della parte superiore
del corpo del ballerino si rivela anche quando ricalca le
movenze di uno zapateado messicano. Il nuovo lavoro
"Sunchunga" è la prima coreografia a firma Pe In
Su; questa danza femminile coreana è incentrata sul delicato
movimento delle braccia e del capo, ma calza perfettamente
coi gusti “quasi - kitsch” di Moiseev.
A 45 anni dalla sua prima rappresentazione assoluta, il capolavoro
di Moiseev "I Partigiani," un tributo ai contadini
che hanno combattuto i nazisti, rimane sbalorditivo. Vestiti
di cappe lunghe fino ai piedi come una banda di ribelli pronti
ad attaccare, i ballerini sfiorano il palcoscenico come se
fossero pattinatori, inghiottendo lo spazio di soppiatto senza
sforzo. Il finale, l’eccitante "Gopak," ucraino
è pirotecnico: calci, salti a gambe divaricate, precisione
degli stivali buttati e file veloci di ballerini che si muovono
in un caleidoscopio di colori in movimento.
SARASOTA – Preservare le tradizioni della danza popolare
russa da quasi un settantennio, costituisce la missione dell’Igor
Moiseev Ballet.
Barbara Leverone
Ma il suo fondatore e direttore artistico Igor Moiseev non
dimentica di lanciare uno sguardo al futuro della sua Compagnia,
apportando quei cambiamenti che saranno evidenti nello spettacolo
di domenica alla Van Wezel Performing Arts Hall.
"Questa è un’epoca diversa; le persone sono diverse",
dichiara nel corso di un’intervista telefonica la direttrice
della Compagnia, Elena Ščerbakova. "Ha dato
vita ad un nuovo tipo di artisti. Non si tratta solamente
di ballerini; nella nostra Compagnia si parla di attori/danzatori.
Ecco, questo è il “teatro” di Igor Moiseev.”
Il programma, oltre alle attese danze tradizionali russe,
includerà danze dal mondo.
"La prima parte è costituita dai classici di Moiseev”
– dice la Ščerbakova. "La seconda parte
è costituita da danze provenienti da tutto il mondo ed includeranno
tributi alla tarantella siciliana, alle danze messicane e
americane e persino al calcio.”
Un altro pezzo, nuovo, è una danza coreana: “Questa
è la prima danza la cui coreografia non porta la firma di
Igor Moiseev ma di un coreografo coreano. Si tratta di una
danza molto difficile, molto interessante che è stato lui
a volere per la nostra Compagnia.”
Moiseev questo mese festeggia il suo 99° compleanno e, come
direttore artistico, mantiene ancora la guida della sua Compagnia.
Sebbene il medico gli consigli di non intraprendere ulteriori
tournée, a Mosca ogni giorno continua a dirigere le due ore
di prove della Compagnia. "Ama lavorare coi giovani”,
dice la Ščerbakova. "Adesso il suo compito
più importante è stare nella scuola e insegnare i suoi principi
ai giovani affinché la Compagnia abbia un futuro. Abbiamo
oltre 300 coreografie di Moiseev e la cosa più importante
è che i giovani conoscano queste danze.” I ballerini
iniziano gli studi a 12 anni e dopo quattro anni di formazione,
trascorrono un anno con la Compagnia.
"Il 95% dei membri della nostra Compagnia proviene dalla
nostra scuola – dice – e noi prendiamo i migliori,
gli altri vanno in altre compagnie.”
La Compagnia ha appena iniziato dalla Florida il suo tour
della durata di sei settimane che li vedrà visitare l’Est
e il Middlewest con 70 ballerini, tre musicisti e moltissimi
costumi. Dice la Ščerbakova, che entrò a far parte
della Compagnia a 16 anni e la dirige da 10 anni: "Non
c’è nessuno al mondo come Igor Moiseev. E’ un
genio, come Puškin lo è per letteratura russa…...
Moiseev è il più importante, non solo per il nostro paese
ma per il mondo intero.”
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