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giovedì 28 luglio
ANTONELLO VENDITTI
CAMPUS LIVE TOUR
tastiere Alessandro Centofanti
batteria Derek Wilson
basso Fabio Pignatelli
chitarre Marco Rinalduzzi, Maurizio Perfetto e Giovanni
Di Caprio
sax Amedeo Bianchi
Abbonamento E’grandEstatE – Abbonamento E’grandeMusica
Un concerto tutto da scoprire: un protagonista assoluto della
grande musica italiana proporrà i suoi indimenticabili successi
in una versione decisamente più rock, dove le chitarre hanno
preso il posto dello storico pianoforte.
Accompagnato sul palco da musicisti di altissimo livello,
Antonello Venditti proporrà le nuove e modernissime versioni
di Sotto il segno dei Pesci, Ci vorrebbe un amico,
Roma Capoccia, Notte prima degli esami e tantissime
altre fino ad arrivare alle ultime Che fantastica
storia è la vita, Lacrime di pioggia e Addio
mia bella Addio.
ANTONELLO VENDITTI
Nato a Roma (sotto il segno dei Pesci) l’8 marzo 1949,
Antonello si avvicina alla musica sin da giovanissimo, spinto
dalle insistenze della madre. Dopo un primo periodo trascorso
a prendere lezioni di pianoforte, Antonello matura un approccio
più personale e inizia a scrivere canzoni, la prima delle
quali è Sora Rosa. È lui stesso a presentarla agli
amici del Folkstudio, il prestigioso ritrovo romano dell’allora
nascente circuito folk-impegnato giovanile con Giorgio Lo
Cascio e Francesco De Gregori.
Con loro Venditti inizia ad esibirsi in pubblico e a fare
i suoi primi giri di concerti e con Francesco De Gregori -
da un’idea del discografìco Vincenzo Micocci che li mette
sotto contratto entrambi - realizza l’album Theorius Campus
(1971, IT), nel quale ognuno dei due artisti ha a disposizione
una facciata. Tra le sei canzoni di Venditti presenti su quell’album
ci sono già due classici come Ciao Uomo e Roma Capoccia,
oltre naturalmente a Sora Rosa, queste ultime due scritte
in dialetto romanesco. Dopo il successo di Roma Capoccia,
Antonello Venditti si trasferisce a Milano per incidere il
suo primo vero album come solista, L’Orso Bruno (1973,IT).
Realizzato con la collaborazione di Vince Tempera, il disco
contiene ancora una canzone in dialetto (E Li Ponti So’
Soli) e per il resto denota una forte attenzione rivolta
al sociale.
Segue il primo cambio di etichetta della sua carriera, che
lo porta dalla IT di Vincenzo Micocci alla RCA, allora un
porto d’approdo per tutti i cantautori più innovativi della
scena musicale italiana. E proprio per la RCA Venditti incide
in due giorni e due notti uno dei suoi album migliori, Le
cose della vita (1973, RCA), che prende il titolo da una
delle sue più belle canzoni. È un album scarno sul versante
degli arrangiamenti, arrabbiato e intimista su quello dei
contenuti (grazie a brani come Mio padre ha un buco in
gola e Brucia Roma), mentre una spanna su tutto
è il brano che gli dà il titolo, una disamina appassionata
e sincera del suo modo di essere cantautore. A quel disco
segue un album decisamente più difficile e poco premiato come
Quando verrà Natale (1974, RCA), nonostante lo presenza
di buone canzoni come Quando verrà Natale (1974,RCA),
nonostante la presenza di buone canzoni come Campo dei
Fiori, A Cristo, Marta e la title-track.
Ma in quell’anno Venditi pubblica un’altra canzone che si
rivelerà cruciale per la sua carriera: si tratta di Roma,
un brano romanista più che romanesco, che si presta comunque
ad essere interpretato come una dichiarazione d’amore (e del
resto non sarà né la prima né l’ultima) del cantautore alla
sua città. Per un nuovo album bisogna invece aspettare fino
all’anno successivo quando Venditti dà alle stampe Lilly
(1975, RCA), disco fortunatissimo che arriva al numero uno
in classifica: merito della struggente title-track, che osava
affrontare il tema della droga in una canzone, e di altri
classici contenuti nel disco come Compagno di Scuola
e Lo stambecco ferito, quest’ultimo un brano molto
complesso e arricchito da una parte strumentale molto ambiziosa.
Erano anni molto attivi e pieni di fermenti politici e Antonello
naturalmente, non sta solo a guardare. Se Lilly era
una canzone sulla droga che voleva costituire anche un atto
d’accusa nei confronti dell’iprocrisia benpensante, la situazione
precipita quando, nel 1976, all’ICMESA di Seveso si verifica
una fuga di gas altamente tossico, la diossina: il disastro
ecologico e la tragedia umana che ne seguirono provocarono
in Venditti una reazione che finì nell’album Ullalà
(1976, RCA), forse quello dai toni più arrabbiati e sgradevoli,
con canzoni disperate come Canzone per Seveso, Maria
Maddalena, Nostra Signora di Lourdes, Jodi
e la scimietta, Una stupida e lurida storia d’amore.
L’album chiude la fase artistica che lo lega discograficamente
alla RCA e inaugura un periodo di ripensamento e di silenzio:
Venditti è comunque nell’occhio del ciclone per la sua duplice
valenza impegnata e commerciale, che gli vale critiche e sospetti
di ambiguità da parte della sinistra giovanile più arrabbiata,
la stessa che in quegli anni contesta anche De Gregori, Finardi
e tanti altri. Il ritorno sulle scene discografiche avviene
con un nuovo contratto discografico ed un nuovo album Sotto
il segno dei pesci (1978, Philips), che lo riporta in
vetta alle classifiche.
Frutto di un lungo periodo di gestazione, il disco inaugura
una nuova fase artistica per Venditti, ferito dalle critiche
politiche e più che mai intenzionato a realizzare canzoni
dai toni più personali e laici. Presenza anche questa dopo
circa 20 anni del grande sassofonista Gata Barbieri. L’album
contiene canzoni di successo come Sara, Giulia
e Bomba o non bomba, una metafora polemica sul difficile
percorso fatto dai nuovi cantautori alla conquista di una
propria credibilità, ma è soprattutto la Title-track (che
molti continuano a leggere come indirizzata a una donna, mentre
si tratta dell’artista che parla della sua vita, nata per
l’appunto sotto il segno dei pesci) ad attirare lì attenzione
del pubblico.
Al sensazionale successo dell’album fa seguito un delicato
periodo sentimentale, con la separazione di Antonello Venditi
dalla moglie Simona Izzo e dal figlio Francesco Saverio,
che rimane con la madre.
Buona domenica (1979, Philips) è l’album che rispecchia
questo momento di travaglio personale con canzoni amare come
Donna in Bottiglia e Stai con me, accanto a
nuovi classici della produzione Antonello come la canzone
che dà il titolo all’album e Modena, forse una delle
sue migliori di sempre. Nel 1982, ancora una volta dedicato
al figlio Francesco Saverio (come tutti gli album da Ullalà
in poi), arriva nei negozi Sotto la pioggia (1982,
Heinz) l’album che segna il debutto dell’etichetta discografica
di proprietà di Venditti, la Heinz Music, e di un sodalizio
musicale - quello con il produttore Alessandro Colombina -
che dura ancora oggi. È un album scuro, amaro, e riflette
la crisi di valori e il passaggio incerto che segna l’inizio
del nuovo decennio: canzoni come Le Ragazze di Monaco,
Torino, Sotto la Pioggia, Stukas sono
soltanto alcuni episodi di un album niente affatto facile
eppure salutato da un grande successo di pubblico, per merito
anche di una splendida ballad come Dimmelo tu cos’è.
Di certo, dopo due ottimi album come Sotto il segno dei
pesci e Buona Domenica, quando esce Sotto la
pioggia Venditti gode di una popolarità più vasta che
mai. Popolarità che aumenta ancora, nel 1983, quando la Roma
vince il campionato di calcio e tutta la città festeggia lo
scudetto al concerto gratuito che Venditti tiene al Circo
Massimo.
Da quell’incredibile esibizione (che fa segnare il record
italiano delle presenze per un evento live), nasce il primo
live della sua carriera, Circo Massimo (1983, Heinz),che contiene
uno splendido inedito, Grazie Roma, un nuovo omaggio
alla sua città e alla sua squadra del cuore che finirà per
adottarlo come inno ufficiale. L’anno successivo per i fan
di Venditti arriva Cuore (1984, Heinz), album preceduto
dal successo del singolo Ci vorrebbe un amico e impreziosita
da canzoni come Notte prima degli esami, L’ottimista
e Non è la cocaina.
A livello musicale prosegue il discorso inaugurato dal precedente
Sotto la pioggia, con arrangiamenti moderni, ritmiche
serrate e canzoni appasionate e istintive, lontane da ogni
tipo calcolo. A festeggiare il periodo di grande successo
esce un altro live, Centocittà (1985, Heinz) registrato
nuovamente al Circo Massimo e per metà con Venditti da solo
al pianoforte. Nel doppio album, tra i tanti successi, spicca
l’inedito che dà il titolo al disco.
Dopo un anno è la volta di una colonna sonora, quella per
il film Troppo Forte di Carlo Verdone e di nuovo album
di studio, Venditti e Segreti (1986, Heinz),una raccolta
di canzoni dalle sonorità più orientate tra elettronica e
rock, mentre i testi prendono spunto dalla realtà quotidiana
come in Rocky, Rambo e Sting e Questa insostenibile
leggerezza dell’essere. Non mancano i ricordi di scuola
(Giulio Cesare) che riprendono le tematiche di precedenti
episodi (Compagno di scuola e Notte prima degli
esami), così come non mancano canzoni d’amore come Settembre
e C’è un cuore che batte (nel cuore di Roma). Il discorso
musicale prosegue con un album molto fortunato, In questo
mondo di ladri (1988, Heinz), che contiene, oltre alla
title-track, un altro classico di Venditti, Ricordati di
me, accanto a canzoni di buon riscontro come 21 modi
di dire ti amo e Correndo correndo. Il fortunato
decennio si chiude con una compilation, intitolata significativamente
Gli anni ’80 (1990, Heinz). Venditti torna sulle scene
con Benvenuti in Paradiso (1991, Heinz), album che prolunga
il grande successo del predente, vendendo oltre un milione
di copie: da segnalare, oltre alle title-track, un ricordo
di Enrico Berlinguer in Dolce Enrico, Dimmi che
credi, Alta marea (cover di Don’t Dream It’s
Over dei Crowded House) e Amici mai, un’altra splendida
canzone d’amore.
Da Sansiro a Samarcanda – L’amore insegna agli uomini
(1992, Heinz) è il live che fa il punto sulle due anime di
Antonello, quella del musicista di successo (San Siro come
simbolo di tutti i concerti) e quella dell’uomo coinvolto
nel sociale (Samarcanda è il titolo del programma tv di Michele
Santoro al quale Venditti intervienne con grande passione),
oltre a celebrare un decennio di tour e di concerti dal seguito
oceanico. L’amore insegna agli uomini è il sottotitolo
dell’album che prende spunto dall’unico inedito contenuto
nel doppio Cd, una ballata d’amore e di speranza nei confronti
del futuro. Passano tre anni di silenzio prima di vedere Venditti
nuovamente in azione: succede con un nuovo album di studio
Prendilo tu questo frutto amaro (1995), Heinz) e con
un conseguente tour live. Oltre alla title-track, cover del
celebre brano di Little Steven Bitter Fruit, nel nuovo
album spiccano la splendida canzone d’amore Ogni volta
l’inno di speranza Eroi Minori, 1000 Figli e
la potente Tutti all’Inferno.
Dopo il tour, per Venditti è ora di realizzare un sogno che
accarezza da molto tempo: incidere le proprie canzoni accompagnato
da una orchestra sinfonica.
Nasce così Antonello nel paese delle meraviglie (1997,
Heinz) rilettura dei suoi principali classici insieme alla
Bulgarian Simphony Orchestra di Sofia, diretta dal Maestro
Renato Serio (autore degli arrangiamenti orchestrali). Anche
qui c’è un inedito da segnalare, Ho fatto un sogno,
ancora una canzone dedicata alla sua città, Roma.
L’8 marzo 1999 Venditti festeggia il suo cinquantesimo compleanno
insieme agli studenti dell’Università di Roma “La Sapienza”,
con un incontro-concerto organizzato da Enrico Menduri, ordinario
della cattedra di Sociologia. È l’occasione per ritirare il
diploma di laurea in Giurisprudenza che Venditti non aveva
conseguito nel 1973 ma mai ritirato. È un periodo di profonde
riflessioni e intuizioni per l’artista romano,che scrive con
molta velocità le canzoni per un nuovo album, registrato e
mixato prima dell’estate con un nuovo team di lavoro a capo
del quale, però, rimane Alessandro Colombini. Il 24 settembre
del 1999 esce così Goodbye Novecento (1999, Heinz),un
album che affronta le principali tematiche di fine millennio
rispondendo a dubbi e perplessità con la passione e la fiducia
negli uomini da sempre care a Venditti.
Nel novembre 2000 Antonello Venditti pubblica per la prima
volta un disco che raccoglie tutte le sue più belle canzoni
d’amore, intitolato Se l’amore è amore… (2000, Heinz).
L’album prodotto da Alessandro Colombini, diventa subito un
successo entrando a buon diritto in hit parade, fino a raggiungere
il traguardo delle 300.000 copie vendute, a testimonianza
del grandissimo favore di pubblico di cui Antonello ha sempre
goduto. Nel giugno 2001 raduna oltre un milione di persone
in occasione del suo concerto al Circo Massimo, organizzato
per celebrare e festeggiare il terzo scudetto della Roma.
Da quella straordinaria giornata di gioia e di musica nasce
l’album live Circo Massimo 2001, che balza subito in
testa alle classifiche di vendita. Oltre alle più belle canzoni
del cantautore quali Modena, Su questa nave chiamata
musica, Shake, C’è un cuore che batte nel cuore,
Notte prima degli esami, ed ai cori da pelle d’oca
che accompagnano Roma Roma, e Grazie Roma, il
disco contiene due cammei da collezione: la superba interpretazione
di Venditti del brano Roma Capoccia, accompagnato al
pianoforte dal Maestro Nicola Piovani, e l’irresistibile Grande
raccordo anulare cantata dal geniale Corrado Guzzanti.
Come ultimo brano dell’album viene proposto l’inedito dal
titolo Che c’è, nuovo inno all’amore che a pochi mesi
dalla pubblicazione è già entrato nel repertorio di grandi
successi dell’artista.
Alla fine del 2002 esce una nuova raccolta dei suoi successi
dal titolo Il coraggio e l’amore.
Nel mese di Ottobre 2003 Venditti pubblica dopo circa
quattro anni un nuovo album da studio Che fantastica storia
è la vita, otto nuovi brani più una long version del brano
che da il titolo al cd. Note caratteristiche sono il duetto
con il suo grande amico Francesco De Gregori (Io e mio
fratello) e la presenza, anche questa dopo circo 20 anni,
del grande sassofonista Gato Barbieri. A Venditti viene riconosciuto,
da una giuria di Scrittori e Poeti, il Premio Lunezia, per
l’inteso contenuto poetico dei testi del suo cd.
Il 19 novembre viene pubblicato il nuovo cd Campus Live
(Heinz Music/Ricordi - BMG): 14 brani (più l’inedito Addio
mia bella addio) che non si limitano a rappresentare una
buona parte del repertorio dell’artista romano, ma le inventano
ex novo. Campus live è anche un disco da vedere. Infatti
al cd audio è allegato un DVD di circa un’ora che mostra parti
di concerto e di backstage, ma anche curiosità, racconti,
memorie: ne esce fuori un profilo del tutto inedito di Venditti.
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