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martedì 18 luglio, ore 21.30
TEATRO ACCADEMICO DI STATO DEL BALLETTO
CLASSICO DI MOSCA
in CENERENTOLA
Balletto in tre atti
musica Sergej Prokof’ev
libretto Natalia Kasatkina e Vladimir Vasiliov dalla
fiaba di Perrault
coreografia Natalia Kasatkina e Vladimir Vasiliov
scenografie L. Solodovnikov
costumi E. Dvorkina
Abb. E’grandEstatE - E’grandeDanza
La favola di Cenerentola è una delle più amate in Russia. La prima
del balletto si tenne presso il Teatro Bolshoy nel 1945, anno memorabile
per l’Unione Sovietica. La musica scritta da Prokofiev rifletteva,
infatti, la tragedia delle sofferenze subite a causa della guerra
e la luce splendente della speranza nel futuro. Nel novembre di
quello stesso anno, Prokofiev scriveva: “Ciò che più mi premeva
di rendere con la musica di Cenerentola era l’amore poetico tra
lei e il Principe, la nascita e il fiorire del sentimento, gli ostacoli
su questa via, la realizzazione di un sogno. Ho cercato di far sì
che lo spettatore non rimanga indifferente alla sventura e alla
gioia. Ho composto Cenerentola nel solco della tradizione del balletto
classico russo”.
In tutte le loro produzioni, Kasatkina e Vasiliov si sono sempre
orientati principalmente sul testo musicale: è la musica che detta
il disegno generale dello spettacolo e le particolarità dello stile
coreografico. In tal modo, anche nelle forme espressive più tradizionali,
riescono sempre ad imprimere un loro inimitabile marchio. Anche
in questo spettacolo, la forza di penetrazione del sentimento umano,
resa attraverso i canoni della coreografia classica, si associa
ad un fiabesco florilegio di danze e alla plastica ironico-grottesca
dei ruoli di carattere.
Nella versione del 1945, il sinfonismo della partitura prokof’eviana
era, in un certo senso, messo in ombra dalla pomposità della redazione,
mentre altre versioni, accentuando troppo l’aspetto comico e grottesco
dei personaggi minori, perdevano spesso di vista il profondo lirismo
che permea l’opera. Kasatkina e Vasiliov, invece, si sono distinti
per chiarezza e precisione logica nello sviluppo della vicenda,
permettendo quindi allo spettatore di qualsiasi età di seguire l’azione,
di vedere non solo la danza, ma anche come questa cresca sotto i
suoi occhi fino a divenire una rappresentazione teatrale compiuta.
Nella loro versione trovano senza dubbio posto sia l’umiltà e lo
spirito di sopportazione di Cenerentola, sia i ruoli di carattere
che fanno sorridere, sia la pomposità del ballo al palazzo, ma,
soprattutto, la struggente attesa del prodigio e della trasformazione
di Cenerentola, che si realizza grazie alla Fata e alla scarpetta
di cristallo. In tal modo, la loro interpretazione risulta essere
la più vicina all’intento dello stesso Prokofiev.
Sinossi
La famiglia dove vive Cenerentola è dominata dalla matrigna e dalle
sorellastre. L’infelice padre, terrorizzato dalla moglie, non può
neppure consolare la figlia. La matrigna e le sorellastre si stanno
preparando per il ballo a palazzo al quale sono invitate. Cenerentola
resta sola e triste: è sia la malinconia di una ragazzina sola,
sia il presentimento femminile dell’amore imminente, sia la delicata
tristezza della bambina ingiustamente offesa. Alla porta bussa una
vecchia lacera e affamata che chiede l’elemosina. Cenerentola, diversamente
da quanto avevano fatto la matrigna e le sorellastre, l’accoglie
e la rifocilla. La vecchia le si rivela nelle sue vere sembianze,
quelle della Fata che, riconoscente, compie il prodigio e trasforma
Cenerentola e il mondo che la circonda. La Danza delle Stagioni
è un luminoso susseguirsi di suoni affascinanti. Prima che la carrozza
trasporti in volo Cenerentola al ballo, la Fata l’avverte che dovrà
rientrare entro lo scoccare della mezzanotte, altrimenti la magia
si dissiperà, la carrozza si trasformerà in una zucca, i cavalli
in topi e il meraviglioso abito da sera in stracci.
Al ballo, tutti restano affascinati dalla bellezza di Cenerentola;
misteriosa e poetica, conquista il cuore del principe spagnolo,
di quello cinese e di quello delle Terre del Nord, che gettano ai
suoi piedi preziosi regali. Cenerentola, però, non ha occhi che
per un solo Principe, al quale tende le braccia. La matrigna e le
sorellastre ne approfittano per impadronirsi dei regali dei principi
stranieri. Anche il Principe è stordito e conquistato da Cenerentola.
Inesorabile, l’orologio batte la mezzanotte. Cenerentola fugge e
di lei al Principe resta solo una scarpetta di cristallo, perduta
sullo scalone del palazzo. Il Principe, disperato, parte per un
viaggio intorno al mondo alla ricerca dell’amata e, non avendola
trovata, ritorna nel suo regno, dove ne continua la ricerca, facendo
misurare a tutte le ragazze la scarpetta di cristallo. Quando Cenerentola
cerca di aiutare la matrigna e le sorellastre ad indossare la scarpetta,
l’altra scarpetta cade dalla tasca del suo grembiule. Il Principe
la riconosce e, per loro, il mondo ridiventa incantato.
TEATRO ACCADEMICO DI STATO DEL BALLETTO CLASSICO DI MOSCA
Diretto da NATALIA KASATKINA e VLADIMIR VASILIOV
Il Teatro Accademico di Stato del Balletto Classico di Mosca
venne fondato dal Ministero della Cultura dell’URSS nel 1966 con
il nome di Balletto Classico di Mosca e la direzione artistica del
celebre Igor Moiseev. L’intento era quello di poter disporre di
una troupe mobile, destinata ad operare nel solo ambito delle tournées
all'estero.
Nel 1977 la direzione artistica viene affidata a Natalia Kasatkina
e Vladimir Vasiliov, in passato étoiles del Teatro Bol’šoj di Mosca
e attualmente coreografi, autori di libretti di balletti ed opere,
registi di film musicali, insigniti del Premio di Stato dell’URSS
e del titolo di Artisti del Popolo dell’URSS.
Da quel momento, la loro presenza imprime alla Compagnia una fisionomia
nuova, uno stile particolare e finalità differenti da quelle che
ne avevano determinato la costituzione: da un repertorio essenzialmente
composto da estratti e frammenti di balletti famosi e miniature,
il Teatro è passato ad assimilare le grandi forme della coreografia
classica e a sviluppare una propria ricerca nell’ambito della coreografia
contemporanea, fino a poter vantare un repertorio di oltre 24 titoli,
che spaziano dai capolavori classici del XIX sec. al contemporaneo.
La Compagnia viene attualmente menzionata, insieme al Bol’šoj di
Mosca, al Marinski di San Pietroburgo e al Balletto del Cremlino,
come una delle quattro più prestigiose compagnie tersicoree di Russia.
In effetti, sono pochi i teatri che possono vantare un medagliere
altrettanto ricco: soltanto negli ultimi anni, i solisti del Teatro
hanno conquistato ben 15 medaglie d’oro nei più affermati concorsi
internazionali e 4 Grand Prix dell’Accademia Nazionale di Danza
di Parigi.
La troupe, che può a ragione essere definita come una costellazione
di stelle, ha effettuato tournées in oltre 30 Paesi, in Europa,
Asia e Americhe.
NATALIA KASATKINA E VLADIMIR VASILIOV
Inseparabili da decenni sia nella vita familiare che in quella
professionale, Kasatkina e Vasiliov sono due dei più significativi
e interessanti rappresentanti della scuola moscovita e della coreografia
russo-sovietica. Entrambi hanno terminato l’Istituto Coreografico
di Mosca, l’Istituto di Arte Teatrale (il prestigioso GITIS) e provengono
dalle file del Teatro Bol’šoj di Mosca, dove per anni si sono esibiti
in qualità di solisti étoiles. Discepoli di Kasian Goleizovski,
sono oggi ritenuti il punto d’incontro e di sintesi tra la tradizione
accademica russa e quella della scuola italiana: i loro insegnanti
furono infatti tra gli ultimi allievi di Enrico Cecchetti.
La loro carriera di coreografi inizia negli anni ’60 presso lo stesso
Teatro Bol’šoj, con i balletti Vannina Vannini e La Sagra
della Primavera. Presso il Teatro Kirov di Leningrado allestiscono
il balletto La Creazione del Mondo, l’opera Pietro
il Grande (che valse loro il Premio di Stato dell’URSS), l’opera-balletto
Pushkin. Alla Staatsoper di Berlino allestiscono l’opera
Così fan tutte di Mozart.
Insigniti del titolo di Artisti del Popolo dell’URSS, dal 1977 dirigono
il Teatro Accademico di Stato del Balletto Classico di Mosca, dove
attuano un’interessante politica di repertorio, che vede in cartellone
i tesori classici della più pura tradizione accademica, da loro
ricostruiti e riletti in modo originale, alternati a produzioni
neoclassiche e contemporanee.
Oltre che validissimi coreografi, Kasatkina e Vasiliov sono autentici
scopritori di talenti; infatti con loro hanno iniziato la propria
carriera artisti del calibro di Mikhail Baryshnikov, Leonid Godunov,
Stanislav Isaev, Irek Mukhamedov, Vladimir Malakhov, Galina Stepanenko.
Altrettanto intensa è stata la collaborazione con Maia Plissetskaia,
Irina Kolpakova, Ekaterina Maksimova, Vladimir Vasiliev, Marina
Semionova, Asaf Messerer e, non ultimo, Pierre Lacotte.
Natalia Kasatkina è attualmente membro permanente del Consiglio
delle Arti presso la Presidenza della Federazione Russa.
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