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mercoledì 28 giugno, ore 21.30

IVANO FOSSATI
L’ARCANGELO TOUR

tastiere Pietro Cantarelli
chitarre Riccardo Galardini e Fabrizio Barale
batteria Claudio Fossati
basso Daniele Mencarelli
fiati e tastiere Mirko Guerrini
percussioni Marco Fadda

Abb. E’grandEstatE - E’grandeMusica

Con il suo nuovo album, L'Arcangelo, pubblicato a tre anni di distanza da Lampo viaggiatore, Ivano Fossati ha impresso alle sue canzoni una svolta, nella direzione di un riavvicinamento a sonorità ruvide ed elettriche, nel cui segno presenta le nuove canzoni e brani non frequentati per lungo tempo: Chi guarda Genova, Traslocando, Ventilazione ed altri ancora. A differenza dell'ultimo tour acustico, Fossati mette da parte molto del suo repertorio più intimistico e rinnova la sua vena più estroversa, meno sussurrata, più marcatamente ritmica e per molti aspetti più vicina al rock degli esordi. Nel programma di questi concerti non mancano le canzoni di impegno civile che da tempo caratterizzano le sue esibizioni: Mio fratello che guardi il mondo, Il disertore, fino a Cara democrazia.
L’Arcangelo non è un disco intimista perchè non parla del suo autore, racconta invece degli altri e ha il suo fulcro nel brano centrale, che non a caso da il titolo all'album: L’Arcangelo. Mentre l’arcangelo, l’immigrato, il messaggero, il clandestino Gabriele fugge via dal suo inferno di guerra, sete e miseria, verso il nostro dubitabile mondo (creando così uno dei più maestosi movimenti migratori a memoria d’uomo), tutto il resto continua a scorrere in modo apparentemente normale. I sentimenti, come in L’amore fa, canzone costruita a rovescio, sul pilastro della frase finale “comprendere il perdono”. La stupidità avida dell’economia globale, intrecciata alla paura dell’oriente incomprensibile, come ne La cinese, è messa in burla come se l’ironia potesse rappresentare l’ultima difesa verso un futuro indecifrabile. E poi la fuga verso la salvezza dalle dissennate politiche di guerra in Ho sognato una strada, dove un uomo ormai solo e sganciato da ogni legame di comunità tenta di salvare almeno se stesso, aspettando un angelo e una parola. Denny è un unico fotogramma (forse apertamente alla Ken Loach) di una storia d’amore omosessuale, raccontata senza i toni del rapporto diverso ma finalmente e soltanto come dovrebbe essere una canzone d’amore. Il grido rauco delle chitarre elettriche del singolo Cara democrazia è un’esortazione civile a fermarsi a pensare che termini come libertà e democrazia sono sempre più, nel nostro occidente e in molte parti del mondo, abusati e svuotati progressivamente di significato, proprio da chi promette democrazia e libertà, che sono sempre più di mercato. Il battito è possibilmente la canzone più importante del disco, ma è anche di per sé la più esplicita.
L’album è costruito in due parti. La prima più veemente e a tratti dura, "In quello che è diventato il nostro mondo non c’è più nulla o quasi che possa essere sussurrato". La seconda parte si fa via via più ironica e giocosa, come per suggerire un invito costante a non perdere forza, speranza, sorriso e ironia di fronte a quello che accade. Non è un caso che l’album si chiuda con una personale e quasi privata canzone d’amore, ma soprattutto con le parole ripetute "mai più nessuna nostalgia".

IVANO FOSSATI
Nasce il 21 settembre 1951 a Genova, città dove continua a vivere fino ai primi anni Ottanta quando decide di trasferirsi, dopo molto viaggiare fra Europa e Stati Uniti, in un piccolo paese dell'entroterra ligure. La sua passione per la musica si manifesta da bambino: a otto anni inizia lo studio del pianoforte, strumento che diventerà fondamentale nella sua vita, nonostante numerosi "tradimenti" consumati con altri strumenti musicali come le chitarre e il flauto.
Dopo qualche esperienza con i gruppi Rock-progressivi, incide il suo primo album nel 1971 Dolce acqua alla guida dei Delirium con i quali conosce il primo grande successo nel 1972 grazie al brano Jesahel.
La sua natura fortemente irrequieta e il grande amore per la musica lo portano subito a provarsi in altri campi, superando ogni esperienza non appena sia compiuta. Inizia così la sua carriera solista che lo vedrà comunque e sempre continuare le sue collaborazioni in varie forme con musicisti e artisti italiani e stranieri.
Dal 1971 ad oggi Fossati ha pubblicato 22 album, manifestando un interesse per la musica a tutto campo che lo spinge a percorrere molte delle strade possibili.
Risale agli inizi degli anni Settanta la sua prima musica per il teatro (Emanuele Luzzati, Teatro della Tosse), attività che non si è quasi mai interrotta e che ha visto come ultimo lavoro - in collaborazione col Teatro Stabile di Parma - Alice allo Specchio di Lewis Carroll.
Ha scritto musiche per i film di Carlo Mazzacurati (Il Toro, L'estate di Davide, La lingua del Santo e A cavallo della tigre).
Ha collaborato con musicisti italiani e stranieri soprattutto dell’area jazz: Trilok Gurtu, Tony Levin, Enrico Rava, Uña Ramos, Riccardo Tesi, Guy Barker, Nguyen Le e con cantautori come Fabrizio De André, Francesco De Gregori, e il brasiliano Ivan Lins.
Ha scritto canzoni per molti grandi nomi della canzone italiana tra i quali Mina, Patty Pravo, Fiorella Mannoia, Gianni Morandi, Ornella Vanoni, Anna Oxa, Mia Martini, Loredana Bertè, Adriano Celentano e moltissimi altri.
Ha tradotto canzoni di Chico Buarque de Hollanda, Silvio Rodriguez, Djavan, Supertramp.
L'11 maggio 2001 esce l'album strumentale su etichetta Sony Classical e, coerente con il contenuto (e con il suo autore), si intitola Not one word.
Nello stesso anno Einaudi pubblica il libro-intervista Carte da decifrare nella collana Stile Libero.
Nel febbraio 2003 pubblica l’album di Canzoni Lampo viaggiatore cui fa seguito l'omonimo tour teatrale da cui viene realizzato, l'anno successivo, Dal vivo, Vol.3.
Nel 2004 Ivano Fossati vince la seconda edizione del Premio Amnesty Italia, con il brano Pane e coraggio - da Lampo viaggiatore - per aver meglio affrontato il tema dei diritti umani.
Il 3 febbraio del 2006 esce il ventiduesimo album L'Arcangelo, 11 canzoni inedite, anticipato dal singolo Cara Democrazia.

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