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venerdì 28 luglio, ore 21.30
BALLETTO NAZIONALE DI MONGOLIA
in
MONGOL ARDYN BÜJIG
Abb. E’grandEstatE - E’grandeDanza
Lo spettacolo che verrà presentato costituisce una nuova produzione,
per la coreografia di S. Sükhbaatar, il cui intento consiste nell’offrire
al pubblico una panoramica storica, dall’epoca degli Sciamani ai
giorni nostri, attraverso l'epopea di Gengis Khan e la Rivoluzione
del 1921. Una particolare attenzione è stata dedicata alla ricostruzione
dei preziosissimi costumi d'epoca (in metallo, cuoio e seta) della
Guardia di Ferro di Gengis Khan; non meno accurati sono i tradizionali
costumi nazionali, realizzati in seta, pelle e pelliccia, molto
variopinti e raffinati. Originali sono le acconciature femminili,
già descritte con stupore dal viaggiatore medievale Giovanni da
Pian del Carpine, colpito dalla loro monumentalità: i capelli vengono
raccolti in due grosse code piatte ai lati della testa, tenuti insieme
da un’intelaiatura in legno e da borchie metalliche, a fare quasi
da ulteriore ornamento al ricco copricapo. Profondamente suggestiva
la suite dedicata all'epopea di Gengis Khan: le feste nella sua
corte mobile, la grande yurta imperiale trainata da centinaia di
buoi; il khurultai, l'assemblea dei capi tribù dove venivano pianificate
le strategie di conquista e la divisione del bottino saccheggiato;
le imprese militari della leggendaria cavalleria mongola; le cerimonie
religiose.
Programma
Böögiin Khengergiin Duudlaga
Festa sciamanica dell'etnia Tsaaten
Chingisiin Yesön Örlögt Baatruud
La Guardia del Gran khaan
Dörvön Tunsag
Danza delle nobildonne della corte del Khaan
Gal Takhilchyn Büjig
Il bivacco della Cavalleria
Mongolyn Bökhchüüd
Lottatori mongoli
Mongolyn Sur Kharvaany Duul'
Arcieri e balestrieri di Mongolia
Tsam
Danza rituale buddista con maschere
Tsetsegsin Mishel'
Danza femminile "Il Profumo dei Fiori"
Damart Dudaryn Ai
Danza dei tamburi
Aiagat Büjig
Danza delle ciotole
Aduuchin Zaluus
Allevatori di cavalli
Saal'chiin
Le Mungitrici
Khilchin Mor'tsereg
Danza delle Guardie di Frontiera a cavallo (1930)
Jalam Khar
Il Cavallo Nero
Khalkh Jonon
Danza dell'etnia khalkh
Dörvöd Biyelgee
Danza dell'etnia Dörvöd
Tangaragyn Baiar
Il Giuramento, danza militare
Narny Domog
"La Leggenda del Sole",
suite dal balletto omonimo
Mongol Örnöö Mandulyia'!
Suite di danze delle etnie mongole
"Viva la Mongolia!"
BALLETTO NAZIONALE DI MONGOLIA
La Mongolia è il Paese del cielo azzurro e pulito, di steppe
infinite, di imponenti montagne, di fitte foreste, di fiumi e laghi
limpidissimi, di morbide dune di sabbia. Il paesaggio, aspro e dolce
al tempo stesso, il clima, rigidissimo nell'inverno e molto caldo
nell'estate e la vocazione nomade delle popolazioni, con continui
spostamenti cadenzati dal ritmo delle stagioni, hanno improntato
di sé la danza e, più in generale, tutta la cultura musicale dei
Mongoli. Il repertorio della Compagnia comprende danze interessanti
e particolari, suddivisibili in alcune grandi categorie: religioso-rituali,
sia sciamaniche che buddiste, storico-militari e nazionali, che
incarnano le peculiarità delle diverse etnie mongole. La danza è
accompagnata da strumenti tradizionali e dal canto, formando insieme
ad essi un'unica espressione artistica. I Mongoli hanno sostanzialmente
tre forme di musica vocale: il canto “lungo” (a
distesa), praticato sia da uomini che da donne, sempre in a solo,
con o senza accompagnamento musicale, con vocalizzi e fioriture
innumerevoli e passaggi dai suoni più profondi a quelli più acuti,
che richiede per sua natura molto fiato ed è, pertanto, incompatibile
con attività lavorative, mentre è ingrediente di feste e cerimonie
ed evoca gli spazi sterminati degli altipiani e delle vallate; il
canto "corto", ritmato, rapido e accattivante, anche
se privo di particolari fioriture, accompagna un'attività o un lavoro
precisi; il canto "Khuumi", tipico della regione
dell'Altai, vera e propria acrobazia vocale, riservata esclusivamente
a cantanti maschili che, grazie a un gioco di faringe, naso e lingua,
riescono a produrre fino a tre suoni contemporaneamente, modellando
quelli più acuti e melodici sulle armoniche dei suoni più profondi.
La musica è eseguita su strumenti tradizionali, quali il liuto a
3 corde (shanz), la cetra (ioochin) a 14 corde doppie
che vengono percosse con due archetti, suonata esclusivamente da
donne, la cetra su tavola (iataga), suonata in arpeggio,
la viella (khuur), a cassa cilindrica e archetto imprigionato
tra le due corde, la viella a testa di cavallo (morin khuur),
forse il più caratteristico fra gli strumenti mongoli; completano
il quadro diversi strumenti a fiato, tra cui il flauto (limbe)
e il corno.
(inizio pagina)
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