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Teatro Regio, martedì 26 e mercoledì 27 giugno, ore 21.30
JEAN BAPTISTE THIERRÉE, VICTORIA
CHAPLIN
LE CIRQUE INVISIBLE
E’grandEstate - E’grandeMusica - E’grandeDanza
È difficile definire uno spettacolo come quello ideato e messo
in scena da Jean Baptiste Thierrée e Victoria Chaplin. Per quasi
due ore si susseguono senza interruzione trucchi, gag, acrobazie,
ma se si dovesse riassumere in breve ciò che Lecirque invisible
rappresenta, probabilmente la parola esatta per farlo sarebbe magia.
Non magia in senso teatrale, ma la magia a cui si credeva da bambini,
quella che questo mondo sempre più tecnologizzato e frenetico sta
cancellando.
Quando si spengono le luci della platea e si accendono i riflettori
sul palco, tutto quello che lo spettatore deve fare è dimenticare
la razionalità e lasciarsi trasportare dalla leggerezza e dalla
bravura di questi due straordinari artisti.
Jean Baptiste Thierrée affascina con la sua esperienza che è messa
al servizio di una continua parodia dei tradizionali spettacoli
di prestigio: i trucchi ci sono, ma non sono essenziali come la
complicità che si crea tra attore e spettatori.
Victoria Chaplin si presenta agli antipodi del suo compagno di giochi:
come lui è istrionico e fracassone, così lei si presenta sulla scena
silenziosa, con uno sguardo stupito e un po’ spaventato, ammantata
in vestiti che si trasformano in pochi attimi in un fantastico zoo
immaginario.
I due artisti sono gli acrobati, i fantasisti, gli illusionisti,
i funamboli, i prestigiatori, i clown, i musicisti di questo circo
immaginario, di questo volo della fantasia. Nei loro numeri sono
aiutati da marchingegni astrusi che vengono montati sulla scena,
da valigie coloratissime dal contenuto più vario e da una frotta
di conigli, colombe, papere che sembrano non essere a disagio sul
palcoscenico. Lei, sempre perfetta, danza sulla corda tesa,
si lancia in volteggi mozzafiato con le funi, cavalca ippogrifi
di sedie, si trasforma in una magnifica donna-orchestra, eseguendo
uno stupendo concerto per bicchieri, tegami e cucchiai. Lui fa acrobazie
con le bolle di sapone e poi le colpisce con un martello e le bolle
suonano a festa come campane, dimostrando come l’incantesimo teatrale
può trasformare la realtà delle cose.
Allo spettatore non resta altro che dimenticare, per poche ore,
di essere cresciuto.
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