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L’Alta Moda dei Sogni
Mostra dei Costumi di scena del Teatro Regio di Parma

Cassa di Risparmio di Parma e Piacenza
Salone Piano Terra
Parma, via Cavestro 3
Luglio – Agosto 2004

ingresso libero

L’opera come sogno, senza voci né spartiti: è l’arte scenica, laddove bozzetti, costumi e arredi concorrono alle realizzazione dello spettacolo più “improbabile” che esista: l’opera.
E l’arte del costume è parte integrante del palcoscenico lirico: ne è elemento vivo, atteso, laddove l’apporto della manualità, della confezione artigianale e della creatività rinnovano costantemente un savoir faire antico e prezioso.
E così l’abito di scena appare elemento indissolubile dello spettacolo, una componente oggi più che mai innescata in quel tourbillon di immagine e tendenze che è il grande circo della moda internazionale: perché se è vero che il repertorio lirico ha radi approcci con la contemporaneità, tanto più il costume operistico ha l’opportunità di interagire sia con la tradizione sia con i dettami stilistici dell’ultima ora.
“L’alta moda nei sogni” ribadisce il legame culturale tra la Cassa di Risparmio di Parma e Piacenza e la grande tradizione teatrale della città: un appuntamento che punta i riflettori su alcune delle più belle creazioni pensate per i recenti Festival Verdi e stagioni liriche del Teatro Regio di Parma: dal Simon Boccanegra a Lucia di Lammermoor e Alzira, dal Corsaro al Campanello, con i costumi di Amelia, Fiesco, Seid, Alzira, Miss Lucia e Lord Arturo, firmati da nomi quali Vera Marzot, Hugo de Ana, Odette Nicoletti, Poppi Ranchetti, Artemio.
Al visitatore di questo singolare appuntamento ecco le regole di quella collaudata sinestesia d’arti che è l’opera lirica: un buon “maestro” d’ago e filo veste non gli uomini, ma i loro sogni, non il presente ma un passato di crinoline, di “inquartate, di “guardinfanti”, di tagli sbiechi.
E, soprattutto, un buon figurino si pone a confronto con il rigore della documentazione storica, tanto più complessa, in teatro, in quanto si tratta davvero di far rivivere un passato e renderlo comprensibile, farlo amare. Un buon “creatore teatrale” sa che un costume – uscito di sartoria – inizia davvero a vivere solo quando è indossato da un artista, inserito nella scena e toccato dalle luci della ribalta.
Ecco allora come – non di rado - il significato d’una scena, gli “affetti” d’una cabaletta, trovano vieppiù ragione nella cadenza di una faldina, nel rigoglio d’un mantello, nella falda d’un cappello: parimenti alla musica, al canto, alle scenografie, anche i costumi partecipano alla definizione di quegli spazi irreali, di quei luoghi del sentimento che è, e rimarrà sempre, il melodramma.

La mostra, aperta dal lunedì al venerdì dalle ore 08.20 alle 13.30 e dalle 14.40 alle 17.00, si inserisce nella significativa esperienza de I Giovedì della Cassa, le mostre tematiche con cadenza mensile che Cariparma e Piacenza hanno inteso promuovere per rendere fruibile a un vasto pubblico il ricco patrimonio artistico di proprietà della Banca.


Simon Boccanegra


Il Corsaro


Il Campanello


Alzira


Lucia di Lammermoor

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