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I complessi artistici del Teatro
Regio di Parma
diretti dal Maestro Bruno Bartoletti nell'inaugurazione della restaurata
Camera acustica decorata da G. Carmignani
L'intervento voluto dalla Fondazione Teatro Regio di Parma nell’ambito
di un ampio progetto teso al potenziamento e all’ammodernamento
delle proprie dotazioni tecniche e artistiche
In programma
Luigi Cherubini
Requiem in do minore
Igor Stravinskij
Oedipus rex
solisti
Donald Kaasch, Sonia Ganassi, Michele Pertusi,
Giacomo Prestia, Lucilla Simoncini
voce recitante
Lucilla Morlacchi
Teatro Regio di Parma
domenica 3, martedì 5 aprile 2005, ore 20.30
Nell’ambito di un ampio progetto teso al potenziamento e
all’ammoderna-mento delle proprie dotazioni tecniche e artistiche,
la Fondazione Teatro Regio di Parma, ribadendo l’attenzione per
le proprie radici e l’importanza della tradizione, ha promosso,
con il contributo della Regione Emilia Romagna, un importante intervento
di restauro che restituisce al Teatro Regio di Parma la «Camera
acustica». Si tratta di un’originale struttura decorata da G.Carmignani,
esponente di una dinastia di artisti che tanto ha dato alla cultura
di Parma, professore di ornato all’Istituto di Belle Arti (l’attuale
Istituto d’Arte Toschi), e successivamente direttore e insegnante
della sezione di scenografia che aveva sede nel sottotetto del Teatro
Regio.
Raro esempio al mondo di camera acustica storica decorata, sopravvissuta
all’uso e al tempo, unico e prezioso elemento della storia del Teatro
Regio di Parma, la «Camera acustica» del Carmignani torna dunque
a risplendere grazie all’intervento dello staff guidato dal Prof.
Tranchina. Tale intervento, condotto nei tempi ristretti imposti
dal fitto calendario degli appuntamenti ospitati dal Teatro Regio,
consente di consegnare la «Camera acustica» in tutta la sua magnificenza
alla fruizione degli spettatori, in occasione di un concerto così
importante che vedrà abbracciati dalle preziose tele dipinte l’Orchestra
e il Coro del Teatro Regio di Parma.
Elvio Ubaldi
Sindaco di Parma
Presidente della Fondazione Teatro Regio di Parma
La «Camera acustica» di G.Carmignani
In base al pochissimo materiale documentario esistente,
difficile risulta la datazione precisa della «Camera acustica» e
le decorazioni figurative che si rifanno a stilemi neoclassici pure
poco possono aiutare. Mistero anche intorno all’autore delle decorazioni,
G. Carmignani, esponente di un casato di origine romana stabilitosi
a Parma: qui Filippo aveva fondato nel 1754 la Tipografia Carmignani
e nel 1777 era stato ascritto per decreto ducale tra la nobiltà
parmense. Come si evince dalla voce del Dizionario della
musica e dei musicisti dei territori del Ducato di Parma e Piacenza
dalle origini al 1950 di Gaspare Nello Vetro, i Carmignani erano
artisti da almeno tre generazioni: Giulio (1813-1890) era stato,
oltre che tipografo, un apprezzato pittore e letterato; Guido (1838-1909),
che aveva sposato Paolina Magnani, figlia del famoso scenografo,
era stato docente di paesaggistica all’Accademia di Parma prima,
a Brera a Milano poi; Giuseppe (1871-1943) era scenografo.
È probabilmente a quest’ultimo che si deve far risalire la decorazione
della camera. Studiò all’Accademia di Belle Arti, con Gerolamo Magnani,
poi con Giuseppe Giacopelli. Dopo aver lavorato al Teatro Regio
di Parma, nel 1893 fu assunto dal Teatro alla Scala, dove collaborò
per tre stagioni con Giovanni Zuccarelli, Vittorio Rota, Carlo Songa,
Angelo Parravicini e Mario Sala. Rinunciò alla conferma per recarsi
a Buenos Aires: lavorò al Teatro Olimpo, nel maggio 1898 fu nominato
docente di prospettiva all’Accademia Nazionale di Belle Arti e l’anno
dopo di ornato all’Università di Buenos Aires. Era nel contempo
lo scenografo ufficiale e fornì le scene a tutti i teatri di stato.
Dipinse anche il sipario del Teatro Coliseo e quello per il Teatro
de la Opera di Rosario di Santa Fé. Nel 1911 ritornò a Parma e nel
1912 fu nominato professore di ornato nell’Istituto di Belle Arti,
per diventare anche direttore e insegnante della sezione di scenografia
che aveva sede nel sottotetto del Teatro Regio. Tra le tante, furono
ammirate le scene per Un ballo in maschera e Aida,
dipinte per la stagione verdiana del 1913. Per la Scala, nel 1911
dipinse la prima e l’ultima scena di Isabeau e quelle dei
veglioni artistici del 1912, 1913, 1921, 1925, 1926.
La «Camera acustica» splendidamente decorata da G.Carmignani si
compone di pannelli di forme e dimensioni diverse dei quali circa
la metà sono stati attualmente oggetto di restauro, per una superficie
complessiva di circa 320 mq.
I pannelli sono composti da teli in canapa di larghezza media di
1,2 m per 7,5 m di altezza, cuciti assieme. La decorazione, che
ripropone elementi a intaglio e in stucco della decorazione dei
palchi della sala, è realizzata con la tecnica della pittura a tempera
con pigmenti in polvere legati da una piccola quantità di colla
animale. La stesura pittorica è effettuata direttamente sulla tela,
senza alcuno strato preparatorio (tradizionalmente eseguito a gesso
e colla animale). La mancanza, voluta, di questo strato è in ragione
della leggerezza richiesta ai pannelli e ha contribuito in parte
al degrado e al cattivo stato di conservazione. Iteli sono montati
su telai lignei mediante chiodature metalliche: gli elementi lignei
che compongono i telai sono rinforzati nelle zone di incastro con
elementi in ferro.
Lo stato di conservazione e l’intervento di restauro
Dal punto di vista conservativo, salvo alcune eccezioni, gli elementi
lignei che compongono le strutture portanti sono in buono stato:
gli interventi di risanamento si sono dunque limitati alla sostituzione
di parti deformate e al risanamento o al rinforzo di incastri e
giunzioni non più funzionali.
Quanto invece alle superfici dipinte, si è riscontrato un elevato
grado di deterioramento dovuto alla normale attività di montaggio
e smontaggio: abrasioni, lacerazioni, strappi del supporto in tela,
ma soprattutto a numerose infiltrazioni d’acqua che hanno causato
caratteristiche macchie, con solubilizzazione del legante e conseguente
perdita di adesione dello strato pittorico. Nel corso degli anni
molte delle lacerazioni presenti sono state rinforzate applicando
sul retro dei dipinti toppe in tela incollate con adesivi vinilici
o con mastici. L’assorbimento da parte degli strati pittorici degli
adesivi ha causato l’irreversibile iscurimento della corrispondente
porzione di colore.
In fase di progettazione dell’intervento di restauro è stato realizzato
un attento rilievo di tutti gli elementi che compongono la «Camera
acustica», acquisendo documentazione fotografica con camera digitale.
Sono state quindi eseguite anzitutto le operazioni di carattere
conservativo: smontaggio delle tele e dei telai, risanamento dei
telai con sostituzione degli elementi degradati, disinfestazione
e consolidamento degli stessi. Il risanamento delle tele di supporto
è consistito nella cucitura dei teli non più aderenti, nella ricomposizione
delle lacerazioni e innesto delle parti mancanti, utilizzando garze
di supporto applicate con adesivi termoplastici e quindi reversibili.
Sempre con adesivi termoplastici sono state applicate fasce perimetrali
in tela ignifugata allo scopo di consentire il corretto tensionamento
delle tele.
La pulitura delle tele decorate è stata condotta con polveri di
gomme speciali per restauro, Wishab, sfregando leggermente la superficie
dipinta. L’impiego di questa tecnica è stato motivato dall’impossibilità
di utilizzare i normali sitemi di pulitura con solventi per la natura
stessa dei pannelli. La pulitura con gomma Wishab è stata realizzata
seguendo i contorni delle varie campiture cromatiche (per evitare
i cosiddetti fenomeni di spolvero, ovvero il mescolamento di pigmenti
pittorici diversi). Si è proceduto quindi alla ricostruzione delle
parti pittoriche danneggiate o mancanti, utilizzando colori vinilici
apposti per velatura (con un leggero strato, un velo, di colore).
Intervento di conservazione e restauro
realizzato nel periodo ottobre 2004 - marzo 2005
Progetto Studioerre snc, Modena
Pietro Tranchina e Antonella Vono
con Lucio Rossati, Teresa D’Angiolella
e con la collaborazione di Surer Nur Hussen, Claudia
Bazzicalupo, Silvio Scaiola, Marica Dolio, Marco Poletto
Within a broad project aimed at enhancing and modernising
its technical and artistic equipment, the Fondazione Teatro Regio
di Parma strengthened the role played by the tradition in
which it is rooted and, thanks to the contribution of the Regione
Emilia Romagna, it promoted an important restoration of the «Acoustic
chamber» of the Teatro Regio in Parma. It is an original structure
decorated by G.Carmignani, a member of a family of artists who contributed
greatly to the culture in Parma and taught decoration at the Arts
Institute (Istituto di Belle Arti, currently Istituto d’Arte Toschi),
and later was the director and teacher of the art-direction section
which had its seat under the roof of the Teatro Regio.
A rare example world-wide of ancient decorated historical
chamber which has survived use and time, a unique and precious element
of the history of the Teatro Regio of Parma, the «Acoustic chamber»
by Carmignani sees the light again thanks to the intervention of
a team led by Prof. Tranchina. The intervention was conducted within
the crowded schedule of the events hosted in the Teatro Regio and
allows offering the magnificent «Acoustic chamber» to the audience
on the occasion of an important concert which will see the Orchestra
and the Choir of the Teatro Regio of Parma embraced by precious
paintings.
Elvio Ubaldi
Sindaco di Parma
Presidente della Fondazione Teatro Regio di Parma
The «Acoustic chamber» by G.Carmignani
According to the very few documents available, the precise dating
of the «Acoustic chamber» is difficult and the figurative decorations
recovering neo-classical imagery are of little help. Also the author
of the decorations is mysterious. G. Carmignani was a member of
a family of Roman origin who settled in Parma: in 1754 Filippo had
founded the Carmignani Typography in Parma and in 1777 a ducal decree
had included him among the Parma aristocracy. As explained by the
relevant entry in the Dictionary of Music and Musicians in the
territories of the Dukedom of Parma and Piacenza from its origin
to 1950 by Gaspare Nello Vetro, the Carmignanis had been artists
for at least three generations: Giulio (1813-1890), besides
being a typographer, was appreciated as a painter and man of letters;
Guido (1838-1909) married Paolina Magnani, the daughter of a famous
scenery designer, and taught landscape painting at first at the
Accademia in Parma, then in Brera in Milan; Giuseppe (1871-1943)
was a scenery designer. The latter is probably the author of the
decoration of the chamber. He studied at the Accademia di Belle
Arti, with Gerolamo Magnani at first and then with Giuseppe Giacopelli.
After working at the Teatro Regio in Parma, in 1893 he was hired
by the Teatro alla Scala in Milan where, during three seasons, he
collaborated with Giovanni Zuccarelli, Vittorio Rota, Carlo Songa,
Angelo Parravicini and Mario Sala. He decided to leave and go to
Buenos Aires: he worked at the Teatro Olimpo, in May 1898 was appointed
teacher of perspective drawing at the National Academy of Arts and
the following year he taught decoration at the University of Buenos
Aires. He was at the same time the official scenery designer and
designed the scenery for all the theatres of the State. He painted
the stage of the Teatro Coliseo and that of the Teatro de la Opera
in Rosario di Santa Fé. In 1911 he returned to Parma and in 1912
was appointed professor of decoration at the Istituto di Belle Arti,
then he also became director and teacher in the scenery design section
which had its seat under the roof of the Teatro Regio. Among his
production, the scenery for Un ballo in maschera and Aida,
painted for the Verdi season in 1913, was particularly appreciated.
At the Scala, in 1911 he painted the first and last scenery of Isabeau
and those of artistic gala nights in 1912, 1913, 1921, 1925, 1926.
The «Acoustic chamber» magnificently decorated by G.Carmignani is
composed of panels of different shape and size, of which approximately
one half are currently undergoing restoration covering a total surface
of approximately 320 m2.
The panels are composed of hemp canvas on average 1,2m long and
7,5m tall, sown together. The decoration includes carved and plaster
elements in the boxes of the theatre and was implemented through
water colours with powder pigments bound by a small amount of animal
glue. The canvas are directly painted: no preparation layer is present
(traditionally implemented with chalk and animal glue). This layer
was eliminated on purpose because the panels had to be light and
partly contributed to their degradation and bad conservation state.
The canvas are mounted on wooden frames by means of metal nails:
the connecting areas of the wooden elements composing the frames
were strengthened by means of iron elements.
Conservation and restoration project
From the conservative viewpoint, with some exceptions,
the wooden elements composing the supporting frame are in good state:
restoring interventions were limited to replacing deformed parts
and reshaping and strengthening disrupted connections and joints.
As regards painted surfaces, a high level of degradation emerged
owing to the normal assembly and disassembly activities: abrasions,
tears, cuts in the canvas supports, and especially numerous water
leaks which caused typical stains, the melting of the binding agent
and the ensuing detachment of the paint layer. In time, many of
the cuts present were reinforced by applying canvas patches on the
back of the painting by means of vinyl adhesives and glues. The
painted layers absorbed the vinyl components leading to the irreversible
darkening of the relevant coloured areas.
During the restoration planning stage, a careful survey of all elements
composing the acoustic chamber was implemented to acquire photographic
documentation by means of a digital camera.
First of all, conservative operations were implemented: disassembling
the canvas and frames, restoring the frames by replacing the degraded
elements, cleaning and consolidating the frames. The restoration
of support canvas involved sewing back detached canvas and open
cuts and inserting missing parts by means of support gauze applied
through thermoplastic adhesives, i.e. reversible adhesives. Thermoplastic
adhesives were also used to apply perimeter bands in fireproof canvas
to allow the correct tensioning of canvas. Painted canvas were cleaned
by means of Wishab, special rubber powders for restoration purposes,
by slightly rubbing the painted surface. This technique was justified
because the normal cleaning processes by means of solvents was prevented
by the very nature of panels. Cleaning by means of the Wishab rubber
was implemented by following the contours of the various colour
areas (to avoid the so-called dusting phenomena, i.e. the mixing
of different paint pigments).
Then the damaged or missing paint areas were restored by means of
dedicated vinyl colours though a glazing process (a very light layer,
like a veil, of colour).
Conservation and restoration project
October 2004 - March 2005
Studioerre snc, Modena
Pietro Tranchina and Antonella Vono
with Lucio Rossati, Teresa D’Angiolella
in collaboration with
Surer Nur Hussen, Claudia Bazzicalupo, Silvio Scaiola, Marica Dolio,
Marco Poletto
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