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Un castello per la Regina

Il restaurato Castello di Torrechiara riapre
e accoglie la rinnovata mostra dedicata al celebre soprano.
De Chirico, Valentino e Dior per gli abiti di Renata Tebaldi
in mostra con gli splendidi gioielli, i bauli da viaggio e i rari document

Castello di Torrechiara, Langhirano
inaugurazione 27 febbraio 2010

Riaprirà sabato 27 febbraio 2010 il Castello di Torrechiara, con le sale restaurate dopo i danni provocati dal sisma che ha colpito lo storico edificio, grazie ai tempestivi interventi della Sovrintendenza dei Beni Ambientali e Paesaggistici per le province di Parma e Piacenza.
Completato il restauro, torna a casa la mostra dedicata a Renata Tebaldi: Un castello per la Regina. Gli abiti di scena firmati da artisti e stilisti del calibro di De Chirico e Dior, gli splendidi gioielli, i bauli da viaggio e i rari documenti che ripercorrono la carriera della Diva hanno trovato spazio in sedici splendide sale del Castello di Torrechiara. La mostra è impreziosita dagli abiti di scena donati da Carlo Bergonzi, Giuseppe Di Stefano, Mario Del Monaco, esposti accanto ai costumi del soprano.

Un duplice itinerario, alla scoperta della vita di una grande artista e di uno dei luoghi più carichi di suggestione delle terre verdiane. Gli oggetti così densi di emozioni della mostra, prodotta e realizzata dal Comitato Renata Tebaldi in collaborazione con il Teatro Regio di Parma e in accordo con le più importanti istituzioni di Parma e del suo territorio, torneranno idealmente nella città della grande artista dopo essere stati esposti, tra gli altri, al Teatro alla Scala di Milano, allo Statsooper di Vienna, al Teatro Massimo di Palermo, al Gran Teatro Liceu di Barcellona, all’Opera di Losanna, al Teatro Stanislavskij di Mosca, al Palazzo Sheremetiev di San Pietroburgo, Teatro San Carlo di Napoli, Palazzo Gpcevich di Trieste. Il 20 Settembre 2010 la mostra giungerà a New York in occasione dell’inaugurazione della Stagione lirica 2010-2011 del Metropolitan Opera.

La mostra Un Castello per la Regina, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, è realizzata e curata dal Comitato Promotore Renata Tebaldi, con il contributo di Pepe Rossello. Il progetto espositivo di Alfredo Corno è realizzato dal Teatro Regio di Parma.

Ingresso al Castello, aperta dal martedì alla domenica ore 9-19. Per informazioni e prenotazioni Comune di Langhirano - IAT di Torrechiara Tel. 0521 355009 - iat@comune.langhirano.pr.it

 

Il percorso della Mostra
La presenza di Renata Tebaldi nelle sale del Castello di Torrechiara è significativa ma discreta. Lei che ha saputo essere autenticamente Diva con la classe di chi non ha mai fatto ricorso ai clangori di una certa cronaca e al meschino chiacchiericcio che oggi chiamiamo gossip, non intende affatto oscurare o porre in secondo piano i valori architettonici, decorativi e storici dello splendido Castello, vuole invece essere, - meravigliosa castellana - in una città che l’ha vista crescere e formarsi, nei luoghi e fra la Gente che ha sempre dimostrato di amare profondamente.

1 Atrio.
Nell’Atrio sono esposti i bauli che l’hanno accompagnata nei lunghi viaggi oltreoceano,.mentre si ascoltano le note di “dal tuo stellato soglio” la preghiera corale dal Mosè di Rossini, diretta da Arturo Toscanini l’11 Maggio 1946 in occasione del concerto inaugurale della Scala ricostruita.

2 Salone degli Stemmi: quattro capi d’alta moda testimoniano l’epoca d’oro del divismo. Nelle vetrine alcuni cappellini, borsette da sera ed alcuni tra gli oggetti che vi sono normalmente contenuti: portacipria, portaprofumo, occhiali, orecchini etc. Al centro della stanza alcune foto.

3 Sala della Vittoria: il costume ispirato alla prima metà del ‘700 è quello che Leonora indossa nel primo atto de La forza del destino, disegnato da Nicola Benois per l’edizione scaligera del 1954/55. Due totem custodiscono le più importanti onorificenze conferite a Renata, nella sala anche il modellino della scenografia di Nicola Benois.

4 Sala degli Sforza: vediamo il saio indossato nell’ultimo atto de La forza del destino.

5 Sala del velario: uno dei costumi indossati per interpretare Alice nel Falstaff verdiano. Esposto anche il modellino della scenografia realizzata dal Teatro alla Scala nel 1951 su disegno di Alexandre Benois.

6 La cucina del Castello è l’ambiente più adatto per esporre, accanto al suo arcolaio, il costume di Margherita per il Mefistofele di Arrigo Boito. realizzato su un bozzetto di Giorgio De Chirico. Ascoltiamo “L’altra notte in fondo al mare”.

7 Sala dei paesaggi: il mantello in velluto rosso rubino ricamato in oro e “pietre preziose” per Giovanna d’Arco, è presente anche il costume per Don Carlo, indossato dal grande tenore Carlo Bergonzi. Nella bacheca alcuni gioielli particolarmente cari a Renata, un tigrotto portafortuna, una collana antica, gli orecchini etc che si alterneranno con i gioielli creati da Corbella per Thannauser. al San Carlo di Napoli 1948

8 Sala del pergolato: offre la collocazione ideale per il drammatico costume indossato nell’ultimo atto di Traviata. possiamo ascoltarla nella grande aria del primo atto mentre ammiriamo gli splendidi gioielli che portava in scena creati da Corbella per il teatro San Carlo di Napoli 1951

9 Sala di Giove: un altro dei personaggi che Renata interpretò è quello di Tosca. Due preziosi costumi esposti disegnati da Nicola Benois e indossati nel secondo atto. Sono esposti anche diademi, guanti, trucchi di scena e alcuni piccoli portafortuna.

10 Cappella di S. Nicomede: ospita un altro costume di Tosca, quello del primo atto che, come sappiamo, è ambientato proprio in una chiesa. Al suo fianco, il costume indossato da Giuseppe Di Stefano, celebre Cavaradossi. Dal primo atto ascoltiamo il grande duetto.

11 Sala della Torre del Leone: un grande letto a baldacchino, ci riporta all’ambientazione di Otello. Ecco infatti l’abito azzurro con il quale l’infelice Desdemona va incontro al suo tragico destino e, la veste da camera in seta che indossava. Ascoltiamola ne la “Canzone del salice.”. Con un abito da lui indossato, ricordiamo Mario Del Monaco.

12 Salone degli acrobati: ospita, in quattro costumi, l’intera parabola della vicenda di Manon Lescaut. Dall’abito indossato nel primo atto a quello consunto e lacero con cui muore. Il monumentale abito in broccato d’oro e una robe de chambre in voile avorio. Vicino all’abito d’oro è esposto il figurino realizzato da Beni Montresor per l’edizione del 1968 al Metropolitan di New York. Tra questi costumi anche l’abito indossato da Giuseppe Di Stefano nel ruolo di Des Grieux e il modello di una scenografia realizzata per il Metropolitan di New York, nell’aria le note di Puccini.

13 La Camera d’oro: Renata è presente solo con il costume di una schiava: Aida.

14 Sala dell’Aurora: rivive con due costumi la protagonista de La Bohème, mentre ascoltiamo “si, mi chiamano Mimì”.

15 Sala del Meriggio: dall’estremo oriente al vecchio occidente. Il costume di Butterfly , lo spartito con gli appunti di Renata e oggetti usati in scena, gli stivali calzati per La fanciulla del West al Metropolitan di New York e il modellino della scena dell’ultimo atto.

16 Sala del Vespro: possiamo ammirare un costume per Adriana Lecouvreur e uno per Fedora. Per Fedora anche i gioielli creati nel 1961 da Marangoni da un’idea di Nicola Benois per il San Carlo di Napoli.

A conclusione del percorso una sala è dedicata alla visione di filmati e documenti originali.

 

Ingresso al Castello
dal martedì alla domenica ore 9-19

Per informazioni e prenotazioni
Comune di Langhirano
IAT di Torrechiara Tel. 0521 355009
iat@comune.langhirano.pr.it

 


Alcune immagini della mostra
Foto di Pietro Bertora

(le seguenti immagini sono protette da diritto d'autore)
Informazioni Legali

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