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Solisti dell’Orchestra del Teatro alla Scala di Milano

Auditorium Niccolò Paganini
martedì 5 giugno 2007 ore 21.00

Pianoforte Barbara Tolomelli
Clarinetto Mauro Ferrando
Corno Danilo Stagni
Fagotto Valentino Zucchiatti
Violino Andrea Pecolo
Viola Elena Faccani
Violoncello Massimo Polidori
Contrabbasso Alessandro Serra

GUSTAV MAHLER
Quartettsatz

RICHARD STRAUSS
Till Eulenspiegel einmal anders! Op. 28 trascrizione per quintetto

LUDWIG VAN BEETHOVEN
Settimino in mi bemolle maggiore op. 20

La musica è una rivelazione più profonda di ogni saggezza e filosofia...
Chi penetra il senso della mia musica potrà liberarsi dalle miserie in cui si trascinano gli altri uomini.

Ludwig van Beethoven

Noi, esseri finiti,
personificazioni di uno spirito infinito,
siamo nati per avere insieme gioie e dolori;
e si potrebbe quasi dire che i migliori di noi raggiungono la gioia attraverso la sofferenza.

Ludwig van Beethoven alla contessa Erdödy, 1815

Beethoven, Mahler e Strauss insieme: inizio e fine del mondo musicale dell’Ottocento, che si proietta verso il complesso Novecento. Lontani fra loro, ma molto affini per l’universalità del messaggio musicale centrato sull’Uomo e sul suo rapporto con la vita, la natura, il dolore, la morte, la speranza.
Un programma scelto con grande cura dai Solisti dell’Orchestra del Teatro alla Scala per ricordare in musica l’amico Pier Antonio Pesci, indimenticato artista del Teatro alla Scala e del Teatro Regio di Parma, e sostenere con i proventi del concerto in programma all’Auditorium Niccolò Paganini martedì 5 giugno, ore 21.00, l’Associazione a lui intitolata a favore di iniziative a sostegno dei malati terminali e delle cure palliative.

Di questi profondi conoscitori dei timbri e delle composizioni orchestrali, il concerto accosta le partiture più intime della musica da camera: il Quartettsatz per pianoforte e archi di Mahler, la trascrizione per quintetto Till Eulenspiegel einmal anders! Op. 28 di Strauss e il Settimino op. 20 in mi bemolle maggiore di Beethoven.

Nel catalogo delle opere di Mahler, la musica da camera è poco presente, si limita, escludendo i Lieder, al solo Quartettsatz per pianoforte e archi, e a poche altre opere cameristiche, tutte giovanili. Il Quartettsatz in la minore è, probabilmente, il primo tempo di un Quartetto con pianoforte di cui ci sono pervenute anche poche battute (in Sol minore) di uno Scherzo. Composto probabilmente nel 1876, quando il sedicenne compositore austriaco era studente al conservatorio di Vienna, questo quartetto è stato ritrovato al principio degli anni Sessanta del Novecento e pubblicato per la prima volta nel 1964. La struttura richiama i modelli ottocenteschi, anche se prefigura già qualche segno di novità. L’elaborazione tematica è semplice ed essenziale, quasi elementare, resa però affascinante ed interessante dalle frequenti ed inconsuete armonie sospese. Il primo tema è stato definito da La Grange “cupo e pieno di sinistri presagi”, premonitore delle sonorità dei lieder e delle sinfonie successive.

Till Eulenspiegel einmal anders! Op. 28, è proposto in un arrangiamento di Franz Hasenohrl per violino, clarinetto, corno, fagotto e contrabbasso. È la trascrizione di un poema sinfonico di Richard Strauss, composto tra il 1894 e il 1895. La composizione è ispirata alle avventure di un personaggio di fantasia, molto popolare in Germania, Till Eulenspiegel, ritratto in musica mentre vaga per le campagne, spaventa le vecchie al mercato, mentre travestito da frate recita un sermone dissacrante, fino a quando si innamora, viene arrestato e condannato a morte per atti blasfemi. La forma musicale è quella del rondò, appropriata al personaggio, perché come dice Grout: “Till rimane lo stesso sciocco dopo ogni scherzo riuscito”.

Dedicato all’imperatrice Maria Teresa, il Settimino Op. 20 in mi bemolle maggiore, per violino, viola, violoncello, contrabbasso, clarinetto, fagotto e corno, composto tra il 1799 e il 1800, si pone proprio sulla linea di demarcazione estetica tra i due secoli. Sono infatti fortemente presenti richiami a Mozart e Haydn, sebbene il giovane Beethoven riesca ad imporre alla composizione una propria forte carica di originalità. La prima esecuzione, al National Hoftheater di Vienna, eseguita insieme alla Prima Sinfonia, fu accolta con grande successo e rappresenta l'ultimo significativo omaggio ad una ricca società aristocratica che consuma la musica per diletto, come momento di ricreazione e ornamento del vivere. Beethoven, però, vivifica questa collaudata struttura, che aveva per modelli le serenate e i divertimenti del secondo Settecento, con una straordinaria freschezza inventiva, che sfrutta con grande gusto e maestria la timbrica strumentale, ottenendo quasi la ricchezza orchestrale.

L’incasso della serata sarà interamente devoluto a favore di iniziative a sostegno dei malati terminali e delle cure palliative. I biglietti (I settore  euro15,00 - II settore euro 10,00) sono  in vendita presso la Biglietteria del Teatro Regio di Parma. Per informazioni: biglietteria del Teatro Regio tel. 0521 039399 fax 0521 504224 biglietteria@teatroregioparma.org www.teatroregioparma.org

L’Associazione “Pier Antonio Pesci-Note in aiuto” è nata nel 2004 dall’affetto dei familiari, degli amici e dei colleghi di Pier Antonio, quale progetto artistico e morale a scopo benefico: fare buona musica per aiutare, perché ogni nota suonata con sentimento è un mondo di valori. L’affettuoso e gratuito contributo di valenti artisti ha permesso all’Associazione di realizzare ad oggi diverse importanti iniziative.
L’Associazione “Pier Antonio Pesci-Note in aiuto” ha a cuore i problemi dei malati terminali e delle loro famiglie. I malati terminali affinano la propria sensibilità soffrendo Essi provano un dolore totale, insopportabile, determinato da una complessa serie di sintomi fisici e psichici. È necessario far fronte a questa sofferenza in modo concreto, sostenere questi malati in numero sempre crescente, lasciati dalle istituzioni alla cura dei propri familiari, che non sanno e spesso non possono accudirli.
Un aiuto concreto può venire dall’assistenza domiciliare da parte di personale esperto nel trattare il dolore e tutti gli altri sintomi, aiutando anche le famiglie a convivere con una situazione difficile, per consentire alla persona cara di condividere sino all’ultimo nella maggiore serenità possibile e senza sofferenze gli affetti più cari.
Diffondere dunque una nuova cultura nel campo della lotta al dolore, divulgare le conoscenze sulle più corrette tecniche analgesiche, smantellare gradualmente i falsi miti e le credenze sui farmaci oppiodi, superare le difficoltà burocratiche per il reperimento domiciliare di questi farmaci, contribuire al superamento del tabù del cancro e della morte, testimoniare le possibilità offerte da un approccio «palliativo» alle malattie inguaribili.
Nella nostra realtà parmigiana non esistono strutture autonome fortemente radicate nel territorio per la cura dei pazienti terminali, anche se negli ultimi anni sono sorte nella provincia alcune strutture hospice.
L’Associazione “Pier Antonio Pesci-Note in aiuto” intende dare il proprio contributo alla soluzione di queste carenze delle strutture sanitarie, in appoggio alle poche istituzioni già consolidate che già intervengono in questa realtà come la sezione Assistenza domiciliare dell’AVOPRORIT di Parma.

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