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Sig Simonazzi - Fondazione Teatro Regio di Parma
Comune di Parma Assessorato alle Attività Culturali e Teatrali

Parco Ducale, domenica 23 maggio, domenica 30 maggio,
domenica 6 giugno, ore 11.00

Concerti di Primavera
ingresso libero

Parco Ducale, domenica 23 Maggio 2004, ore 11.00
Orchestra da Camera del Teatro Regio di Parma
Violino conduttore Michelangelo Mazza

programma

Wolfgang Amadeus Mozart
Divertimento in re maggiore per archi K 136

Ottorino Respighi
Antiche Arie e Danze
Suites per Orchestra d’Archi

Nino Rota
Concerto per Archi

 

Parco Ducale, domenica  30 Maggio 2004, ore 11.00
“Cantares” - Echi di Spagna

Mezzosoprano Katarina Nikolic
Pianoforte Andrea Bambace

programma

Enrique Granados
La Maja de Goya
El Majo Discreto
El tra la la y el punteado
El Majo Timido
La Maja Dolorosa 1
La Maja Dolorosa 2
El Mirar de la Maja
Amor y Odio Calleyeo

Heitor Villa – Lobos
Cancão do marinheiro
Lundù da Marqueza de Santos

Fernando J. Obradors
El capello mas sottil
El Vito

Manuel De Falla
Danca rituel del fuego da «l’Amor brujo» (solo pianoforte)

George Bizet
Seguidile e Habanera, da Carmen

Manuel De Falla
Siete Canciones populares Espanolas
(El pano moruno, Seguidilla murciana, Asturiana, Jota, Nana, Cancion, Polo)

 

Parco Ducale, domenica 6 Giugno 2004, ore 11.00
Musiche celebri dal mondo, ovvero “Encore!!”

Corrado Giuffredi Quartet
Corrado Giuffredi, Giampaolo Bandini, Cesare Chiacchieretta, Enrico Fagone

programma

G. Rossini
Ouverture da La Gazza Ladra
La Danza

J. Strauss
Quadriglia da Il ballo in maschera

N. Rota
Danze da Il Gattopardo

J. Rodrigo
Adagio dal Concerto di Aranjuez

B. Bartok
Danze Rumene

N. Rimsky Korsakoff
Il Volo del Calabrone

Anonimo
Hora Baricanes

J. R. La calle
Amapola

D. Teodorakis
La Danza di Zorba

B. Goodmann
Bye Bye Benny

Z. Abreu
Tico Tico

V. Monti
Czarda

A. Piazzola
Oblivion
Libertango

Torna al Parco Ducale la grande musica offerta alla città di Parma da SIG Simonazzi, con la collaborazione della Fondazione Teatro Regio di Parma e dell’Assessorato Attività Culturali e Teatrali del Comune.
Un’occasione di cultura, di intrattenimento e di convivialità che un intero decennio ha fatto diventare tradizione

Anche se molte cose sono cambiate da allora, ci sono ancora in Simonazzi tante persone che ricordano perfettamente quella “prima volta” di dieci anni fa. I Concerti di Primavera nel 1994 erano nati sull’onda del generale entusiasmo, diffuso a tutti i livelli, di un’azienda che stava per fare il grande balzo nel neonato mercato globale. Allora la Simonazzi del Gruppo Sasib era una società arrivata da leader all’internazionalità, con stabilimenti e filiali in cinque continenti. Così la dirigenza di allora decise che era arrivato il momento di dire grazie alla città che aveva dato i natali a un esempio di imprenditoria italiana di successo e lo fece con la musica, il linguaggio più autentico di Parma, quella musica che per questa città è da sempre, come qualcuno a ben detto, “progetto e destino”. Nacquero così, fra le emozioni e i tremori che segnano ogni debutto, e lungo i sentieri verdeggianti di un Parco Ducale non ancora restaurato, quei Concerti di Primavera che due lustri hanno fatto diventare oggi una tradizione cara ad ogni parmigiano. 
Da allora, cambiamenti epocali hanno segnato la vita del nostro paese e dell’inquieto “villaggio globale”, e anche SIG Simonazzi ha mutato pelle entrando a far parte di uno dei primi gruppi del confezionamento mondiale, la svizzera SIG di Neuhausen.
Sempre più cittadina del mondo, ma da sempre orgogliosa della propria identità, SIG Simonazzi festeggia i suoi dieci anni di concerti con un programma musicale di ampio respiro, che accosta brani più celebri ad altri meno conosciuti, sia nella loro ispirazione originale, sia rivisitati nell’arte della trascrizione. Un repertorio molto particolare e anche ardito negli accostamenti, che non mancherà di deliziare il pubblico di intenditori al quale è dedicato.

 

Concerti di Primavera 2004
A cura di Paolo Franceschi

La rassegna di quest’anno si aprirà domenica 23 maggio con un programma interamente dedicato a brani originali, da musiche di intrattenimento e di festa, come il divertimento per archi Kv 136 di W. A. Mozart, a brani di ispirazione differente come le Antiche arie e danze di Respighi (da lui rielaborate per orchestra d’archi), per concludere con il Concerto per archi di N. Rota, ricordando il Mestro nel 25° anniversario della scomparsa. Il complesso chiamato a inaugurare con questo programma i Concerti di primavera l’Orchestra da Camera del Teatro Regio di Parma, formata da sei violini primi, cinque violini secondi, tre viole, due violoncelli  e un contrabbasso.
Seguirà un concerto che prende spunto da una serie di brani per canto e pianoforte, accoppiamento grazie al quale possiamo godere sia del repertorio operistico (in forma di trascrizione, appunto) sia di tutte quelle composizioni scritte invece appositamente per un duo cameristico di questo genere; domenica 30 maggio Katarina Nikolich, accompagnata al pianoforte da Andrea Bambace, interpreta una selezione di brani di ambito latino-americano, dalle Canciones di Enrique Granados, alle pagine più famose della Carmen di G. Bizet, fino ad una composizione del brasiliano H. Villa Lobos, per concludere con le sette canzoni popolari spagnole di M. de Falla. “Echi di Spagna”, titolo con il quale si è voluto denominare un concerto interamente dedicato alla musica di compositori spagnoli vissuti tra il diciannovesimo e il ventesimo secolo.
Se questo appuntamento della rassegna, come si è detto, contempla sia brani originali sia trascrizioni, il concerto successivo risulta invece interamente incentrato proprio su quest’ultimo tipo di tecnica musicale e compositiva, ossia la rielaborazione di brani che in origine erano stati pensati e scritti per strumenti ed organici musicali differenti; trascrizioni, parafrasi, pot-pourri, fantasie e rielaborazioni furono tutti espedienti grazie ai quali, già a partire dal diciannovesimo secolo, furono tramandati e resi celebri tanti brani di epoca precedente, che altrimenti non avrebbero conosciuto altrettanta  fortuna e celebrità. Il complesso che si esibirà domenica 6 giugno vede nientemeno che l’accostamento di un clarinetto, una chitarra, una fisarmonica e un contrabbasso, a formare un complesso musicale di ben difficile inquadramento, se non pensato proprio alla luce di quanto detto sopra rispetto alla tradizione della trascrizione; il programma proposto dal Corrado Giuffredi Quartet è composto da brani di carattere molto differente, che vanno dall’Ouverture della Gazza Ladra di G. Rossini, al celeberrimo Volo del calabrone  di N. Rimsky Korsakov, alle Danze rumene di Bartok, sino a brani del repertorio contemporaneo come Bye Bye Benny di B. Goodmann o il conosciutissimo Libertango di A. Piazzolla: un percorso musicale che prende spunto dal repertorio classico, quindi, ma che riconosce anche brani di ispirazione popolare e folclorica (come nel caso di Bartok, o nella Czardas di V. Monti), accostati a pezzi di carattere più alternativo (vedi la musica di B. Goodmann). Inutile dire che tutti questi brani realizzati con un organico così singolare come quello sopra citato subiscono una deformazione notevole (in particolare nel timbro e nella sonorità che ne scaturiscono), ma è proprio in questo che l’arte della trascizione ci insegna a capire come ogni pezzo possa essere pensato in tante maniere differenti, e come ognuna di queste possa risultare di notevole valore ed interesse.

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