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Sovrintendente

Mauro Meli
Sovrintendente del Teatro Regio di Parma

Nato a Cagliari, dal 2005 è Sovrintendente del Teatro Regio di Parma.
Musicista, organizzatore musicale ed esperto in pianificazione dello sviluppo, si diploma in chitarra studiando a Milano con Mauro Storti e a Parigi con Alberto Ponce.
Dal 1986 sino al 1988, progetta e dirige, Lario Musica, (Premio Lario Musica, Concorso Internazionale di composizione, l’Accademia di Alto Perfezionamento e il Festival Internazionale) nelle più belle ville e basiliche del lago di Como. Sono protagonisti tra gli altri, l’Arditti String Quartet, Maurice Bourgue, Bruno Canino, Azio Corghi, Marco Stroppa, Iannis Xenakis.
Nel settembre del 1988, Claudio Abbado lo invita a progettare e organizzare la residenza italiana della Chamber Orchestra of Europe. Nasce Ferrara Musica della quale Meli è Direttore Artistico fino al 1996. L’istituzione si distingue per lo straordinario livello delle proposte musicali, molte delle quali registrate dalle più importanti case discografiche, e per l’innovativo sistema gestionale. Particolarmente prestigioso è il rapporto con i Berliner Philarmoniker per i quali organizza il ritorno in Italia, dopo 19 anni di assenza, e nel 1993 e nel 1996 due trionfali tournée. Sono in molti i grandi artisti che lavorano a Ferrara in quegli anni: Radu Lupu, Murray Perahia, Maurizio Pollini, Placido Domingo, Luciano Pavarotti, Roberto Benigni, Pierre Boulez, Carlo Maria Giulini, Lorin Maazel, Zubin Mehta, Luca Ronconi, Jonathan Miller.
Contemporaneamente all’attività di Ferrara tra il 1993 e il 1995, la Fiat Auto e la Società Lingotto gli affidano l’incarico di coordinatore generale per l’organizzazione e il lancio del nuovo auditorium Giovanni Agnelli del Lingotto, progettato dall’architetto Renzo Piano, e per le stagioni musicali del 1994 e 1995 cui partecipano i migliori complessi orchestrali del mondo.
Nell’agosto del 1996 viene nominato Sovrintendente del Teatro Lirico di Cagliari che diviene in breve punto di riferimento nel panorama musicale italiano ed europeo e si pone tra i volani di crescita sociale e culturale della Sardegna. Progetta e realizza il Festival Internazionale L’Anfiteatro di Cagliari, il Festival di Sant’Efisio e Un’isola di Musica, sistema di coordinamento, organizzazione e gestione delle attività musicali nei teatri, nelle chiese, e nelle scuole della Sardegna.
Nelle stagioni d’opera hanno un enorme successo di pubblico e di critica le numerose riscoperte di titoli, spesso in prima esecuzione in tempi moderni, sempre con nuove produzioni e nuovi allestimenti. Costante è la presenza di musicisti quali Riccardo Muti, Carlo Maria Giulini, Maxim Vengherov, Pierre Boulez, Gorge Solti, Mstislav Rostropovič, Zubin Mehta, Esa Pekka Salonen e delle più importanti orchestre del mondo. Grande clamore destano in particolare i concerti tenuti da Carlos Kleiber e, nel 2003, la residenza europea in esclusiva della New York Philharmonic Orchestra. In sette anni il Teatro Lirico di Cagliari aumenta il budget, gli spettatori e il numero degli abbonati del 300%.
Nell’estate 2003 viene invitato da Riccardo Muti a dirigere il Teatro alla Scala. È nominato Direttore Artistico e Direttore della Divisione Teatro alla Scala: aumentano del 30% le rappresentazioni, il pubblico degli abbonati aumenta nella stagione 2004-2005 del 50%, crescono le nuove produzioni, ritornano alla Scala i più importanti interpreti: oltre a Riccardo Muti, artisti quali Zubin Mehta, Georges Prêtre, Lorin Maazel, Yuri Temirkanov, Simon Ratte, Semyon Bychkov, Pier Luigi Pizzi, Robert Carsen, Franco Zeffirelli.
Nel febbraio 2005 viene nominato Sovrintendente, incarico che lascia a maggio a seguito delle dimissioni del Direttore Musicale del Teatro, Riccardo Muti.
Nell’agosto 2005 è nominato Sovrintendente del Teatro Regio di Parma. Si impegna da subito nella riorganizzazione e qualificazione della programmazione e in particolare del Festival Verdi che, nell’autunno 2007 vede la sua prima rinnovata edizione accolta con uno straordinario successo di pubblico e di critica. Oltre 25 rappresentazioni d’opera in 28 giorni, al Teatro Regio di Parma e nei teatri di Busseto, Modena e Reggio Emilia. Più di 40.000 spettatori arrivano a Parma con una straordinaria partecipazione di turisti stranieri. Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali firma con il Teatro Regio di Parma il Festival così rinnovato e dedica a questo progetto un finanziamento straordinario.
Dal 2005, sono diversi gli inviti all’estero del Teatro Regio di Parma.  Già a novembre  il Teatro Regio porta, per la prima volta a Città del Messico, una produzione lirica interamente “italiana”: 5 recite dell’opera Rigoletto con oltre 25.000 spettatori. A Mumbay e Nuova Delhi, nel novembre del 2006, due concerti lirici sono il clou delle manifestazioni della Settimana Italiana promosse dal Ministero degli Esteri; per la prima volta l’antica fortezza di Purana Quila a Nuova Delhi viene aperta per un evento culturale dedicato alla cultura occidentale. Il successo è tale per cui l’Ambasciata d’Italia invita nuovamente il Teatro Regio di Parma nel dicembre 2007 per un concerto lirico, ancora al Purana Quila, applaudito da oltre 3000 spettatori. Nel novembre dello stesso anno, l’Orchestra, il Coro, e l’intera produzione di Aida del Teatro Regio viene presentata per quattro recite a Bilbao nell’ambito di TuttoVerdi che, con il Festival Verdi, è il più prestigioso progetto al mondo dedicato al genio di Busseto. Nel marzo 2008, e per la prima volta, Hong Kong ospita una produzione interamente prodotta da un teatro occidentale: ancora una volta il Teatro Regio di Parma è chiamato ad essere ambasciatore della civiltà operistica italiana.
L’invito ad una articolata collaborazione tra il Nuovo Teatro Nazionale Cinese- il più importante centro culturale della capitale e simbolo di tutte le novità della nuova Cina - e il Teatro Regio di Parma che si è aperta con la realizzazione, nel giugno 2009, di quattro recite di Rigoletto nello storico allestimento firmato da Pierluigi Samaritani, e che si svilupperà con appuntamenti annuali fino al 2013, rappresenta, una possibilità unica di legare la migliore tradizione operistica italiana, con i capolavori di Giuseppe Verdi in particolare, al desiderio della Cina di aprirsi alla cultura occidentale; una volontà di recuperare terreno, per così dire, chiaramente evidenziata con le recenti Olimpiadi.
È docente di economia delle aziende culturali presso la Facoltà di Economia dell’Università di Ferrara.
È Commendatore al Merito della Repubblica Italiana.

 

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