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Teatro Regio di Parma, sabato 29 novembre, ore 20.30
Compagnia Aterballetto
Direzione artistica Mauro Bigonzetti
Sogno di una notte di mezza estate
Coreografia
Mauro Bigonzetti
Musiche originali
Elvis Costello
Scene
Fabrizio Plessi
Drammaturgia
Nicola Lusuardi
Luci
Carlo Cerri
Costumi
Guglielmo Capone
Produzione realizzata per BOLOGNA 2000 Città
Europea della Cultura
in coproduzione con Théâtre de Saint-Quentin-en-Yvelines,
Scène nationale - Theater Im Pfalzbau, Ludwigshafen
in collaborazione con I Teatri, Reggio Emilia
Teseo, Ippolita, Oberon, gli artigiani, Titania, Ermia, le fate,
Lisandro, Elena, Puck, Demetrio...
Un mondo fantastico si materializza davanti agli occhi di chi legge
il “Sogno”, commedia fra le più visionarie mai
scritte. Un turbinio di situazioni, atmosfere, eventi si intrecciano
e finiscono per disorientare anche il più attento lettore,
catturato dalla potenza immaginativa e dalla freschezza inventiva
di uno Shakespeare cinico e beffardo, sornione e divertito.
Tre microcosmi, tre livelli di realtà si alternano e si intersecano
come in un puzzle nella tessitura del racconto: quello mitologico
della corte, quello irreale e senza tempo delle fate, quello realistico
dei quattro innamorati, o ancor più degli artigiani, che
offrono anche al coreografo la possibilità di utilizzare
differenti linguaggi, di sperimentare e di far convivere vari vocabolari,
da una gestualità più terrena fino all’uso delle
punte.
Non è la pantomima che ci interessa in questo lavoro, ma
la voglia di una vera e propria “messa in scena” di
un testo che stimola e chiama in causa tutti gli elementi del teatro,
alla ricerca di un motore che muova i personaggi, che stabilisca
l’indirizzo delle azioni, che dia un senso all’avvicendarsi
di ordine e caos, realtà e fantasia.
E questo motore l’abbiamo trovato nel desiderio, inteso come
gioco di relazioni legato ad un arbitrio misterioso; desiderio impalpabile,
irrazionale, che guida i nostri sentimenti, che può sovvertire
l’ordine e ridisegnare gli equilibri, come in quel bosco fatato,
labirintico, in cui gli innamorati si smarriscono, in cui tutti,
senza accorgersene, diventano semplici pedine mosse da una mano
invisibile e in cui tutte le carte possono essere rimescolate
Mauro Bigonzetti
(inizio pagina)
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