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Chi, nei giorni scorsi, ha potuto vedere i programmi presentati
dalla Fondazione Teatro Regio di Parma per l’Opera lirica
(Festival Verdi e Stagione tradizionale, Buon Compleanno Maestro)
e la concertistica presso l’Auditorium Paganini, si sarà
reso conto della ricchezza, qualitativa e quantitativa, di quanto
proposto, che pone il Teatro Regio di Parma fra i primissimi teatri
d’Italia e del mondo.
Eppure sentivamo l’esigenza di una maggiore presenza della
Danza come coronamento e completamento indispen-sabile per una proposta
culturale a tutto campo.
Negli anni scorsi, al Teatro Regio e in estate nel cortile del Palazzo
della Pilotta, non sono mancati appuntamenti, anche importantissimi,
col balletto, ma ciò che mancava era un progetto coerente
e mirato che guardasse al futuro, capace di porre la Danza, com’è
giusto, alla pari degli altri generi che il Teatro Regio propone
da sempre. Ecco dunque questo Festival, alla prima edizione ma già
di altissimo livello per la varietà e l’importanza
della proposta, che testimonia un nuovo impegno della nostra Fondazione
in un campo fondamentale dell’Arte e risponde ad una domanda
culturale fra le più sentite dal nostro pubblico, soprattutto
da tanti giovani che del ballo hanno fatto la loro prima passione,
come testimonia il fiorire delle Scuole di danza nella nostra città.
Un altro passo, fra i tanti che la Fondazione Teatro Regio di Parma
ha fatto in brevissimo tempo, un altro impegno gravoso per oggi
e per il futuro al quale dedicheremo, come sempre, il meglio delle
nostre capacità e delle nostre energie.
Il Presidente della Fondazione Teatro Regio di Parma
Elvio Ubaldi
Sindaco di Parma
ParmaDanza,
le ragioni di un Festival
La Fondazione Teatro Regio di
Parma dedica alla danza un festival internazionale che porterà
nella città ducale già a partire da questa prima edizione
importanti compagnie di danza nazionali e internazionali, danzatori
tra i più apprezzati e amati, coreografi universalmente conosciuti
come i più autorevoli in tutto il mondo, spettacoli che in
due occasioni potranno avvalersi dell’Orchestra e del Coro
del Teatro Regio di Parma.
ParmaDanza, nel nome il connubio che si intende rinsaldare fra la
città e l’arte di Tersicore, in questa sua prima edizione
2003 presenta sei appuntamenti e un calendario di incontri rivolti
al pubblico. Per far luce sulla storia, la struttura e la preparazione
tecnica di uno spettacolo di danza, agli allievi delle scuole di
danza e al pubblico di ParmaDanza è infatti offerta la possibilità
di conoscerne i protagonisti al di fuori della scena in cinque incontri
pomeridiani curati e moderati da Valentina Bonelli con i direttori
delle compagnie, i coreografi, ballerini di fama internazionale,
con la partecipazione di Vittoria Ottolenghi.
Il programma di seguito illustrato ha come asse portante la qualità
nella varietà e nella classicità.
Classico qui va inteso come modalità non necessariamente
come tecnica accademica. Questo vale ovviamente per il Don Chisciotte
allestito dal Balletto della Scala nella versione di Rudolf Nurejev,
con Roberto Bolle, ma anche per Lanterne Rosse e Il Distaccamento
Femminile Rosso del Balletto Nazionale della Cina; due grandi "classici"
del repertorio cinese e, da quando la Compagnia ha preso a viaggiare
nel mondo, internazionale.
Classico "a suo modo" è il linguaggio di coreografi
come Mauro Bigonzetti, Micha van Hoecke, Dwight Rhoden, perché
classiche sono le radici e le successive contaminazioni.
Mauro Bigonzetti presenta a Parma il suo Sogno di una notte di mezza
estate su musica scritta da Elvis Costello; un "classico"
del repertorio di Aterballetto già presentato in diversi
festival internazionali, in Francia, in Germania e più recentemente
a Mosca e a San Pietroburgo. La Compagnia forte come non mai, l'allestimento
prestigioso di Fabrizio Plessi e la musica originale di Elvis Costello
concorrono a fare del lavoro di Bigonzetti uno degli spettacoli
più interessanti di questi ultimi anni.
Micha van Hoecke porta uno spettacolo, Carmina Burana, che si avvale
di interpreti come Luciana Savignano e Marco Pierin, dell'ottimo
Ensemble diretto dallo stesso Micha van Hoecke, e della presenza
del Coro e dell'Orchestra del Teatro Regio di Parma.
Dwight Rhoden è il coreografo e fondatore, con Desmond Richardson,
di Complexions, la giovane compagnia nuovaiorchese ormai sulla scena
internazionale da diversi anni. Rhoden e Richardson provengono entrambi
dalla Alvin Ailey Dance Théâtre dove hanno studiato
e lavorato per diversi anni, la quasi totalità dei danzatori
è di colore ed ha forti connessioni con l'afrocubano, con
la black dance e fusion, ma possiede ugualmente una base accademica
ed una altrettanto spiccata matrice modern. Tutte qualità
che la rendono particolarmente duttile al personalissimo linguaggio
di Rhoden che con le sue coreografie ne esalta qualità e
versatilità.
L'eccellente affluenza di pubblico registrata con il New York City
Ballet, in quel celebre e tragico settembre 2001, agli spettacoli
estivi nel cortile del Palazzo della Pilotta, per Cenerentola di
Maguy Marin, e un po’ indietro negli anni per gli spettacoli
dell'Aterballetto, della Fracci, di Béjart, di Pina Bausch
danno ragione di credere che bene abbia fatto la Fondazione Teatro
Regio di Parma a puntare decisamente sulla danza. Sono convinto
che le caratteristiche del pubblico parmigiano (colto, curioso,
preparato e spesso competente) sapranno gratificare questa scelta,
questo investimento che arricchirà ulteriormente l'offerta
culturale cittadina.
Roberto Giovanardi
Consulente artistico ParmaDanza 2003
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