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Trama
Atto I
In un villaggio durante la vendemmia.
Non lontano dalla casa di Giselle si trova quella di Loys...
Loys, che Giselle ama quanto ama danzare... Loys, che Giselle crede
sia un semplice paesano... Loys, che in realtà è il conte Albrecht
travestito da contadino. Questi è molto innamorato di Giselle, ma
non può sposarla, perché è destinato a unirsi con una giovane ereditiera,
Bathilde, figlia del duca di Curlandia. Wilfred, l’amico di Albrecht,
consapevole che questa situazione potrebbe rivelarsi pericolosa,
tenta invano di fargli intendere ragione.
Hilarion, il giovane guardiacaccia, è anch’egli innamorato di Giselle
ed è convinto fin dall’infanzia che lei gli sia destinata. Giselle
vede in Hilarion il fratello maggiore che non ha avuto e non può
concepire che i sentimenti di Hilarion nei suoi confronti siano
diversi. L’atteggiamento di Loys induce Hilarion a dubitare della
sua sincerità; tenta di mettere in guardia Giselle, ma lei non vuole
ascoltarlo, così come rifiuta di ascoltare sua madre Bertha, la
quale, sapendo che Giselle è debole di cuore, le proibisce di danzare.
Bertha è ossessionata dalla leggenda delle Willi, fanciulle amanti
della danza, tradite dagli uomini e morte prima delle nozze, che
ogni notte tornano a vagare nella foresta alla ricerca di esseri
con cui poter soddisfare il loro desiderio di danzare, inseguendo
così quel piacere che in vita non hanno potuto godere pienamente.
Bertha diffida istintivamente di Loys e teme di vedere un giorno
Giselle trasformata in una Willi.
In lontananza, il suono di un corno annuncia l’arrivo di una battuta
di caccia. Sempre diffidente, Hilarion si aggira furtivamente e
osserva quanto Loys diventi inquieto e preoccupato. Questo conferma
i suoi sospetti. Al momento opportuno, penetra dalla finestra in
casa di Loys per cercarvi una prova della sua identità. Trova una
spada di cui nota lo stemma. Se ne impadronisce e lascia la casa
di Loys. La partita di caccia arriva al villaggio, guidata dal duca
di Curlandia accompagnato da sua figlia Bathilde e da numerosi dignitari,
che chiedono a Bertha di che rifocillarsi. I contadini fanno onore
a questa visita inaspettata preparando un banchetto allietato dalle
danze. Al termine dei festeggiamenti i cacciatori si allontanano;
Bathilde desidera però riposarsi un momento in casa di Giselle.
Ma presto, richiamati da Hilarion, i cacciatori ritornano e Bathilde
indica in Loys il suo fidanzato Albrecht...
Sconvolta, Giselle sprofonda nella follia, il suo fragile cuore
non può sopportare un tale tradimento... Muore fra le braccia di
Albrecht.
Atto II
Mezzanotte, nella foresta.
Torturato dai rimorsi, Hilarion pensa a Giselle. Avverte una
presenza irreale, si spaventa e fugge...
Appare Myrtha, crea il cerchio magico, riunisce le Willi nella radura
e accoglie Giselle, che ormai appartiene a quel mondo irreale. Scorgendo
in lontananza la figura di Hilarion, le Willi si lanciano al suo
inseguimento.
Pazzo di dolore, Albrecht vaga nella foresta... Commossa dalla sua
disperazione, Giselle gli appare e, sperando di liberarlo dal peso
dei rimorsi, gli ricorda il funesto presagio della margherita, il
fiore cui avevano affidato il destino del loro amore. All’avvicinarsi
delle Willi, Giselle conduce Albrecht lontano dalla radura.
Soggiogato dal fascino delle Willi, Hilarion danzerà fino allo sfinimento...
fino alla morte. Dopo Hilarion, tocca ad Albrecht appagare la loro
passione. Invano Giselle chiede loro di risparmiarlo. Di fronte
al loro rifiuto, danzerà con lui e per lui fino all’alba. Il potere
delle Willi e le loro ombre scompaiono con i primi raggi del sole...
Albrecht è vivo, ma resta solo.
(inizio pagina)
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