| |
Basta avere sotto gli occhi
un semplice calendario per rendersi conto dell’attività
della Fondazione Teatro Regio che, ormai, copre ogni periodo dell’anno
con una serie di proposte che si susseguono senza soluzione di continuità.
Si comincia in autunno con la Stagione di Danza al Regio e i primi
appuntamenti della ricchissima Stagione Concertistica all’Auditorium
Paganini, per proseguire da dicembre ad aprile con la tradizionale
ricca Stagione Lirica. Maggio e giugno sono dedicati al Festival
Verdi, con produzioni operistiche importantissime, affiancate da
prestigiosi appuntamenti sinfonici. Luglio come tutti sanno è
teatro all’aperto in Pilotta con “E’grandEstatE”,
senza contare le decine di altre attività, non sempre minori
o collaterali, come la stagione lirica per i bambini “Imparolopera”.
L’aspetto quantitativo è importante perché dimostra,
in un momento in cui è la prudenza a caratterizzare la programmazione
di quasi tutti i teatri, la volontà e il coraggio del Regio
a non retrocedere, anzi ad arricchire le proprie capacità
produttive. Tuttavia è ovvio che poco conterebbe il numero
degli spettacoli se non ci fosse anche un alto livello qualitativo.
Credo che sotto questo aspetto i nomi degli artisti e i titoli parlino
da soli come emerge con evidenza la varietà e la ricchezza
delle proposte culturali. Del resto il fatto che la risposta del
pubblico sia sempre tanto entusiasta con una serie davvero incredibile
di “tutto esaurito” è la migliore dimostrazione
che stiamo percorrendo la strada giusta anche se non rinunceremo
mai a proporci mete e obiettivi sempre più alti. Il Regio
deve essere, senza dubbi, uno dei grandi Teatri del mondo e il migliore
biglietto da visita per la nostra città, deve essere lo specchio
vivente del nostro livello di civiltà: questo, nonostante
le molte oggettive difficoltà di questi tempi, è l’impegno
mio e di tutto il Consiglio di Amministrazione della Fondazione
che come Sindaco di Parma ho l’onore di presiedere.
Elvio Ubaldi
Sindaco di Parma
Presidente della Fondazione Teatro Regio di Parma
Grandi Balletti,
grandi Compagnie, grandi Coreografi, grandi Interpreti. Un Festival
ricco di proposte e di eventi, che già al secondo anno si
inserisce tra gli appuntamenti più interessanti per quanti
amano la danza, in una città ricca di proposte culturali
e curiosa, in un contesto regionale già ampiamente percorso
da esperienze improntate alla danza contemporanea e alla danza di
tendenza, in un contesto nazionale dove soprattutto il balletto
classico è merce rara, di qualità e con validi interpreti
addirittura rarissima.
Di assoluto prestigio l’evento che apre ParmaDanza 2004, con
Maurice Béjart che torna a Parma dopo quasi venti anni dall’ultima
volta in cui con il Ballet du XXème Siècle risiedeva
a Bruxelles. Da allora immutato è il suo genio, che presenta
in Le Presbytère...! un ipnotizzante affresco dedicato a
Mozart, Freddy Mercury e Jorge Donn su musiche dei Queen e di Mozart
e con i costumi di Gianni Versace.
“Grande” in russo si dice “Bolshoj” e proprio
dal Bolshoj, il prestigioso Teatro di Mosca di cui è stato
direttore per oltre venticinque anni, arriva Jurij Grigorovic, coreografo
autore di alcuni tra i più importanti balletti di questi
ultimi cinquanta anni, che presenta qui a Parma in prima nazionale
La Bayadère, uno dei grandi balletti classici dell’‘800
di Petipa/Minkus riproposto nella versione già allestita
per il Bolshoj, che tanto successo ha riscosso in varie parti del
mondo. Protagonista Anastasia Volockova, étoile del teatro
di Mosca, celebre a livello internazionale per le sue qualità
di interprete ed anche, recentemente, per aspre polemiche con la
Direzione del Bolshoj.
Grande ballerino Roberto Bolle lo è davvero, non solo per
quel fisico scultoreo che ne fa un vero e proprio idolo venerato
da tantissime fan in tutto il mondo. Grande in quanto interprete,
in quanto personaggio, in quanto artista. A Parma è ben noto
e il suo è un attesissimo ritorno, questa volta con uno spettacolo-gala,
Roberto Bolle and Friends. Non un galà qualsiasi, bensì
una selezionata serie di balletti, tutti molto belli e soprattutto
in grado di valorizzare a pieno il grande talento di Roberto Bolle
e dei suoi Friends, artisti di ottimo livello provenienti da grandi
compagnie internazionali.
Grande combinazione di talento, caparbietà, versatilità
è quella che ci viene dall’Aterballetto, realtà
ormai affermata e riconosciuta in tutto il mondo. La compagnia torna
a Parma con un programma vario e musicalmente congeniale ai fasti
del Teatro Regio con le coreografie ideate da Mauro Bigonzetti su
musiche di Stravinskij, Jan Garbarek, Rossini.
Per Giselle e per Il lago dei cigni l’aggettivo “grande”
diventa banale se non riferito al successo e alla notorietà
che ormai universalmente questi due balletti hanno in tutto il mondo,
massima espressione del grande repertorio classico accademico, banco
di prova per compagnie e interpreti.
Il Corpo di Ballo del Teatro di San Carlo di Napoli sotto la preziosa
direzione di Elisabetta Terabust presenta un nuovo allestimento
di Giselle con la coreografia di Derek Dean che ha svolto un prezioso
lavoro di pulizia, di sintesi, di rigore, partendo dall’allestimento
originale di Petipa – Coralli. Interpreti: una compagnia ben
affiatata e due solisti d’eccezione, Roberto Bolle e Ambra
Vallo.
Il Corpo di Ballo del Teatro alla Scala sotto la dinamica direzione
di Frédéric Olivieri torna a Parma con un allestimento
interamente nuovo de Il lago dei cigni che porta la firma di Vladimir
Bourmeister, coreografo russo che a metà degli anni ’50
ha rivisitato in modo sostanziale la celebre vicenda rendendola
più teatrale, più comprensibile.
Per Giselle e per Il lago dei cigni le musiche saranno eseguite
dall’Orchestra del Teatro Regio di Parma in entrambi i casi
diretta dal Maestro David Garforth, collaudata bacchetta ormai di
casa nei teatri italiani.
Roberto Giovanardi
Consulente artistico ParmaDanza 2004
(inizio pagina)
|
|