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venerdì 14 ottobre 2005, ore 20.30 Turno A
sabato 15 ottobre 2005, ore 20.30 Turno B
domenica 16 ottobre 2005, ore 15.30 fuori abb.

Béjart Ballet Lausanne
Direttore Maurice Béjart

LE CASINO DES ESPRITS
Coreografia GILL ROMAN
Costumi Henri Davila
Luci Clément Cayrol
Musiche Antonio Vivaldi

L’ART D’ÊTRE GRAND-PÈRE
Coreografia I ballerini della compagnia e MAURICE BÉJART
Musica Hugues le Bars
Tema musicale al violino Richard Strauss
Costumi Henri Davila
Luci Clément Cayrol
Montaggio musicale Eric Maurin

L’UCCELLO DI FUOCO
Coreografia MAURICE BÉJART
Musica Igor Stravinskij
Costumi Joëlle Roustan, Roger Bernard

BOLÉRO
Coreografia MAURICE BÉJART
Musica Maurice Ravel

 

Le Casino des Esprits
Le Casino des Esprits è un balletto creato per il Béjart Ballet Lausanne in occasione dei cinquant’anni della compagnia. Dedicata a Venezia, su musica di Antonio Vivaldi, questa suite coreografica mette in scena quattro spiriti che abitano i vicoli di una città oggi scomparsa. Scrive Nietzsche in “Ecce Homo”: «Quando cerco una parola per rimpiazzare il termine musica, non trovo altro se non la parola Venezia».
Grazie ai ballerini del Béjart Ballet Lausanne per aver accettato di seguirmi nel labirinto di questa creazione con, come unico filo di Arianna, l’inesauribile e sempre stupefacente musica del “prete rosso”.
Grazie Maurice.

Gil Roman

 

L’Art d’être Grand-Père
Quaranta anni dopo aver fatto L’art de la Barre, ho chiesto ai giovani della compagnia di riflettere sulla Danza e sul rapporto con un maître de ballet che potrebbe essere il loro nonno.
Opera di coreografia collettiva nella quale il ballerino è più importante del Professore. (Solo il titolo è ispirato a Victor Hugo; le due opere non hanno alcun rapporto).

Maurice Béjart

L’Uccello di fuoco
L’Uccello di fuoco è la Fenice che rinasce dalle sue ceneri. L’Uccello di vita e di gioia, immortale, il cui splendore e la cui forza restano indistruttibili. Nelle sue conversazioni con Craft, Igor Stravinskij spiega le ragioni per le quali preferisce veder utilizzata per L’uccello di fuoco la Suite d’orchestra, piuttosto che la versione completa del balletto, che sconfessa infatti abbastanza apertamente. Da qui, il soggetto del balletto che segue esattamente la partitura originale sembra sorpassato e ciò che resta è musica pura, propria di una certa visione coreografica, ma incapace di seguire i meandri di uno scenario complicato. Non è quindi il caso di sostituire il soggetto con un altro né di trasformarlo: cerchiamo piuttosto di liberare l’emozione che percorre la successione delle “note” della partitura così ridotta, ritrovando i due elementi choc che furono alla base della creazione: STRAVINSKIJ musicista RUSSO; STRAVINSKIJ musicista RIVOLUZIONARIO.
Che la danza sia quindi l’espressione astratta di questi due elementi sempre presenti nella musica:un sentimento profondo della Russia e una certa rottura con la tradizione musicale che si traduce in una violenza ritmica insolita e che suscita la creazione di vortici impetuosi. L’Uccello di fuoco è la Fenice che rinasce dalle sue ceneri. Il poeta come il rivoluzionario è un uccello di fuoco.

Maurice Béjart

Boléro
«Il mio Boléro», diceva Ravel, «dovrebbe avere un’epigrafe: ficcatevelo bene in testa!» Più seriamente, spiegò: «Nel 1928, su richiesta di M.me Rubinstein (Ida Rubinstein, celebre ballerina e attrice russa), ho composto un boléro per orchestra. È una danza caratterizzata da un movimento molto moderato e costantemente uniforme, sia per la melodia sia per l’armonia che per il ritmo, quest’ultimo scandito sempre dal tamburo. Il solo elemento di diversità è costituito dal “crescendo” orchestrale». Maurice Béjart precisa in questi termini la sua concezione dell’opera di Ravel: «Musica molto conosciuta eppure sempre nuova grazie alla sua semplicità. Una melodia (d’origine orientale e non spagnola) si avvolge instancabilmente su se stessa, va aumentando in volume e in intensità, divorando lo spazio sonoro e inghiottendo alla fine la melodia». Maurice Béjart, con uno stile completamente diverso, raggiunge lo spirito de La sagra della primavera in senso opposto rispetto alla maggior parte di coloro che hanno illustrato coreograficamente Boléro prima di lui, e ripudia tutte le semplificazioni del pittoresco esteriore per esprimere unicamente - ma con quale forza! - l’essenziale. Maurice Béjart assegna il ruolo centrale (la Melodia) sia a una ballerina, sia a un ballerino. Il Ritmo è interpretato da un gruppo di ballerini.

 

 

 
 


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Maurice Béjart
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Gil Roman
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Boléro
foto di F. Paolini
 

L'Art d'être Grand-Père
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Le Casino des Esprits
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L’Uccello di fuoco
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L’Uccello di fuoco
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Béjart Ballet Lausanne
   
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