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il Soggetto
Prologo
Al di là dei cancelli, si apre la reggia di re Florestano XXIV.
Il salone dei ricevimenti è pronto per la cerimonia della presentazione
alla corte della principessa Aurora. Scende dalla scalea il corteo
reale: i cortigiani, il re, la regina, e finalmente la neonata recata
in braccio dalle bambinaie. Catalabutte, maestro delle cerimonie,
dà inizio ai festeggiamenti. Entrano le sette Fate, accompagnate
dai loro cavalieri, a portare ciascuna un dono e una benedizione.
Ma, all’improvviso, appare la perfida maga Carabosse con i suoi
accoliti e, indignata per non essere stata invitata alla festa,
lancia sulla neonata una maledizione: a sedici anni – proprio come
nella visione che ella evoca – la principessa morirà dopo essersi
punta un dito. Ma ecco la buona Fata dei lillà a rassicurare i genitori
disperati: Aurora non morirà, ma cadrà in un sonno profondo da cui
la sveglierà un bacio d’amore.
Atto primo
Davanti ai cancelli del giardino reale, tre donne lavorano ai ferri.
Il maestro delle cerimonie le scopre, tra la costernazione degli
astanti: ogni tipo di ferro o di fuso è stato bandito dal paese
per paura dell’avverarsi della maledizione. Arrivano i reali che
preferiscono adottare la massima clemenza: oggi è il sedicesimo
compleanno della principessa Aurora. Hanno inizio le danze. Aurora
giunge con le amiche e danza l’Adagio della rosa con i quattro prìncipi
che aspirano alla sua mano. Carabosse, travestita da vecchia, si
avvicina ad Aurora e fa sì che ella, senza accorgersene, si punga
con un ago nascosto nel mazzo di fiori che le offre. La maga, trionfante,
scompare. Aurora cade nel suo sonno profondo ed è trasportata tristemente
nelle sue stanze dai cortigiani. In breve, l’intera corte si addormenta.
Ritorna la Fata dei lillà, che magicamente fa avvolgere l’intero
castello da una fitta foresta.
Atto secondo
Cento anni dopo, giungono in una radura del bosco tre carrozze.
Ne escono i cortigiani del principe Désiré e iniziano i loro giochi
e le loro danze. Compare il principe, che si unisce ai loro passatempi
e organizza una “mosca cieca”.Chiede poi di restare solo. È malinconico
e inquieto, finché non gli si fa incontro la Fata dei lillà, che
gli racconta la storia di Aurora e ne suscita la visione in mezzo
a un gruppo di silfidi. Il principe se ne invaghisce ed è condotto
dalla Fata dei lillà verso il castello della Bella addormentata.
Qui sta Carabosse che svolge il suo filo di perfidia. Quando arriva
la Fata dei lillà,il filo si spezza e Carabosse è trascinata via
svenuta. Désiré avanza incredulo nella corte addormentata. Accostatosi
al letto di Aurora, contempla rapito la fanciulla e la bacia. Subito
Aurora si ridesta,e con lei l’intera corte. La principessa conduce
Florimondo dai genitori, che benedicono la giovane coppia.
Atto terzo
Nel salone da ballo si svolge la festa per le nozze di Aurora e
Désiré. Il re, la regina e i cortigiani danzano una sarabanda.Quindi
arrivano i doni e alcuni personaggi delle favole di Perrault: Diamanti,
Oro, Argento, Zaffiro, il Gatto con gli stivali e la Gatta Bianca,l’Uccello
Azzurro e Fiorina. Chiudono le danze i due sposi promessi, i quali
poi si avviano verso la cerimonia e la felicità.
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