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Camera acustica
Teatro Regio esaurito per
i complessi artistici del Teatro Regio di
Parma
diretti dal Maestro Bruno Bartoletti
nell’inaugurazione della restaurata
camera acustica decorata da G. Carmignani
In programma il Requiem in Do minore di
Cherubini
e l’Oedipus rex di Stravinskij, solisti Kaatsch,
Ganassi, Pertusi,
Prestia, Simoncini, voce recitante Lucilla Morlacchi.
L'intervento voluto dalla Fondazione Teatro Regio nell’ambito
di un ampio progetto teso al potenziamento e all’ammodernamento
delle proprie dotazioni tecniche e artistiche.
Teatro Regio,
domenica 3 aprile 2005, ore 20.30
Nell’ambito di un ampio progetto teso al potenziamento e all’ammodernamento
delle proprie dotazioni tecniche e artistiche, la Fondazione Teatro
Regio di Parma ha predisposto un piano di interventi che prevede
l’acquisto per l’Auditorium Paganini e il Teatro Regio di attrezzature,
strumenti informatici, arredi che permetteranno di ottimizzare le
risorse attualmente in dotazione e di potenziare le capacità produttive.
In tale quadro di potenziamento e recupero, ribadendo l’attenzione
per le proprie radici e l’importanza della tradizione, la Fondazione
Teatro Regio di Parma, con il contributo della Regione Emilia Romagna,
ha promosso un importante intervento di restauro della camera acustica
decorata da G. Carmignani, uno fra i rari esempi al mondo di camera
acustica storica decorata, sopravvissuta all’uso e al tempo. Tale
intervento, condotto nei tempi ristretti imposti dal fitto calendario
degli appuntamenti ospitati dal Teatro Regio, tra ottobre 2004
e marzo 2005, è stato condotto dallo studio di conservazione
e restauro Studioerre s.n.c. di Modena, sotto la guida del Prof.
Pietro Tranchina, che ha già diretto il cantiere di restauro del
Sipario del Teatro Regio, realizzato nel 1998-’99. L’équipe di restauro
è composta da Pietro Tranchina e Antonella Vono, con Lucio Rossati,
Teresa D'Angiolella e con la collaborazione di Surer Nur Hussen,
Claudia Bazzicalupo, Silvio Scaiola, Marica Dolio, Marco Poletto.
L'inaugurazione dell'avvenuto restauro, è avvenuta a pochi
giorni dalla Pasqua, in un concerto dall’intensissimo significato
spirituale, oltre che musicale, che ha segnato uno dei momenti più
alti di tutta la Stagione Concertistica 2004/2005 del Teatro Regio: in
programma l’esecuzione di due capisaldi della musica sacra dell’Ottocento,
il Requiem in Do minore di Luigi Cherubini, e di tutto il
Novecento, con l’opera-oratorio in due atti di Igor Stravinskij
Oedipus Rex, opera non sacra in senso proprio, ma pregnante
di un altissimo significato morale. Protagonisti Orchestra e Coro
del Teatro Regio di Parma (maestro del coro Martino Faggiani) diretti
dal Maestro Bruno Bartoletti, e per il capolavoro stravinskijano
una compagine di solisti degna di questa grande serata: Donald Kaatsch
(Edipo), Sonia Ganassi (Giocasta), Michele Pertusi (Creonte, Il
messaggero), Giacomo Prestia (Tiresia) e Samuele
Simoncini (Il pastore), voce recitante quella della
nota attrice Lucilla Morlacchi.
Giuseppe Carmignani
In base al pochissimo materiale documentario esistente,
difficile risulta la datazione precisa della camera acustica e le
decorazioni figurative che si rifanno a stilemi neoclassici pure
poco possono aiutare. Mistero anche intorno all’autore delle decorazioni,
G. Carmignani, esponente di un casato di origine romana stabilitosi
a Parma: qui Filippo aveva fondato nel 1754 la Tipografia Carmignani
e nel 1777 era stato ascritto per decreto ducale tra la nobiltà
parmense. Come si evince dalla voce del Dizionario della
musica e dei musicisti dei territori del Ducato di Parma e Piacenza
dalle origini al 1950 di Gaspare Nello Vetro, i Carmignani
erano artisti da almeno tre generazioni: Giulio (1813-1890) era
stato, oltre che tipografo, un apprezzato pittore e letterato; Guido
(1838-1909), che aveva sposato Paolina Magnani, figlia del famoso
scenografo, era stato docente di paesaggistica all'Accademia di
Parma prima, a Brera a Milano poi; Giuseppe (1871-1943) era scenografo.
È probabilmente a quest’ultimo che si deve far risalire la decorazione
della camera. Studiò all'Accademia di Belle Arti, con Gerolamo Magnani,
poi con Giuseppe Giacopelli. Dopo aver lavorato al Teatro Regio
di Parma, nel 1893 fu assunto dal Teatro alla Scala, dove collaborò
per tre stagioni con Giovanni Zuccarelli, Vittorio Rota, Carlo Songa,
Angelo Parravicini e Mario Sala. Rinunciò alla conferma per recarsi
a Buenos Aires: lavorò al Teatro Olimpo, nel maggio 1898 fu nominato
docente di prospettiva all'Accademia Nazionale di Belle Arti e l'anno
dopo di ornato all'Università di Buenos Aires. Era nel contempo
lo scenografo ufficiale e fornì le scene a tutti i teatri di stato.
Dipinse anche il sipario del Teatro Coliseo e quello per il Teatro
de la Opera di Rosario di Santa Fé. Nel 1911 ritornò a Parma e nel
1912 fu nominato professore di ornato nell'Istituto di Belle Arti,
per diventare anche direttore e insegnante della sezione di scenografia
che aveva sede nel sottotetto del Teatro Regio. Tra le tante, furono
ammirate le scene per Un ballo in maschera e Aida,
dipinte per la stagione verdiana del 1913. Per la Scala, nel 1911
dipinse la prima e l'ultima scena di Isabeau e quelle dei
veglioni artistici del 1912, 1913, 1921, 1925, 1926.
La Camera acustica di G. Carmignani
La camera acustica splendidamente decorata da G. Carmignani
si compone di pannelli di forme e dimensioni diverse dei quali circa
la metà sono attualmente oggetto di restauro, per una superficie
complessiva di circa 320 m2.
I pannelli sono composti da teli in canapa in media di 1,2 m di
larghezza per 7,5 m di altezza, cuciti assieme. La decorazione,
che ripropone elementi a intaglio e in stucco della decorazione
dei palchi della sala, è realizzata con la tecnica della pittura
a tempera con pigmenti in polvere legati da una piccola quantità
di colla animale. La stesura pittorica è effettuata direttamente
sulla tela, senza alcuno strato preparatorio (tradizionalmente eseguito
a gesso e colla animale). La mancanza, voluta, di questo strato
è in ragione della leggerezza richiesta ai pannelli e ha contribuito
in parte al degrado e al cattivo stato di conservazione. I teli
sono montati su telai lignei mediante chiodature metalliche: gli
elementi lignei che compongono i telai sono rinforzati nelle zone
di incastro con elementi in ferro.
Lo stato di conservazione
Dal punto di vista conservativo, salvo alcune eccezioni,
gli elementi lignei che compongono le strutture portanti sono in
buono stato: gli interventi di risanamento si sono dunque limitati
alla sostituzione di parti deformate e al risanamento o al rinforzo
di incastri e giunzioni non più funzionali.
Quanto invece alle superfici dipinte, si è riscontrato un elevato
grado di deterioramento dovuto alla normale attività di montaggio
e smontaggio: abrasioni, lacerazioni, strappi del supporto in tela,
ma soprattutto a numerose infiltrazioni d'acqua che hanno causato
caratteristiche macchie, con solubilizzazione del legante e conseguente
perdita di adesione dello strato pittorico. Nel corso degli anni
molte delle lacerazioni presenti sono state rinforzate applicando
sul retro dei dipinti toppe in tela incollate con adesivi vinilici
o con mastici. L'assorbimento da parte degli strati pittorici degli
adesivi ha causato l’irreversibile iscurimento della corrispondente
porzione di colore.
L’intervento di restauro
In fase di progettazione dell’intervento è stato realizzato
un attento rilievo di tutti gli elementi che compongono la camera
acustica, acquisendo documentazione fotografica con camera digitale.
Sono state quindi eseguite anzitutto le operazioni di carattere
conservativo: smontaggio delle tele e dei telai, risanamento dei
telai con sostituzione degli elementi degradati, disinfestazione
e consolidamento degli stessi. Il risanamento delle tele di supporto
è consistito nella cucitura dei teli non più aderenti, nella ricomposizione
delle lacerazioni e innesto delle parti mancanti utilizzando garze
di supporto applicate con adesivi termoplastici e quindi reversibili.
Sempre con adesivi termoplastici sono state applicate fasce perimetrali
in tela ignifugata allo scopo di consentire il corretto tensionamento
delle tele.
La pulitura delle tele decorate è stata condotta con polveri di
gomme speciali per restauro, Wishab, sfregando leggermente la superficie
dipinta. Questa tecnica è stata motivata dall’impossibilità di utilizzare
i normali sitemi di pulitura con solventi per la natura stessa
dei pannelli. La pulitura con gomma Wishab è stata realizzata seguendo
i contorni delle varie campiture cromatiche (per evitare i cosiddetti
fenomeni di spolvero, ovvero il mescolamento di pigmenti pittorici
diversi).
Si è proceduto quindi alla ricostruzione delle parti pittoriche
danneggiate o mancanti, utilizzando colori vinilici apposti per
velatura (con un leggero strato, un velo, di colore).
la Camera acustica
(le seguenti immagini sono protette da diritto d'autore)
Informazioni
Legali
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Camera acustica
Visione d’insieme
foto Roberto Ricci
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Camera acustica
particolare
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Camera acustica
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il restauro
della Camera acustica
(le seguenti immagini
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Informazioni
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