Trama dell’opera
Atto I
La Taverna di mastro Luther
In una caratteristica taverna tedesca, di notte. Gli spiriti
del vino escono dalle botti e danzano: dalla gran botte esce
la Musa. Arrivano gli amici di Hoffmann; con una frotta di
studenti che inneggia a Bacco. Infine giunge Hoffmann. Tutti
lo festeggiano ed egli li intrattiene con liete canzoni; poi
parla delle sue tre belle, della gentile triade femminile
che presiede al suo destino – Olympia, Giulietta ed Antonia–
di cui si propone di raccontare la storia. Tutti si raccolgono
attorno a lui per ascoltarlo.
Atto II
Olympia
Siamo nel gabinetto
del gran fisico Spalanzani. Hoffmann è entrato come allievo
del Professore Spalanzani perchè è innamorato della figlia
di lui, Olympia: l’amico Nicklausse lo esorta a stare in guardia.
Uno strano tipo, Coppélius, che fabbrica cannocchiali ed occhi
artificiali, ha degli affari segreti con Spalanzani. Questi
dà una festa e presenta sua figlia agli invitati: Olympia
canta e balla divinamente: Hoffmann se ne infiamma sempre
di più e fa una dichiarazione d’amore alla ragazza. Ma la
delusione non potrebbe essere più crudele: poco dopo, quando
Olympia si è ritirata, si sente uno strepito di molle che
si rompono. Olympia non era che una bambola meccanica, un
automa meraviglioso, che Coppélius genio malefico, cui Spalanzani
doveva dei denari, ha infranto per dispetto. Hoffmann si abbatte
su una poltrona, avvilito per l’orribile inganno sofferto.
Atto III
A Venezia
A Venezia, in
una fastosa galleria di un palazzo sul Canal Grande. Giulietta
e i suoi ospiti stanno seduti dinanzi ad una mensa sontuosamente
imbandita. Fra gli invitati è anche Hoffmann che canta il
suo amore per Giulietta. Il misterioso Dapertutto, personaggio
satanico, ha legato Giulietta ai suoi servigi: per suo influsso,
Giulietta ha già sedotto Schlemil e gli ha rapito l’ombra
della propria persona: ora dovrà analogamente comportarsi
con Hoffmann, consegnandolo in potere di Dapertutto. Hoffmann
si batte per gelosia con Schlemil, lo uccide: gli rapisce
la chiave che introduce nella stanza di Giulietta. Ma quando
riesce ad entrare egli non trova più nessuno: Giulietta, che
è fuggita in gondola, mentre se ne va, lo schernisce e lo
lascia in preda al satanico Dapertutto.
Atto IV
Primo quadro - Antonia
A Venezia, in
casa del musicista e collezionista Crespel: la stanza è arredata
bizzarramente con un clavicembalo e numerosi violini appesi
alle pareti. Antonia canta, ma suo padre, Crespel, accorre
e la scongiura di cessare: sua madre, artista famosa, le
aveva lasciato un’eredità fatale: un’inesorabile malattia
la condannerà a morte se essa non si asterrà dal cantare.
Hoffmann e Antonia si amano. La ragazza canta per
il suo innamorato, pur dimostrando timore per il divieto fattole
dal padre. Antonia è curata da una specie di mago, il dottor
Miracle. Ma è proprio costui che, con arte satanica, rievocandole
l’immagine della madre, la induce a cantare, fino all’esaurimento:
egli stesso l’accompagna col violino, finchè la ragazza cade
morente. Miracle si sprofonda sotterra sghignazzandolo. Crespel
e Hoffmann accolgono l’ultimo sospiro e le ultime parole della
disgraziata Antonia.
Secondo quadro - La Taverna del Primo Atto
Nella taverna del primo atto. Tutti
sono ancora intorno ad Hoffmann che ha finito di raccontare
la storia dei suoi tre dolci e sfortunati amori: per dimenticare,
Hoffmann beve, poi cade a terra vicino ad una tavola. Dalla
gran botte esce ancora la Musa, l’amica fedele che lo consola
e lo protegge affettuosamente. Elvio Giudici
(torna
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