Homepalchi Teatro RegioStagione d'opera del Teatro Regio di Parma
 
 
 


Trama dell’opera

Atto I

Il Coro maschile (tenore) e il Coro femminile (soprano) lamentano la corruzione in cui è caduta Roma sotto il dominio etrusco di Tarquinio il Superbo.

Scena I - Accampamento fuori Roma

In una tenda il principe Tarquinio, figlio di Tarquinio il Superbo, e Giunio e Collatino, generali romani, discutono, già ebbri di vino, di una visita a sorpresa effettuata da alcuni nobili per controllare la fedeltà delle proprie mogli: solo Lucrezia, moglie di Collatino, si è dimostrata virtuosa. Tarquinio, forte del suo essere celibe, schernisce Giunio, la cui moglie è stata scoperta in compagnia di uno schiavo. Accecato dalla gelosia, Giunio sfida Tarquinio a mettere alla prova egli stesso la virtù di Lucrezia: eccitato dalla sfida, l’arrogante principe parte a cavallo alla volta di Roma.

Interludio

Il Coro maschile descrive l’affannosa cavalcata di Tarquinio verso la casa di Lucrezia.

Scena II - Una sala in casa di Lucrezia, in piena notte

Lucrezia sta filando con Bianca, sua vecchia nutrice, e con l’ancella Lucia e dichiara il suo amore per il marito Collatino ed il suo dolore per la lunga separazione. Mentre si apprestano ad andare a dormire, si ode bussare alla porta: è Tarquinio che, fra lo stupore delle donne, chiede ospitalità per la notte. Viene accolto con il rispetto dovuto al suo grado.

Atto II

Il Coro maschile e femminile esprimono il crescente desiderio di rivolta dei Romani contro la tirannia etrusca.

Scena I - La camera da letto di Lucrezia

Lucrezia dorme serena, mentre Tarquinio si introduce furtivamente nella stanza. Invano la donna cerca di resistere: minacciata con la spada, è costretta a subire la violenza di Tarquinio.

Interludio

I Cori ricordano il dolore di Cristo quando la virtù è assalita dal peccato e invocano la Vergine Maria.

Scena II - Una stanza della casa di Lucrezia, all’alba

Lucrezia invia Lucia a chiamare il marito. Quando Collatino giunge, accompagnato da Giunio, gli narra la violenza subita e confessa di non poter sopportare la vergogna: si colpisce così con un pugnale e muore per lavare l’onta col proprio sangue, nonostante Collatino le professi la sua immutata fiducia ed il suo amore. Giunio si rivolge allora al popolo romano e, rivelando l’offesa fatta a Lucrezia, lo incita alla rivolta.

Epilogo

I Cori concludono l’opera rievocando la passione di Cristo e la speranza di perdono che egli ha donato al mondo.

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