Homepalchi Teatro RegioStagione d'opera del Teatro Regio di Parma
 
 
 


Trama dell’opera

Prologo
Accompagnato dal pianoforte, un narratore rievoca l’antefatto della vicenda. Un manoscritto vergato da mano femminile con inchiostro sbiadito racconta che a Londra un uomo d’affari, tutore e zio di due bambini rimasti orfani, chiede a una giovane istitutrice di occuparsi dei ragazzi, Miles e Flora. La donna esita perché, pur ricevendo la massima libertà su tutto, le viene fatto assoluto divieto di rivolgersi a lui per qualsiasi motivo. Poi però supera ogni perplessità, persuasa dal fascino e dalle insistenze dell’uomo, e accetta l’incarico.

Atto primo
In viaggio per Bly, dove abitano i due ragazzi, l’istitutrice è preoccupata per la situazione che va ad affrontare: non poter mai consultarsi con il tutore è per lei fonte d’angoscia. Giunta alla villa, è accolta dalla governante Mrs. Grose e dai bambini, eccitatissimi per il suo arrivo. Miles e Flora subito se la contendono e la conducono a visitare la casa e il parco. L’indomani viene recapitata all’istitutrice una lettera che annuncia l’espulsione di Miles dalla scuola. Il provvedimento lascia sgomenta la donna, perché il fanciullo appare buono e disciplinato, incapace di malvagità.
Qualche giorno dopo, passeggiando in giardino, la giovane scorge all’improvviso uno sconosciuto sulla torre del parco. L’uomo, dapprima scambiato per il tutore, la fissa e sparisce, per ricomparire poi dietro una finestra della villa. Spaventata, l’istitutrice descrive alla governante una figura alta e di bell’aspetto, dal volto pallido, i capelli ricci e gli occhi penetranti. Mrs. Grose riconosce in quei tratti Peter Quint, l’ex cameriere del tutore, che esercitava una diabolica influenza sui ragazzi e su Miss Jessel, la precedente istitutrice. Quint e Miss Jessel sono morti, quindi si tratta certamente di un fantasma.
Durante una lezione di latino,Miles ripete le regole in rima, seguito dall’istitutrice che cerca di scorgere le influenze di Quint su di lui. Una mattina, mentre sulla riva del lago la donna insegna qualche nozione di geografia alla piccola Flora, appare sulla sponda opposta il fantasma di Miss Jessel, visto anche dalla bambina. Per l’istitutrice questo è il segno che entrambi i fanciulli sono perduti.
Una notte Miles e Flora sono attratti in giardino dai fantasmi di Quint e Miss Jessel, che fanno loro allettanti promesse. L’istitutrice interrompe l’incontro e obbliga i bambini a tornare a letto.

Atto secondo
I due fantasmi fanno intendere che tra loro ci fu una relazione e si accordano per impadronirsi dei due bambini. Una domenica mattina, prima di entrare in chiesa, Miles fa inquietanti domande all’istitutrice su Quint e Miss Jessel. La donna è ormai convinta di abbandonare quella casa, ma, dopo aver parlato nello studio col fantasma di Miss Jessel, decide di violare l’accordo e di scrivere al tutore per informarlo di quanto accade e chiedergli aiuto. Rivela quindi a Miles di aver scritto la lettera e lo invita a confidarle tutto. Il ragazzo sta per confessare la diabolica influenza che lo tiene soggiogato, quando la voce di Quint gli intima di tacere e lo induce a impadronirsi della missiva.
Il giorno dopo, mentre Miles suona il pianoforte di fronte a Mrs. Grose e all’istitutrice, Flora esce dalla stanza e va incontro a Miss Jessel. In preda alla disperazione, le due donne la rincorrono sino al lago, e qui solo l’istitutrice vede che la bambina è col fantasma. Flora nega ogni cosa e si ribella, la governante prende le sue difese, ma la mattina dopo racconta che la piccola ha passato una notte di incubi orribili e ammette che quanto si teme possa essere vero. La lettera non è mai stata spedita, Miles deve averla fatta sparire. Mrs. Grose parte dunque con la bambina per riaccompagnarla dal tutore.
Rimasta sola con Miles, l’istitutrice cerca di farlo parlare. Si sente la voce di Quint: il ragazzo ammette di aver trafugato la lettera e di essere perseguitato dal fantasma. Poi si accascia fra le braccia della donna, ucciso dallo sforzo e dall’emozione.

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