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Trama
dell’opera
Atto primo
È sera. Sul piazzale antistante una locanda ad Amiens
un gruppo di studenti, animato da Edmondo, si produce in lazzi e
corteggiamenti, festeggiando la giovinezza («Ave sera gentile»).
Fra essi Des Grieux irride all’amore intonando un’ironica canzonetta
(«Tra voi belle»), ma quando si ferma la diligenza per il cambio
dei cavalli e ne discende Manon, il giovane se ne innamora perdutamente.
La ragazza è accompagnata dal fratello Lescaut che la deve scortare
sino al convento, ma la bellezza della fanciulla ha eccitato il
vecchio Geronte de Ravoir, che viaggia con loro.
Des Grieux avvicina subito Manon («Cortese damigella, il priego
mio accettate»). Rimasto solo, Des Grieux palesa tutto il suo turbamento
(«Donna non vidi mai»). Geronte progetta di rapire la fanciulla
e fa approntare una carrozza dall’oste, ma Edmondo, che ha ascoltato
il colloquio, svela il piano a Des Grieux, promettendo di aiutarlo.
Manon ritorna dal giovane studente («Vedete? Io son fedele alla
parola mia»), e Des Grieux, dopo averle rivelato i progetti di Geronte,
le propone di scappare con lui. Mentre Lescaut si trattiene al tavolo
da gioco, Edmondo ha fatto preparare la carrozza su cui i due giovani
salgono, diretti a Parigi.
Gli studenti osservano la scena, canzonando Geronte che vorrebbe
inseguire i fuggitivi («Venticelli ricciutelli»), ma Lescaut lo
tranquillizza: sa che Manon ama il lusso e presto si stancherà dello
studente.
Atto secondo
Nel palazzo di Geronte. Manon si sta preparando:
stanca della miseria, è divenuta l’amante del vecchio. Lescaut,
passato a salutarla, si accorge della sua infelicità: ella rimpiange
l’amore sensuale del primo amante («In quelle trine morbide»), che
ora sta tentando la fortuna al tavolo da gioco.
Entrano alcuni musicisti («Sulla vetta tu del monte / erri, o Clori»),
e Lescaut si allontana in cerca di Des Grieux. Il salone si riempie
di cortigiani, guidati da Geronte, che assistono alla lezione di
ballo impartita a Manon. Dopo aver danzato il minuetto con Geronte,
e aver intonato una canzone pastorale («L’ora o Tirsi è vaga e bella»),
Manon congeda gli invitati e li prega di attenderla. Compare Des
Grieux e divampa fra i due l’antica passione («Tu, amore?
Tu? Sei tu»), tanto che il giovane dimentica il tradimento di Manon.
Ma Geronte rientra all’improvviso e li sorprende. Manon lo deride,
e quando il vecchio esce a chiamare le guardie, si riempie le tasche
di gioielli sconvolgendo Des Grieux («Ah, Manon, mi tradisce / il
tuo folle pensiero»). Lescaut torna per avvertirli del pericolo,
ma tardi. Geronte rientra con la polizia e fa arrestare la ragazza.
Atto terzo
Al porto di Le Havre. Manon sta per essere imbarcata
come prostituta su un bastimento in partenza per l’America. Lescaut
svela a Des Grieux, che ha seguito la fanciulla sin lì, di aver
corrotto una guardia per liberare la sorella. Ma il piano è scoperto.
La folla accorre e riempie la piazza («Udiste, che avvenne?»), indi
un sergente inizia l’appello. La folla schernisce le prostitute,
ma alla vista di Manon, stretta al suo uomo, viene colta da un senso
di pietà. Quando le deportate debbono salire, Des Grieux sguaina
la spada per difendere Manon, ma alla vista del capitano depone
l’arma e implora di potersi imbarcare insieme a lei («No!… pazzo
son!… Guardate»). Il comandante acconsente.
Atto quarto
Un deserto presso Nuova Orléans. Manon e Des Grieux si
trascinano al limite delle loro forze. Per lei Des Grieux ha affrontato
un duello e a causa di ciò i due giovani si sono dovuti dare alla
fuga. Rimasta sola Manon si rivela conscia del proprio destino di
morte («Sola… perduta… abbandonata»), ma non vuole accettarlo. Quando
Des Grieux torna, Manon muore fra le braccia del giovane, disperato.
(inizio pagina)
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