Homepalchi Teatro RegioStagione d'opera del Teatro Regio di Parma
 
 


CALENDARIO

ATTIVITÀ
Stagione Lirica
Stagione Concertistica
Festival Verdi
Imparolopera
ContrAppunti
ParmaDanza
E'grandEstatE
Eventi

LA FONDAZIONE
Organizzazione
Complessi artistici
Allestimenti
Archivio Storico
Contatti

LUOGHI
Teatro Regio
Auditorium Paganini
I laboratori di scenotecnica

SERVIZI
Biglietteria
Meeting e Congressi
Shop on line
Link

AREA STAMPA

MAPPA DEL SITO

 

 
 


Trama dell’opera

Atto primo
A Pechino, in un imprecisato «tempo delle favole». Dall’alto delle mura, il Mandarino si appresta ad annunciare la «legge di Turandot» alla folla: la principessa andrà sposa a chi, di sangue regale, scioglierà i tre enigmi da lei proposti; ma il boia Pu-Tin-Pao è pronto a decapitare quelli che falliscono, come lo sfortunato principe di Persia, che salirà al patibolo al sorgere della luna. La folla eccitata travolge il vecchio Timur, re tartaro spodestato, e la piccola Liù, che invoca per lui soccorso. È qui che il principe Calaf ritrova il padre, ne ascolta la storia e quella di Liù, la fanciulla che ha condiviso le sofferenze di Timur soltanto perché Calaf un giorno le aveva sorriso. Si avanzano i servi del boia, quando Turandot appare sul loggiato ricusa le richieste di grazia della folla. Il principe Calaf, rapito dall’inattesa visione di bellezza, avanza verso il gong, pronto ad affrontare gli enigmi. Timur,  Liù e i tre ministri Ping, Pang e Pong tentano di dissuaderlo, ma il principe è risoluto e si affretta a dare i tre colpi di gong per essere ammesso alla prova.

Atto secondo
Quadro primo
I tre ministri Ping, Pang e Pong si ritrovano a ripassare sia il protocollo nuziale sia quello funebre, per esser pronti ad allestire l’uno o l’altro a seconda dell’esito della nuova sfida lanciata a Turandot dal principe ignoto. I tre si abbandonano poi al ricordo dei tempi felici, prima della nascita della principessa.

Quadro secondo
Sul piazzale della reggia tutto è pronto per la prova degli enigmi, a cui assiste anche il vecchio imperatore Altoum. La principessa si avanza e prima di dare inizio al rito spiega le antichissime ragioni che la spingono a tanta ferocia. Vinta dal principe, che risponde a tutti e tre gli enigmi, Turandot implora invano il padre Altoum di salvarla dalle braccia dello straniero. Ma è lo stesso Calaf a rinunciare alla vittoria e a proporre a sua volta una prova a Turandot: qualora ella avesse saputo svelarne il nome prima dell’alba, egli avrebbe accettato di morire.

Atto terzo
Quadro primo
Nel giardino della reggia, per volontà di Turandot tutti vegliano e cercano di conoscere il nome del principe ignoto. Anche Calaf veglia, in attesa della vittoria definitiva dell’alba.
Per carpire il nome del principe ignoto i tre ministri gli offrono ogni bene, ma il principe rifiuta qualsiasi proposta. Emissari imperiali introducono allora Timur e Liù, sospettati di essere a conoscenza del nome segreto. Liù non è disposta a tradire Calaf, affrontando con determinazione i tormenti, fino al suicidio pur di non svelare il nome del principe ignoto. Il compianto di Timur e di Calaf sul corpo di Liù morta avvia il corteo funebre. All’uscita della folla, Turandot e il principe ignoto rimangono soli, l’uno di fronte all’altra. Calaf con l’impeto della passione riesce a baciare la principessa che, come trasfigurata, perde qualsiasi volontà di reagire.

Quadro secondo
Al cospetto dell’imperatore, circondato da tutta la corte, si presenta Turandot, con il principe. La principessa annuncia di conoscere finalmente il nome dello straniero: «Amore».

(inizio pagina)


 
Particolare Palco Teatro Regio
   
 
 
Cast