| |
Ridotto del Teatro Regio di Parma
Auditorium Niccolò Paganini
Casino di lettura di Parma
Teatro Verdi di Busseto
Castello di Torrechiara
Teatro Magnani di Fidenza
Verdi tra noi
le opere di Verdi raccontate in musica, parole, immagini
ingresso libero
Tutte le opere di Giuseppe Verdi raccontate giorno per giorno in
musica, parole e immagini: un piccolo concerto di musiche verdiane,
con trascrizioni e riduzioni per le più diverse formazioni
musicali, un incontro con un artista, un intellettuale, un appassionato,
letture dei capolavori che hanno ispirato i
libretti delle opere, ricordate in modo emozionante e sempre diverso.
Appuntamenti realizzati con i Solisti del Teatro Regio di Parma,
il Conservatorio di Musica “A. Boito” di Parma, i Circoli
e le Associazioni musicali, nelle sale del Ridotto del Teatro Regio,
nel moderno spazio dell’Auditorium Paganini, nella Sala degli
Stemmi del Castello di Torrechiara, tra i preziosi stucchi del Teatro
Magnani di Fidenza, nello scrigno sonoro del Teatro di Busseto e
nel Salone della Società di Lettura e Conversazione di Parma,
che celebra i centocinquant’anni della sua prestigiosa storia.
Gli incontri saranno condotti da Mauro Biondini, Vincenzo Raffaele
Segreto, Alessandro Taverna, Stefano Valanzuolo e con la partecipazione
straordinaria, tra gli altri, di Lorenzo Arruga, Gabriele Lavia,
Antonio Scurati e i pupi della famiglia Cuticchio.
mercoledì 1 ottobre
OBERTO, CONTE DI SAN BONIFACIO
Dramma in due atti su libretto di Temistocle Solera.
Prima rappresentazione Milano Teatro alla Scala, 17 novembre
1839.
Dolorosa storia di Leonora, figlia di Oberto, sedotta dal giovane
Riccardo ch'ella ama, ma che ora vuole sposare Cuniza, sorella di
Ezzelino da Romano.
Cuniza rinuncerebbe, Leonora perdonerebbe, ma per la solita questione
d'onore Oberto sfida Riccardo a duello, e ne viene ammazzato. A
Leonora non resta che il convento.
Con quest'opera incominciava a intrecciarsi il rapporto fra Verdi
e la storia. Come simbolo, rito e curiosità, inauguriamo i nostri
incontri con la visione di momenti tratti dalla registrazione in
alta definizione dell’opera e realizzata nel corso del Festival
Verdi 2007.
“…Si tratta di un’opera nuova, scritta da un Maestro nuovo,
da esporre nientemeno che nel primo teatro del mondo; ci voglio
pensare ancora molto”
Ridotto del Teatro Regio di Parma, ore 17.00
Verdi ancora tra noi
Conversazione con LORENZO ARRUGA e MAURO MELI
giovedì 2 ottobre
UN GIORNO DI REGNO
Melodramma giocoso in due atti su libretto di Felice Romani. tratto
da Le faux Stanislas di A.V. Pineau-Duval.
Prima rappresentazione: Milano, Teatro alla Scala, 5 settembre 1840
Il Re di Polonia vuole star nascosto dai suoi nemici, e fa travestire
il bel Conte Belfiore, che fingerà d'essere lui. Dei nemici non
sappiamo più niente, ma seguiamo le avventurose vicende amorose
di corte: chi crede, chi sospetta, chi s'inquieta, chi aspetta e
teme per il vero Re, tutti spinti verso spregiudicato lieto fine.
Ascoltato con allegria, come una rapsodia d'arie e di concertati
irruenti, i personaggi leggeri come nel cabaret e la musica vigorosa
e sbrigativa ci portano la domanda: ma Verdi tentava con la sua
arte di agganciare la tradizione d'un'opera buffa ormai lontana
o con il suo caratteraccio voleva liquidarla?
“Lessi e rilessi, nessuno dei libretti mi piaceva, ma viste
le premure che mi facevano, prescelsi quello che mi parve meno male,
e fu Il finto Stanislao, battezzato poi Un giorno di regno”.
Ridotto del Teatro Regio di Parma, ore 17.00
LORENZO ARRUGA racconta l’opera
Musiche da UN GIORNO DI REGNO
Soprano: Oh Hee Jin
Mezzosoprano: Sara Rossi
Tenore: Fidel Gamboa
Baritono: Miyamoto Fumitoshi
Pianoforte: Lorenzo Arruga
venerdì 3 ottobre
NABUCCO
Dramma lirico in quattro parti su libretto di Temistocle Solera
Prima rappresentazione: Milano, Teatro alla Scala, 9 marzo
1842
Nabucodonosor, Re di Babilonia, vittorioso sugli Ebrei, prepotente
e crudele, dice di essere Dio, riceve un fulmine sulla testa, impazzisce,
si ravvede, una sua figlia si converte per amore, un'altra vorrebbe
regnare grazie a un documento falso ma si pente si uccide. Gli Ebrei
sospirano e pregano e alla fine hanno ragione.
“…ritorno al teatro e restituisco il manoscritto a Merelli.
- Bello, eh?... mi dice lui.
- Bellissimo.
- Eh!... Dunque mettilo in musica!...
- Neanche per sogno… non ne voglio sapere.
- Mettilo in musica, mettilo in musica!”
Ridotto del Teatro Regio di Parma, ore 17.00
Introduzione di VINCENZO RAFFAELE SEGRETO
Musiche da NABUCCO
Soprano Maria Simona Cianchi
Baritono Devid Cecconi
Basso Valdis Jansons
Pianoforte Matteo Pais
CORO DEL TEATRO REGIO DI PARMA
diretto dal M° M. FAGGIANI
sabato 4 ottobre
I LOMBARDI ALLA PRIMA CROCIATA
Dramma lirico in quattro atti su libretto di Tenistocle Solera,
tratto dall’omonimo poema di Tommaso Grossi.
Prima: Milano, Teatro alla Scala, 11 febbraio 1843.
Da Sant'Ambrogio alle tende davanti a Gerusalemme. Amori, odii,
rimorsi, conversioni, miracoli: ne accadono tante, ai poveri Lombardi.
Uno che ha ammazzato il padre al posto del fratello muore venerato
eremita. Fra le ardenti sabbie tutti sognano l'aria fresca e i ruscelli
di casa: "O Signore, dal tetto natio..."
Picaresca, scatenata vicenda, dai molti linguaggi a forza mescolati,
ci dà il piacere di sentire le fantasie dirompenti del giovane Verdi
scatenato.
“Mi accusano di amare molto il fracasso e di trattar male il
canto: non ci badi; metta pure della passione, e vedrà che scriverò
passabilmente.”
Casino di lettura di Parma, ore 17.00
Musiche da I Lombardi alla prima crociata
SOLISTI DEL TEATRO REGIO DI PARMA
e ARGANTE STUDIO
Violini: Michelangelo Mazza
Luigi Mazza
Viola: Alfredo Zamarra
Violoncello: Massimo Tannoia
Contrabbasso: Ferruccio Francia
Flauto: Emiliano Bernagozzi
Clarinetti: Sergio Pellegrini
Corrado Giuffredi
Fagotto: Massimiliano Denti
Corno: Danilo Marchello
Parole di PAOLO BRIGANTI e MAURIZIO SCHIARETTI
impaginate musicalmente da VINCENZO RAFFAELE SEGRETO.
Attori: Paolo Briganti, Antonio Buccarello, Gian Paolo
Canuti, Mirella Cenni, Raffaele Rinaldi.
Regia delle “parole”: Paolo Briganti
sabato 4 ottobre
NABUCCO
Dramma lirico in quattro parti su libretto di Temistocle Solera
Prima rappresentazione: Milano, Teatro alla Scala, 9 marzo
1842
Nabucodonosor, Re di Babilonia, vittorioso sugli Ebrei, prepotente
e crudele, dice di essere Dio, riceve un fulmine sulla testa, impazzisce,
si ravvede, una sua figlia si converte per amore, un'altra vorrebbe
regnare grazie a un documento falso ma si pente si uccide. Gli Ebrei
sospirano e pregano e alla fine hanno ragione.
“…ritorno al teatro e restituisco il manoscritto a Merelli.
- Bello, eh?... mi dice lui.
- Bellissimo.
- Eh!... Dunque mettilo in musica!...
- Neanche per sogno… non ne voglio sapere.
- Mettilo in musica, mettilo in musica!”
Teatro Verdi di Busseto, ore 17.00
Introduzione di MAURO BIONDINI
Musiche da NABUCCO
Soprano Maria Simona Cianchi
Baritono Devid Cecconi
Basso Maurizio Pantò
Pianoforte Matteo Pais
CORO DEL TEATRO REGIO DI PARMA
diretto dal M° M.FAGGIANI
domenica 5 ottobre
ERNANI
Dramma lirico in quattro atti su libretto di Francesco Maria Piave,
tratto dal dramma Hernani di Victor Hugo
Prima rappresentazione: Venezia, Teatro La Fenice, 9 marzo
1844.
Amano Elvira in tre. Il vecchio Silva la tien chiusa nel suo castello,
il Re di Spagna gliela porta via, ma, eletto Imperatore, la lascia
al terzo uomo, Ernani, il rivoltoso bandito dalla corte. E'lui
che Elvira ama: ahi per onore egli rispetta una promessa fatta
a Silva che l'aveva salvato, e al suo fatale suono di corno si uccide.
Tragedia dell'onore, esaltazione dei grandi uomini tutti d'un
pezzo: basta citarne i temi al pianoforte, raccontandola, e balza
il senso della grandezza. Ma la donna, concupita, adorata, contesa,
che rimane sola per una faccenda d'onore tra uomini?
“Sono alloggiato passabilmente e sto in casa molto, cioè sto
in letto. Scrivo questo mio povero Ernani e non sono malcontento.
Ad onta della mia apparente indifferenza, se facessi fiasco mi schiaccio
le cervella: non potrei sopportare l’idea, tanto più che questi
veneziani si aspettano non so che cosa…”
Auditorium Niccolò Paganini, ore 11.00
Banda Musicale della Polizia di Stato
Direttore: Maurizio Billi
I LOMBARDI ALLA PRIMA CROCIATA
Tra carte, carteggi e note musicali
Dramma lirico in quattro atti su libretto di Tenistocle Solera,
tratto dall’omonimo poema di Tommaso Grossi.
Prima: Milano, Teatro alla Scala, 11 febbraio 1843.
Da Sant'Ambrogio alle tende davanti a Gerusalemme. Amori, odii,
rimorsi, conversioni, miracoli: ne accadono tante, ai poveri Lombardi.
Uno che ha ammazzato il padre al posto del fratello muore venerato
eremita. Fra le ardenti sabbie tutti sognano l'aria fresca e i ruscelli
di casa: "O Signore, dal tetto natio..."
Picaresca, scatenata vicenda, dai molti linguaggi a forza mescolati,
ci dà il piacere di sentire le fantasie dirompenti del giovane Verdi
scatenato.
“Mi accusano di amare molto il fracasso e di trattar male il
canto: non ci badi; metta pure della passione, e vedrà che scriverò
passabilmente.”
Castello di Torrechiara, ore 11.30
Musiche da I Lombardi alla prima Crociata
SOLISTI DEL TEATRO REGIO DI PARMA E ARGANTE STUDIO
Violini: Michelangelo Mazza,
Luigi Mazza
Viola: Alfredo Zamarra
Violoncello: Massimo Tannoia
Contrabbasso: Ferruccio Francia
Flauto: Emiliano Bernagozzi
Clarinetti: Sergio Pellegrini
Corrado Giuffredi
Fagotto: Massimiliano Denti
Corno: Danilo Marchello
Attori: Paolo Briganti, Antonio Buccarello, Gian Paolo
Canuti, Mirella Cenni, Raffaele Rinaldi.
Regia delle “parole”: Paolo Briganti
Parole di PAOLO BRIGANTI e MAURIZIO SCHIARETTI impaginate musicalmente
da VINCENZO RAFFAELE SEGRETO.
lunedì 6 ottobre
I DUE FOSCARI
Tragedia lirica in tre atti, libretto di Francesco Maria Piave
tratto dalla tragedia The two Foscari di George Byron.
Prima rappresentazione: Roma, Teatro Argentina, 3 novembre
1844.
Crepuscolo nerissimo per la gloriosa famiglia Foscari. Francesco,
il vecchio Doge, deve scacciare da Venezia il figlio Jacopo, esiliato
ingiustamente, ora tornato di nascosto per vedere la moglie e il
figlioletto: e prima muore Jacopo per avvilimento; e poi Francesco
sostituito al trono da un nemico, per lo sdegno.
Ecco, comincia con quest'opera la solitudine dei regnanti, tema
caro a Verdi, che guarda con fermezza le realtà della storia. Primeggia
però il sentimento del dolore, nella malinconia d'una fosca laguna.
“Caro Piave,
ricevo in questo istante i due Foscari. Bel dramma, bellissimo,
arcibellissimo!... La prima scena va benissimo, e la poesia del
primo coro è superba e domani sarà musicata. Ti raccomando i recitativi
brevi. Addio addio rispondimi prestissimo”.
Ridotto del Teatro Regio di Parma, ore 17.00
Introduzione di Stefano Valanzuolo
Musiche da I DUE FOSCARI
SOLISTI DEL TEATRO REGIO DI PARMA
Flauto solista: Antonio Amenduni
Violini: Michelangelo Mazza, Luigi Mazza
Viola: Alfredo Zamarra
Violoncello: Massimo Tannoia
Contrabbasso: Ferruccio Francia
martedì 7 ottobre
GIOVANNA D'ARCO
Ritratto di Santa Giovanna: la sua campagna quieta, le voci misteriose
che le chiedono di salvare la Francia, l'attrazione suscitata nel
Re, l'incomprensione fatale del padre, la vittoria alla testa dell'esercito,
le calunnie, la condanna; e poi, seguendo l'invenzione del dramma
di Schiller, la discesa dal rogo per morire in battaglia.
Come nascono i miti popolari dei grandi condottieri? Perché Giovanna
è celebrata e amata? Ne sentiamo tutta la veemente, ingenua, determinata
passione ascoltando come s'impossessi dei temi dell'opera verdiana,
con quanto ha di potenza e quanto di segreto struggimento.
Sulle tracce della Pulzella d’ Orléans, i saggi raccolti
in questo libro non si limitano a ricostruire le vicende che hanno
accompagnato il destino di Giovanna d’Arco, ma ripercorrono le innumerevoli
e mutevoli immagini attraverso le quali, oltre i confini imposti
dalla storia, questa figura è entrata nella leggenda e nel mito.
“Che volete che vi dica di me? Che sono sempre lo stesso, sempre
malcontento di tutto; quando ho la fortuna propizia la desidero
contraria, quando l’ho contraria la voglio propizia, quando sono
a Milano vorrei essere a Parigi, ora che sono a Parigi vorrei essere…
dove?... non so… nel mondo della luna.
Ridotto del Teatro Regio di Parma, ore 17.00
PIERLUIGI PETROBELLI
presenta il libro LA PULZELLA D’ORLÉANS
Musiche da GIOVANNA D’ARCO
Soprano: Cristina Giannelli
Tenore: Paek Seung Hwa
Baritono: Devid Cecconi
Pianoforte: Claudio Cirelli
mercoledì 8 ottobre
ALZIRA
Tragedia lirica in un prologo e due atti su libretto di Salvadore
Cammarano, tratto da Alzire ou les Américains di Voltaire
Prima rappresentazione: Napoli Teatro San Carlo, 12 agosto
1845.
Perù antico. Zamora capo Inca, ama Alzira, ma viene dato presto
per morto. Alzira viene fatta a forza cristiana e sposa del governatore
spagnolo Guzman. Ma Zamora era vivo, torna e ferisce a morte Guzman,
che fa a tempo a pentirsi e nominare governatore Zamora, che si
converte al cristianesimo e sposa Alzira.
“Ho finito l’opera anche nell’istromentale e si ritarderà l’andata
in scena di questa mia opera perché l’ho fatta quasi senza accorgermene,
e senza nessuna fatica…”
Ridotto del Teatro Regio di Parma, ore 17.00
Introduzione di Vincenzo Raffaele Segreto
Musiche da ALZIRA
Soprano Yuko Murakami
Tenore Paek Seung Hwa
Baritono Lee Chang Kwon
Pianoforte Roberta Ropa
giovedì 9 ottobre
ATTILA
Dramma lirico in un prologo e tre atti su libretto di Temistocle
Solera (con successivo intervento di Francesco Maria Piave) tratto
da Attila re degli Unni di Zacharias Werner.
Prima rappresentazione: Venezia, Teatro La Fenice,
17 marzo 1846
Il capo dei barbari Unni sterminatori invade l'Italia e incontra:
il Generale romano Ezio che gli propone un accordo (e lo rifiuta),
il papa Leone Magno in tutta la sua sacra maestà (e rinuncia a saccheggiare
Roma), l'affascinante aggressiva Odabella (e la vuole sposare, invece
lei lo uccide).
Nella nudità del canto e pianoforte, con giovani cantanti, possiamo
immaginare l'effetto delle prime prove dell'opera quando Verdi la
scrisse e immaginare l'attesa della scena di Aquileia o dei costumi
di Romani, Unni, soldati, bambini, e lo stagliarsi forte nella musica
dei grandi personaggi.
“A me pare che si possa fare un bel lavoro e se studierai seriamente
farai il tuo più bel libretto. Ma bisogna studiare molto. Ti manderò
l’originale di Verner fra pochi giorni e tu devi fartelo tradurre
perché vi sono squarci di poesia potentissimi.”
Ridotto del Teatro Regio di Parma, ore 17.00
Introduzione di Alessandro Taverna
Musiche da ATTILA
Soprano Maria Simona Cianchi
Tenore Paek Seung Hwa
Baritono Lee Chang Kwon
Basso Roberto Tagliavini
Pianoforte Tatiana Kuzina
venerdì 10 ottobre
195° COMPLEANNO DI GIUSEPPE VERDI
Piazzale della Pace, Parma, ore 11.00
Cerimonia di commemorazione presso il Monumento a Verdi
Ridotto del Teatro Regio di Parma, dalle ore 12.00
Annullo speciale e cartoline filateliche
dedicate al Festival Verdi
sabato 11 ottobre
MACBETH
Melodramma in quattro atti su libretto di Francesco Maria Piave,
tratto dall’omonima tragedia di William Shakespeare.
Prima rappresentazione: Firenze, Teatro della Pergola,
14 marzo 1847.
Aizzato da una sposa ambiziosa e crudele e turbato da streghe profetiche,
Macbeth pugnala il Re di Scozia suo ospite, ne eredita il regno,
tiranneggia spietato, ma viene ucciso dal popolo insorto. Lady Macbeth
vaga sonnambula sentendosi le mani insanguinate. Da Shakespeare.
“…ho riso assai leggendo nell’intestazione della
scena… ‘Streghe in abito di cerimonia’…Streghe
in abito da cerimonia?... E’ questa l’intenzione di
Shaspeare [sic] ? Hai capito bene cosa ha voluto Shaspeare
[sic] di queste Streghe?...”
Casino di lettura di Parma, ore 17.00
GABRIELE LAVIA racconta l’opera
GABRIELE LAVIA racconta MACBETH
I LOMBARDI ALLA PRIMA CROCIATA
Dramma lirico in quattro atti su libretto di Temistocle Solera,
tratto dall’omonimo poema di Tommaso Grossi.
Prima: Milano, Teatro alla Scala, 11 febbraio 1843.
Da Sant'Ambrogio alle tende davanti a Gerusalemme. Amori, odii,
rimorsi, conversioni, miracoli: ne accadono tante, ai poveri Lombardi.
Uno che ha ammazzato il padre al posto del fratello muore venerato
eremita. Fra le ardenti sabbie tutti sognano l'aria fresca e i ruscelli
di casa: "O Signore, dal tetto natio..."
Picaresca, scatenata vicenda, dai molti linguaggi a forza mescolati,
ci dà il piacere di sentire le fantasie dirompenti del giovane
Verdi scatenato.
“Mi accusano di amare molto il fracasso e di trattar male
il canto: non ci badi; metta pure della passione, e vedrà
che scriverò passabilmente.”
Teatro Verdi di Busseto, ore 21.00
SOLISTI DEL TEATRO REGIO DI PARMA E ARGANTE STUDIO
Violini Michelangelo Mazza
Luigi Mazza
Viola Alfredo Zamarra
Violoncella Massimo Tannoia
Contrabbasso Ferruccio Francia
Flauto Emiliano Bernagozzi
Clarinetti Sergio Pellegrini
StefanoFranceschini
Fagotto Massimiliano Denti
Corno Danilo Marchello
Parole di PAOLO BRIGANTI e MAURIZIO SCHIARETTI impaginate musicalmente
da VINCENZO RAFFAELE SEGRETO.
Attori: Paolo Briganti, Antonio Buccarello, Gian Paolo
Canuti, Mirella Cenni, Raffaele Rinaldi.
Regia delle “parole”: Paolo Briganti
domenica 12 ottobre
I MASNADIERI
Melodramma in quattro parti su libretto di Andrea Maffei, tratto
dalla tragedia Die Raüber di Friedrich Schiller
Prima rappresentazione: Londra, Her Majesty's Theatre, 22
luglio 1847.
Una famiglia potente, un vecchio padre segregato, un figlio calunniatore
che insidia la donna del fratello buono, e il buono che a capo
d'una banda di briganti sconfigge il malvagio. E poi per non trascinare
nel disonore la sua donna, la uccide e si costituisce. Da Schiller,
in pieno Sturm und Drang.
“Per scrivere bene occorre scrivere quasi d’un fiato, riservandosi
poi di accomodare, vestire, ripulire l’abbozzo generale: senza di
che si corre il rischio di produrre opera a lunghi intervalli, con
musica a mosaico, priva di stile e di carattere”.
Auditorium Niccolò Paganini, ore 11.00
Introduzione di Mauro Biondini
Banda Musicale della Marina Militare
Direttore C.F. Antonio Barbagallo
NABUCCO
Dramma lirico in quattro parti su libretto di Temistocle Solera
Prima rappresentazione: Milano, Teatro alla Scala, 9 marzo
1842
Nabucodonosor, Re di Babilonia, vittorioso sugli Ebrei, prepotente
e crudele, dice di essere Dio, riceve un fulmine sulla testa, impazzisce,
si ravvede, una sua figlia si converte per amore, un'altra vorrebbe
regnare grazie a un documento falso ma si pente e si uccide. Gli
Ebrei sospirano e pregano e alla fine hanno ragione.
“…ritorno al teatro e restituisco il manoscritto a Merelli.
- Bello, eh?... mi dice lui.
- Bellissimo.
- Eh!... Dunque mettilo in musica!...
- Neanche per sogno… non ne voglio sapere.
- Mettilo in musica, mettilo in musica!”
Castello di Torrechiara, ore 11.30
Introduzione di Vincenzo Raffaele Segreto
Musiche da NABUCCO
Soprano Maria Simona Cianchi
Baritono Devid Cecconi
Basso Valdis Jansons
Pianoforte Matteo Pais
CORO DEL TEATRO REGIO DI PARMA
diretto dal M° M. FAGGIANI
lunedì 13 ottobre
IL CORSARO
Melodramma tragico in tre atti su libretto di Francesco Maria Piave,
tratto da The Corsair di George Byron.
Prima rappresentazione: Trieste, Teatro Grande, 25 ottobre
1848.
Due donne segnano la vita del corsaro Corrado in Turchia: Medora
malinconica e fedele, che l'aspetta, Gulnara tempestosa e passionale
che uccide per amor suo il nemico che l'ha imprigionato. Quando
Medora stanca si avvelena, Corrado si getta da una rupe. Castelli
in festa, prigioni, mare.
“Ma che? Sei diventato matto o il sei per diventare! Che io ti ceda
il Corsaro?... Quel Corsaro che ho vagheggiato tanto, che mi costa
tanti pensieri, e che tu stesso hai verseggiato con più cura del
solito? Ed io dovrò cedertelo?”
Ridotto del Teatro Regio di Parma, ore 17.00
Musiche da IL CORSARO
Soprano Cristina Giannelli
Pianoforte Matteo Pais
CORO DEL TEATRO REGIO DI PARMA
diretto dal M° M. FAGGIANI
martedì 14 ottobre
LA BATTAGLIA DI LEGNANO
Tragedia lirica in quattro atti su libretto di Salvadore Cammarano
Prima rappresentazione: Roma, Teatro Argentina, 27 gennaio
1849
La rivolta dei Comuni contro il Barbarossa, mito risorgimentale,
attraverso il conflitto interiore d'una donna onesta che crede il
fidanzato morto e ne sposa un amico, poi lo ritrova vivo: sono tre
patrioti e il reduce sfortunato, superando equivoci e calunnie,
morirà in pace con l'amico baciando il vessillo del Carroccio.
Nata nel 1849, un anno dopo le Cinque Giornate di Milano e la
Prima Guerra d'Indipendenza, l'opera, raccontata da un celebre scrittore,
si legò subito alla passione popolare, di cui esprime l'ardimentoso
orgoglio e il sentimento di patria.
“Mi vien da ridere quando penso che anch’io ho avuto delle tenerezze…
avevo 25 anni.. ma furono di breve durata. Un anno dopo la benda
cadde; e quando in seguito ho avuto a fare con Lui, [il pubblico]
mi armavo di corazza, e preparato alle fucilate dicevo “A noi!!!!”
Difatti eran sempre battaglie! Battaglie che non facevano mai buon
sangue…anche quando si vinceva!!”
Ridotto del Teatro Regio di Parma, ore 17.00
ANTONIO SCURATI racconta l’opera
mercoledì 15 ottobre
LUISA MILLER
Melodramma tragico in tre atti su libretto di Salvadore Cammarano,
tratto dalla tragedia Kabala und Liebe di Friedrich Schiller
Prima rappresentazione: Napoli Teatro San Carlo, 8 dicembre
1849.
Cupo Tirolo, Medio Evo cupissimo. Da Schiller. Ragazza introversa
e povera con padre arrestato viene ricattata da potente: o rinnegherai
il fidanzato e sarai mia, o il padre perirà. Il fidanzato rinnegato
va da lei, beve il veleno e lo fa bere anche a lei; ma di fronte
alla morte si chiariscono e si capiscono, si perdonano, si uniscono.
Lui trova anche l’istante giusto per pugnalare il bieco ricattatore.
“Il terzo atto è bellissimo. Sviluppate bene il duetto tra padre
e figlia: fatene un duetto da cavare le lagrime”.
Ridotto del Teatro Regio di Parma, ore 17.00
Introduzione di Stefano Valanzuolo
Musiche da LUISA MILLER
SOLISTI DEL TEATRO REGIO DI PARMA
Violini Michelangelo Mazza, Luigi Mazza
Viola Alfredo Zamarra
Violoncello Massimo Tannoia
Giovanna D’Arco
Ritratto di Santa Giovanna: la sua campagna quieta, le voci misteriose
che le chiedono di salvare la Francia, l'attrazione suscitata nel
Re, l'incomprensione fatale del padre, la vittoria alla testa dell'esercito,
le calunnie, la condanna; e poi, seguendo l'invenzione del dramma
di Schiller, la discesa dal rogo per morire in battaglia.
“Che volete che vi dica di me? Che sono sempre lo stesso, sempre
malcontento di tutto; quando ho la fortuna propizia la desidero
contraria, quando l’ho contraria la voglio propizia, quando sono
a Milano vorrei essere a Parigi, ora che sono a Parigi vorrei essere…
dove?... non so… nel mondo della luna”.
Teatro Magnani di Fidenza, ore 21.00
Musiche da GIOVANNA D’ARCO
Soprano Cristina Giannelli
Tenore Paek Seung Hwa
Baritono Devid Cecconi
RIGOLETTO
Un Duca libertino seduce la figlia segreta del suo gobbo buffone
e questi assolda un sicario e la porta a guardare il seduttore mentre
amoreggia con un’altra. Ma per amore lei riesce a morire al posto
suo. Storia di cortigiani, di feste torbide e sontuose, di una capanna
diroccata sul Mincio, di temporali e di maledizioni.
“Non capisco perché siasi tolto il sacco: cosa importava del
sacco alla polizia? Temono dell’effetto? Ma mi permetta di dire,
perché ne vogliono sapere più di me? Chi può fare da Maestro? Chi
può dire questo farà effetto e quello no?”
Musiche da RIGOLETTO
Soprano Cristina Giannelli
Tenore Salvatore Cordella
Baritono George Gagnidze
Pianoforte Claudio Cirelli
Coro del Teatro Regio di Parma diretto dal M° Martino Faggiani
Introduzione di Mauro Biondini
giovedì 16 ottobre
STIFFELIO (AROLDO)
Opera in tre atti su libretto di Francesco Maria Piave, tratto
dal dramma Le pasteur ou L’évangile et le foyer di E. Bourgeois
e E. Souvestre.
Prima rappresentazione: Trieste, Teatro Grande, 16 novembre
1850
Aroldo. Dramma lirico in quattro atti su libretto di Francesco
Maria Piave, rifacimento dello Stiffelio.
Prima rappresentazione: Rimini, Teatro Nuovo, 16 Agosto
1857
Vicenda tormentosa attorno ad un pastore ed alla sua vulnerabile
moglie, combattuta e pentita. Un portafoglio trovato e bruciato
per rispetto della privacy, una lettera passata di mano in mano
e di libro in libro, un duello di notte in cimitero, un anello nuziale
ceduto e restituito, un padre vendicativo e giustiziere, confessioni
e rimorsi, preparano il clamoroso gesto del pastore che legge in
chiesa il passo dell'adultera perdonata, vede la moglie e la perdona.
“Tanto il poeta che il maestro devono avere il talento e il coraggio
di non fare né poesia né musica…”
Ridotto del Teatro Regio di Parma, ore 17.00
Introduzione di Stefano Valanzuolo
Musiche da STIFFELIO (AROLDO)
SOLISTI DEL TEATRO REGIO DI PARMA
Violini Carlo Menozzi, Luisa Bellitto
Viola Alfredo Zamarra
Violoncello Massimo Tannoia
venerdì 17 ottobre
RIGOLETTO
Melodramma in tre atti su libretto di Francesco Maria Piave, tratto
dal dramma Le Roi s’amuse di Victor Hugo.
Prima rappresentazione: Venezia, Teatro La Fenice, 11 marzo
1851
Un Duca libertino seduce la figlia segreta del suo gobbo buffone
e questi assolda un sicario e la porta a guardare il seduttore mentre
amoreggia con un’altra. Ma per amore lei riesce a morire al posto
suo. Storia di cortigiani vil razza dannata, di feste torbide e
sontuose, di una capanna diroccata sul Mincio, di temporali e di
maledizioni.
Il gobbo Rigoletto, possessivo e sventurato, l’elegante impunito
Duca di Mantova, la passionale eroica tenera Gilda, il sinistro
sicario Sparafucile, a modo suo uomo d’onore, vengono rievocati
e ridipinti nella nostra memoria risvegliata da giovani cantanti
accompagnati al pianoforte.
“Non capisco perché siasi tolto il sacco: cosa importava del
sacco alla polizia? Temono dell’effetto? Ma mi permetta di dire,
perché ne vogliono sapere più di me? Chi può fare da Maestro? Chi
può dire questo farà effetto e quello no?”
Ridotto del Teatro Regio di Parma, ore 17.00
Introduzione di Stefano Valanzuolo
Musiche da RIGOLETTO
Soprano Cristina Giannelli
Mezzosoprano Natalia Velasquez
Tenore Angelo Villari
Baritono Devid Cecconi
Pianoforte Simone Savina
sabato 18 ottobre
IL TROVATORE
Dramma in quattro atti e otto quadri, su libretto di Salvadore
Cammarano, tratto dalla tragedia El Trovador di Antonio García
Gutiérrez
Prima rappresentazione: Roma, Teatro Apollo, 19 gennaio 1853
Sono fratelli e non lo sanno. Giovani, rivali in guerra ed in amore.
Uno è un conte, l'altro crede d'avere per madre una fosca zingara
vendicativa, che invece un tempo aveva bruciato il figlio al posto
suo. E l'amata lo ama, lo cerca nel campo nemico, si avvelena
per non esser che sua. Il fratello lo fa uccidere, la zingara rivela
solo allora chi veramente sia. Opera estrema, misteriosa, mitica.
“Voi non mi dite una parola se questo dramma vi piace. Io ve
l’ho proposto, perché parevami presentasse bei punti di scena, e
soprattutto qualche cosa di singolare, di originale nell’insieme”.
Casino di lettura di Parma, ore 17.00
Introduzione di Alessandro Taverna
Musiche da IL TROVATORE
Le parafrasi di Liszt
Pianoforte PAOLO RESTANI
RIGOLETTO
Melodramma in tre atti su libretto di Francesco Maria Piave, tratto
dal dramma Le Roi s’amuse di Victor Hugo.
Prima rappresentazione: Venezia, Teatro La Fenice, 11 marzo
1851
Un Duca libertino seduce la figlia segreta del suo gobbo buffone
e questi assolda un sicario e la porta a guardare il seduttore mentre
amoreggia con un’altra. Ma per amore lei riesce a morire al posto
suo. Storia di cortigiani vil razza dannata, di feste torbide e
sontuose, di una capanna diroccata sul Mincio, di temporali e di
maledizioni.
Il gobbo Rigoletto, possessivo e sventurato, l’elegante impunito
Duca di Mantova, la passionale eroica tenera Gilda, il sinistro
sicario Sparafucile, a modo suo uomo d’onore, vengono rievocati
e ridipinti nella nostra memoria risvegliata da giovani cantanti
accompagnati al pianoforte.
“Non capisco perché siasi tolto il sacco: cosa importava del
sacco alla polizia? Temono dell’effetto? Ma mi permetta di dire,
perché ne vogliono sapere più di me? Chi può fare da Maestro? Chi
può dire questo farà effetto e quello no?”
Teatro Verdi di Busseto, ore 17.00
Introduzione di Mauro Biondini
Musiche da RIGOLETTO
Soprano Cristina Giannelli
Mezzosoprano Natalia Velasquez
Tenore Angelo Villari
Baritono Devid Cecconi
Pianoforte Simone Savina
domenica 19 ottobre
LA TRAVIATA
Melodramma in quattro atti su libretto di Francesco Maria Piave,
tratto dal romanzo La dame aux camélias di Alexandre
Dumas figlio.
Prima rappresentazione:Venezia, Teatro La Fenice, 6 marzo
1853.
Violetta, giovinetta tisica, si fa mantenere a turno da vogliosi
ricconi. Ma, conquistata all'amore, vuol redimersi vivendo con un
giovane perbene. Quando però arriva il severo padre di lui,
accetta di lasciarlo per l'onore della famiglia. Povera e
sola, raggiunta dai due uomini pentiti, muore con gioia. “La
Traviata ha fatto un fiascone, e peggio hanno riso. Eppure, che
vuoi? Non ne sono turbato. Ho torto io, o hanno torto loro? Per
me credo che l’ultima parola sulla Traviata non sia quella di iersera.
La rivedranno… e vedremo!”
Auditorium Niccolò Paganini, ore 11.00
Introduzione di Mauro Biondini
Banda Musicale dell’Aeronautica Militare
Direttore Patrizio Esposito
RIGOLETTO
Melodramma in tre atti su libretto di Francesco Maria Piave, tratto
dal dramma Le Roi s’amuse di Victor Hugo.
Prima rappresentazione: Venezia, Teatro La Fenice, 11 marzo
1851
Un Duca libertino seduce la figlia segreta del suo gobbo buffone
e questi assolda un sicario e la porta a guardare il seduttore mentre
amoreggia con un’altra. Ma per amore lei riesce a morire al posto
suo. Storia di cortigiani vil razza dannata, di feste torbide e
sontuose, di una capanna diroccata sul Mincio, di temporali e di
maledizioni.
Il gobbo Rigoletto, possessivo e sventurato, l’elegante impunito
Duca di Mantova, la passionale eroica tenera Gilda, il sinistro
sicario Sparafucile, a modo suo uomo d’onore, vengono rievocati
e ridipinti nella nostra memoria risvegliata da giovani cantanti
accompagnati al pianoforte.
“Non capisco perché siasi tolto il sacco: cosa importava del
sacco alla polizia? Temono dell’effetto? Ma mi permetta di dire,
perché ne vogliono sapere più di me? Chi può fare da Maestro? Chi
può dire questo farà effetto e quello no?”
Castello di Torrechiara, ore 11.30
Introduzione di Alessandro Taverna
Musiche da RIGOLETTO
Soprano Cristina Giannelli
Mezzosoprano Natalia Velasquez
Tenore Angelo Villari
Baritono Devid Cecconi
Pianoforte Simone Savina
lunedì 20 ottobre
I PUPI SICILIANI DELLA FAMIGLIA CUTICCHIO
Rivivono con l’Opera dei Pupi le sommosse contro gli angioini,
iniziate a Palermo all’ora del vespro del 30 marzo 1282 e propagatesi
in breve tempo all’intera Sicilia, che ispirarono Giuseppe Verdi
per un’opera su libretto di Eugène Scribe e Charles Duveyrier, andata
in scena all’Opéra di Parigi nel giugno 1855.
“In questa occasione molto speciale - spiega Giacomo Cuticchio che
cura la regia dello spettacolo - abbiamo pensato non solo di presentare
i personaggi in scena mossi dai fili, ma anche le persone che li
muovono. Così abbiamo lasciato a vista del pubblico anche i pupari
che muovono le marionette. I trucchi svelati accrescono l’effetto
di magia del nostro teatro”. I Vespri Siciliani ideati per
il Festival Verdi 2008 uniscono le marionette, mosse dal puparo
Francesco Cuticchio, al cunto, affidato a Girolamo Cuticchio”.
«Più rifletto su questo soggetto, più sono persuaso che è pericoloso.
Urta i francesi, poiché sono massacrati; urta gli italiani, perché
monsieur Scribe, alterando il carattere storico di Procida, ne fa
(secondo il suo sistema favorito) un cospiratore comune, con in
mano l’inevitabile pugnale. Dio mio! Nella storia di ogni popolo
ci sono virtù e crimini, e noi non siamo peggiori degli altri. Ad
ogni buon conto, io sono prima di tutto un italiano e, costi quel
che costi, non mi renderò giammai complice di un insulto fatto al
mio paese».
[da una lettera di Giuseppe Verdi a François-Louis Crosnier
del 3 gennaio 1855]
Ridotto del Teatro Regio di Parma, ore 17.00
Introduzione di Alessandro Taverna
I PUPI SICILIANI DELLA FAMIGLIA CUTICCHIO
raccontano l’opera
LES VÊPRES SICILIENNES (I VESPRI SICILIANI)
martedì 21 ottobre
SIMON BOCCANEGRA
Melodramma in un prologo e tre atti su libretto di Francesco Maria
Piave, tratto dal dramma Simón Bocanegra di Antonio
García Gutiérrez
Prima rappresentazione Venezia, Teatro La Fenice, 12 marzo
1857.
Parabola del famoso corsaro genovese, eletto Doge della sua città,
portatore accanito di pace e di riconciliazione nella sua autorità
impressionante e ancora da tradito e avvelenato. Storia di rivalità
storica tra famiglie, di figlie ritrovate, di offensori perdonati.
Poema del mare, aspro, immenso, segreto.
“Raccomando molto la scena ultima: quando il Doge ordina a Pietro
di schiudere i balconi devesi vedere l’illuminazione ricca, larga,
che prenda un gran spazio, onde si possano vedere bene i lumi che
a poco a poco, l’un dopo l’altro si spengono fino a che alla morte
del Doge, tutto è nella profonda oscurità”.
Ridotto del Teatro Regio di Parma, ore 17.00
Musiche da SIMON BOCCANEGRA
CORO DEL TEATRO REGIO DI PARMA
diretto dal M° Martino Faggiani
mercoledì 22 ottobre
UN BALLO IN MASCHERA
Melodramma in tre atti su libretto di Antonio Somma, ispirato al
dramma di Eugène Scribe Gustave III ou Le bal masqué.
Prima rappresentazione Roma, Teatro Apollo, 17
febbraio 1859.
Per amore di Amelia, moglie del suo più fido amico e difensore,
il Governatore di Boston la insegue persino nell'orrido deserto
campo dove di notte ella cerca l'erba che spegnerebbe la tentazione
di ricambiare l'amore, e finalmente si dicono "T'amo".
L'amico, che scopre l'incontro, per odio si unisce a certi congiurati
e lo uccide durante un ballo mascherato. Per amore di Amelia, il
Governatore, prima di morire, lo perdona.
Complessa, inebriante opera, ha nel secondo atto il più trascinante
duetto d'amore del teatro italiano.
"Sono in un mare di guai! La Censura è quasi certo proibirà
il nostro libretto. Il perché? non lo so! Aveva ben io ragione di
dirvi che bisognava evitare qualunque frase, qualunque parola che
potesse essere sospetta. hanno cominciato per adombrarsi di alcune
espressioni, di alcune parole, dalle parole sono venuti alle scene,
dalle scene al soggetto".
Ridotto del Teatro Regio di Parma, ore 17.00
Introduzione di Alessandro Taverna
Musiche da UN BALLO IN MASCHERA
SOLISTI DEL TEATRO REGIO DI PARMA
Violini Michelangelo Mazza, Sara Sternieri
Viola Alfredo Zamarra
Violoncello Massimo Tannoia
Clarinetto Corrado Giuffredi
giovedì 23 ottobre
LA FORZA DEL DESTINO
Melodramma in quattro atti su libretto di Francesco Maria Piave,
tratto da Don Alvàro o la Fuerza del Sino di A. Saavedra,
duca di Rivas.
Prima rappresentazione: Pietroburgo, Teatro Imperiale, 10
novembre 1862.
Romanzesca fino all'irraccontabile: Leonora sta per scappare con
l'amato, glorioso discendente dagli Incas, ma per errore questi
le uccide il padre. Da allora qual momento fugge, inseguita dal
fratello: si attraversano guerre, si incontrano vivandiere, rivenduglioli,
frati cucinieri e padri guardiani. Lei finisce eremita, eremita
ma viene raggiunta dall'Inca che si è fatto prete e dal fratello
che la uccide. Si prega la Vergine degli Angeli, si chiede "Pace,
mio Dio"...
La musica investe questa vicenda incredibile accendendo gli
eventi improbabili al limite della passione e della storia.
"Io non domando che una sola cosa a voi; la quiete,
se volete anche l'oblio".
Ridotto del Teatro Regio di Parma, ore 17.00
Introduzione di Alessandro Taverna
Musiche da LA FORZA DEL DESTINO
Soprano Maria Loreta Di Micco
Tenore Angelo Villari
Baritono Devid Cecconi
Pianoforte Milo Martani
venerdì 24 ottobre
DON CARLOS
Opera in cinque atti su libretto di F. Joseph Méry e Camille Du
Locle, tratto dall’omonima tragedia di Friedrich Schiller.
Prima rappresentazione Parigi, Opéra 11 marzo 1867.
Tragedie della solitudine nella Spagna dell'Inquisizione. Elisabetta
venuta dalla Francia amerebbe il principe Carlo ma ne deve sposare
il padre, Filippo II. Filippo è costretto dalla Chiesa a reprimere
ogni anelito alla libertà, persino fra gli uomini più fedeli. Affondo
storico memorabile misurato nell'intimo di personaggi grandi.
"Voi sapete che a Parigi io non posso lavorare…colà ho lavorato
ben poco: dopo il mal di gola: ora la guerra. Insomma quest’opera
è in mezzo a fuoco e fiamme, e fra tante agitazioni o riescirà meglio
delle altre, o sarà una cosa orribile…"
Ridotto del Teatro Regio di Parma, ore 17.00
LORENZO ARRUGA racconta DON CARLOS
sabato 25 ottobre
AIDA
Opera lirica in quattro atti di Giuseppe Verdi su libretto di Antonio
Ghislanzoni, tratto da uno spunto di Auguste Mariette, rielaborato
da Camille Du Locle in collaborazione con Verdi.
Prima rappresentazione: Il Cairo, Teatro dell`Opera 24 dicembre
1871.
Era stabilito che la figlia del Faraone sposasse il capo dell'esercito
Radames, trionfatore sugli Etiopi: ma lui ama in segreto la schiava
di lei, la nera etiope Aida. Il padre di Aida, re in incognito,
tende una trappola a Radames, cui sfugge un segreto militare. Radames
finisce chiuso vivo in una vasta tomba: ma Aida l'aspettava presaga
lì dentro, e insieme sentono schiudersi il cielo.
"Fin dall'anno passato fui invitato a scrivere un'opera
in paese molto lontano. Risposi di no. Quando fui a Parigi, Du Locle
fu incaricato di parlarmene di nuovo e di offrirmi una forte somma.
Risposi ancora di no."
Casino di lettura di Parma, ore 17.00
Introduzione di Alessandro Taverna
Musiche da AIDA
Soprano Maria Simona Cianchi
Mezzosoprano Katarina Nikolic
Tenore Angelo Villari
Pianoforte Anna Bosacchi
Teatro Verdi di Busseto, ore 21.00
PUCCINI A CASA VERDI
Musiche di Giuseppe Verdi e Giacomo Puccini
I SOLISTI DEL TEATRO REGIO DI PARMA
Violini Carlo Menozzi
Sara Sternieri
Viola Françoise Renard
Violoncello Massimo Tannoia
Contrabbasso Ferruccio Francia
Flauto Filippo Mazzoli
Oboe Marco Ambrosini
Clarinetti Stefano Franceschini
Mirco Ghirardini
Fagotto Massimiliano Denti
Corno Angelo Borroni
Francesca Bonazzoli
Tromba Fabio Codeluppi
Trombone Eugenio Abbiatici
Percussioni Athos Bovi
Pianoforte Antonio Ballista
Direttore Alessandro Lucchetti
"Ho sentito a dir molto bene del musicista Puccini. Ho
visto una lettera che ne dice tutto il bene: Segue le tendenze moderne,
ed è naturale, ma si mantiene attaccato alla melodia, che non è
né moderna né antica. Pare però che predomini in lui l'elemento
sinfonico! Niente male. Soltanto bisogna andar cauti in questo.
L'opera è l'opera: la sinfonia è la sinfonia, e non credo che in
un'opera sia bello fare uno squarcio sinfonico, pel sol piacere
di far ballare l'orchestra. Dico per dire, senza nissuna importanza,
senza la certezza d'aver detto una cosa giusta, anzi colla certezza
d'aver detto cosa contraria alle tendenze moderne. Tutte le epoche
hanno la loro impronta. L'istoria dice più tardi qual è l'epoca
buona e quale la cattiva».
Giuseppe Verdi, 1884
Introduzione di Mauro Biondini
domenica 26 ottobre
Auditorium Niccolò Paganini, ore 11.00
BANDA MUSICALE DELLA GUARDIA DI FINANZA
AIDA
Opera lirica in quattro atti di Giuseppe Verdi su libretto di Antonio
Ghislanzoni, tratto da uno spunto di Auguste Mariette, rielaborato
da Camille Du Locle in collaborazione con Verdi.
Prima rappresentazione: Il Cairo, Teatro dell`Opera 24 dicembre
1871.
Era stabilito che la figlia del Faraone sposasse il capo dell'esercito
Radames, trionfatore sugli Etiopi: ma lui ama in segreto la schiava
di lei, la nera etiope Aida. Il padre di Aida, re in incognito,
tende una trappola a Radames, cui sfugge un segreto militare. Radames
finisce chiuso vivo in una vasta tomba: ma Aida l'aspettava presaga
lì dentro, e insieme sentono schiudersi il cielo.
"Fin dall'anno passato fui invitato a scrivere un'opera
in paese molto lontano. Risposi di no. Quando fui a Parigi, Du Locle
fu incaricato di parlarmene di nuovo e di offrirmi una forte somma.
Risposi ancora di no."
Castello di Torrechiara, ore 11.30
Introduzione di Alessandro Taverna
Musiche da AIDA
Soprano Maria Simona Cianchi
Mezzosoprano Katarina Nikolic
Tenore Angelo Villari
Pianoforte Anna Bosacchi
LA FORZA DEL DESTINO
Melodramma in quattro atti su libretto di Francesco Maria Piave,
tratto da Don Alvàro o la Fuerza del Sino di A. Saavedra,
duca di Rivas.
Prima rappresentazione: Pietroburgo, Teatro Imperiale,
10 novembre 1862.
Romanzesca fino all’irraccontabile: Leonora sta per scappare
con l'amato, glorioso discendente dagli Incas, ma per errore questi
le uccide il padre. Da allora qual momento fugge, inseguita dal
fratello: si attraversano guerre, si incontrano vivandiere, rivenduglioli,
frati cucinieri e padri guardiani. Lei finisce eremita, eremita
ma viene raggiunta dall'Inca che si è fatto prete e dal fratello
che la uccide. Si prega la Vergine degli Angeli, si chiede "Pace,
mio Dio"...
La musica investe questa vicenda incredibile accendendo gli
eventi improbabili al limite della passione e della storia.
"Io non domando che una sola cosa a voi; la quiete, se volete
anche l'oblio".
Teatro Verdi di Busseto, ore 17.00
Introduzione di Mauro Biondini
Musiche da LA FORZA DEL DESTINO
Soprano Maria Loreta Di Micco
Tenore Angelo Villari
Baritono Riccardo Di Stefano
Pianoforte Milo Martani
lunedì 27 ottobre
OTELLO
Dramma lirico in quattro atti su libretto di Arrigo Boito, tratto
dalla tragedia Othello di William Shakespeare
Prima rappresentazione: Milano, Teatro alla Scala, 5 febbraio
1887.
Da Shakespeare. Nero, eroico, potente, Otello, che ha sposato una
bionda veneziana, è il comandante di Cipro a nome del Doge.
Sulle tempeste trionfa, ma, se il suo alfiere Jago perfidamente
gli insinua che la sposa lo tradisce, si lascia prendere dalla spirale
allucinante della gelosia, fino ad uccidere l'amata: solo allora
scopre l'inganno e si pugnala a morte dopo averle dato l'ultimo
bacio.
Ridotto del Teatro Regio di Parma, ore 17.00
GABRIELE LAVIA racconta OTELLO
Dalla voce del celebre attore e regista, rivivono il dramma
e la passione dei personaggi del dramma di Shakespeare che hanno
ispirato uno dei più grandi capolavori del genio di Busseto.
"Ma, ripeto, perché parlare ora d'un'opera che non
esiste? D'un'opera che avrà proporzioni italiane e chi sa
quante altre cose - apriti o terra! – italiane?... Forse qualche
melodia… potendone trovare… E la melodia è sempre
italiana, essenzialmente italiana, e non può essere che italiana,
da qualunque parte venga."
martedì 28 ottobre
FALSTAFF
Commedia lirica in tre atti su libretto di Arrigo Boito, da
soggetto shakespeariano e in particolare da The Merry Wives of
Windsor
Prima rappresentazione: Milano, Teatro alla Scala, 9 febbraio
1893
Grande sorpresa di Verdi ottantenne: un'opera buffa!
Sir Falstaff, antieroe pancione,
maturo e impenitente corteggiatore di comari,
ordisce trame e vien burlato, ma chi non lo è?
Le pazzie umane viste sorridendo,
con parole di Shakespeare,
melodie e intrichi vocali e strumentali vertiginosi,
aperti alla poesia rigeneratrice.
Impegno arduo e severo per offrire con tinta festosa l'allegria
solo un poco struggente
del congedo di Verdi al teatro.
Congiura degli strumenti a fiato per farsi personaggi ed
orchestra.
Ultimo nostro appuntamento con il Maestro
all'insegna della brillantezza e della felicità.
“Che cosa posso dirle?
Sono quarant’anni
che desidero scrivere un’opera comica
e sono cinquant’anni
che conosco Le allegre comari di Windsor;
pure… i soliti MA che sono dappertutto
si opponevano sempre a far pago questo mio desiderio.
Ora Boito ha sciolto tutti i MA
e mi ha fatto una commedia lirica
che non somiglia a nessun’altra.
Io mi diverto a farne la musica,
senza progetti di sorta,
e non so nemmeno se finirò…”
Ridotto del Teatro Regio di Parma, ore 17.00
Musiche da Falstaff
SOLISTI DEL TEATRO REGIO DI PARMA
Teatro Magnani di Fidenza, ore 21.00
Musiche da IL CORSARO
Due donne segnano la vita del corsaro Corrado in Turchia: Medora
malinconica e fedele, che l'aspetta, Gulnara tempestosa e passionale
che uccide per amor suo il nemico che l'ha imprigionato. Quando
Medora stanca si avvelena, Corrado si getta da una rupe. Castelli
in festa, prigioni, mare.
“Ma che? Sei diventato matto o il sei per diventare! Che io ti
ceda il Corsaro?... Quel Corsaro che ho vagheggiato tanto, che
mi costa tanti pensieri, e che tu stesso hai verseggiato con più
cura del solito? Ed io dovrò cedertelo?”
Musiche da NABUCCO
Nabucodonosor, Re di Babilonia, vittorioso sugli Ebrei,
prepotente e crudele, dice di essere Dio, riceve un fulmine sulla
testa, impazzisce, si ravvede, una sua figlia si converte per amore,
un'altra vorrebbe regnare grazie a un documento falso ma si pente
si uccide. Gli Ebrei sospirano e pregano e alla fine hanno ragione.
“…ritorno al teatro e restituisco il manoscritto a Merelli.
- Bello, eh?... mi dice lui.
- Bellissimo.
- Eh!... Dunque mettilo in musica!...
- Neanche per sogno… non ne voglio sapere.
- Mettilo in musica, mettilo in musica!”
pianoforte MATTEO PAIS
CORO DEL TEATRO REGIO DI PARMA
direttore MARTINO FAGGIANI
Soprano Irina Lungu, Silvia Dalla Benetta, Maria Simona Cianchi
Tenore Salvatore Cordella
Baritono Devid Cecconi
Basso Valdis Jansons
Introduzione a cura di Mauro Biondini
Per informazioni e prenotazioni
Teatro Regio di Parma
Tel. 0521 039366 - verditranoi@teatroregioparma.org
Comune di Busseto - IAT
Tel. 0524 92487 - info@bussetolive.com
Comune di Langhirano - IAT di Torrechiara
Tel. 0521 355009 - iat@comune.langhirano.pr.it
Comune di Fidenza
Tel. 0524 517411 - infocultura@comune.fidenza.pr.it
(inizio pagina)
|
|