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Trama dell’opera
ATTO PRIMO
Scena I
Una banda di pirati sbarcati su un’isola
dell’Egeo sta cantando un inno di libertà e tesse le
lodi del proprio capitano, Corrado.
Egli è un uomo di nobili sentimenti, ma è divenuto
Corsaro per una questione di amore.
il suo fedele seguace, Giovanni, gli porta una lettera che è
stata mandata da una spia greca. Corrado dopo averla letta ordina
a tutti gli uomini di tenersi pronti a salpare per la sera. Egli
stesso comanderà la spedizione contro i Mussulmani.
Scena II
Medora, l’amante di Corrado, è sola
in una torre e guarda il mare in attesa di lui. Per ingannare il
tempo prende l’arpa e canta il proprio presagio di sventura.
Finalmente Corrado arriva, ma soltanto per dirle che sarà
costretto a lasciarla sola per qualche tempo. Corrado fa il possibile
per calmare le sue paure, ma ella èconvinta che non si rivedranno
mai più. Dal porto giunge il rumore di un colpo di cannone;
per il Corsaro è il segnale di partenza.
ATTO SECONDO
Scena I
Gulnara, la schiava favorita di Pascià Seid, è
seduta in una stanza dell’harem riccamente addobbata, circondata
da odalische che le offrono preziose gemme e sontuosi abiti. Ma
Gulnara è infelice, odia il suo signore, e non vede l’ora
di poter essere libera. Entra un eunuco per dirle che il Pascià
desidera la sua presenza alla notte dei festeggiamenti. Gulnara
acconsente, ma esprime la speranza che il cielo ponga fine alla
sua detenzione.
Scena II
Mentre la flotta turca è riunita nel porto di Corone, pronta
a salpare contro i corsari, Pascià Seid ed i suoi seguaci
stanno celebrando la festa. Seid ordina di intonare un inno ad Allah:
«Santo in pace, tremendo in guerra .
Uno dei suoi schiavi gli annuncia che un derviscio, appena scampato
alle grinfie dei corsari, cerca asilo. Seid chiede notizie dei suoi
nemici, ma il derviscio gli può dire poco perché era
imprigionato nelle carceri dei corsari. Durante la conversazione
un forte bagliore appare dietro di loro: la flotta turca sta bruciando.
Il derviscio a questo punto scopre la testa incappucciata e toglie
il mantello: è Corrado. Irrompono gli uomini di Corrado,
che catturano i Turchi. Le fiamme giungono fino all’harem
dal quale provengono invocazioni di aiuto. Con galanteria, che sarà
fatale per lui, Corrado ordina ai suoi uomini di liberare le donne,
ma ciò causa ritardo e dà tempo ai turchi di radunarsi
e riarmarsi.
Corrado e molti corsari sono a loro volta catturati.
Seid minaccia ogni sorta di torture contro Corrado, mentre lo stesso,
per nulla impaurito, urla il suo disprezzo al Pascià; Gulnara
e le donne implorano clemenza.
ATTO TERZO
Scena I
Solo, in una stanza della fortezza, Seid sta meditando sulla sua
vittoria. Egli non ha dimenticato il modo in cui Gulnara ha implorato
la vita di Corrado e questo pensiero lo riempie di gelosia. Tutte
le sue schiave più belle stanno gareggiando per conquistarsi
il suo amore, ma la sola di cui vuole l’affetto si è
rivelata la peggiore nemica.
Seid manda a chiamare Selimo e gli ordina di portare immediatamente
al suo cospetto Gulnara e di provvedere affinchè Corrado
sia fatto morire il giorno dopo.
Arriva Gulnara che si congratula con Seid per la vittoria riportata
e suggerisce di tenere prigionieri Corrado piuttosto che ucciderlo;
Seid potrebbe chiedere un forte riscatto. Ma il Pascià non
rinuncerà alla vendetta nemmeno per tutte le gemme della
sua corona. Non si farà ingannare da Gulnara innamorata di
Corrado.
Seid esce di scena infuriato; Gulnara pensa come potrà vendicarsi.
Scena II
Corrado giace incatenato in una segreta della fortezza; è
intrepido di fronte alla prospettiva di essere torturato e ucciso,
ma teme che le notizie del suo avverso destino uccidano di dolore
Medora. Gulnara entra nella cella per farlo fuggire, ma Corrado
rifiuta.
Gulnara ha corrotto le guardie, e una nave li sta già aspettando
per portarli via da Corone. Trovandolo risoluto a non fuggire, Gulnara
esce precipitosamente dopo aver mostrato a Corrado il pugnale che
porta con sè. Una violenta tempesta infuria all’esterno.
Corrado prega invano affinchè un lampo possa colpire la fortezza,
ma la tempesta si dissolve e arriva Gulnara pallida e tremante;
ha accoltellato Pascià Seid mentre giaceva addormentato.
Ora Corrado non esita a fuggire con lei, ma soltanto per poterle
salvare la vita.
Scena III
I corsari tornano alla loro isola; Medora, ormai certa di non rivedere
più Corrado, ha preso un veleno; è circondata dalle
sue ancelle che invano tentano di consolarla.
Viene avvistata una nave che si avvicina al porto; ne sbarcano Corrado
e Gulnara. Ma è troppo tardi: Medora è ormai prossima
alla morte e si sta già accasciando. Corrado è giunto
a lei, ma solo per vederla morire tra le sue braccia.
il Corsaro, disperato, si lancia da una roccia nel mare.
(torna
allo spettacolo)
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