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Auditorium Niccolò Paganini
lunedì 20 giugno 2005, ore 20.30
ORCHESTRA E CORO DEL TEATRO REGIO DI
PARMA
Giuseppe Verdi
Quartetto in mi minore
Quattro pezzi sacri
Maestro del coro
MARTINO FAGGIANI
Maestro direttore
DONATO RENZETTI
Programma doppiamente legato a Parma, Verdi e Toscanini riuniti
in un’unica locandina. Il tutto affidato ai complessi stabili, al
maestro del coro Martino Faggiani, e a Donato Renzetti, frequentatore
abituale del Regio. In Faggiani e Renzetti rivivono Aristide Venturi
e Toscanini, che, incaricati di preparare la prima italiana dei
Pezzi sacri (tre soltanto: Stabat Mater, Laudi
alla Vergine Maria e Te Deum; Verdi non voleva che l’Ave
Maria fosse eseguita in pubblico), nell’aprile 1898 si recarono
a far visita all’autore che svernava a Genova. «Al pianoforte sedette
Toscanini – racconta Giuseppe Depanis, presente all’incontro, –
ed il vecchio maestro ed il giovane direttore non tardarono ad intendersi.
Verdi era ammirato della prontezza di percezione del Toscanini.»
Come l’Ave Maria, anche il Quartetto nasce (nel ’73) da un
impulso privato e personale del compositore: «Io scrissi […] in
Napoli, nelle molte ore d’ozio, un Quartetto. Senza importanza lo
scrissi». In realtà, d’importanza per Verdi ne aveva molta: era
la sua risposta a quell’avanguardia scapigliata che, per svecchiare
il panorama culturale dell’Italia postunitaria, patrocinava la diffusione
della musica tedesca. Guardate, sembra voler dire, anch’io sono
capace di comporre quartetti; ma voi riuscirete mai a creare un’altra
Aida?
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