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Trama
dell’opera
Atto primo
Tre crocchi di streghe si raccontano tra lampi e fulmini le
proprie azioni scellerate («Che faceste? dite su!»), quando vengono
interrotte dall’arrivo di Macbeth e Banco, due generali del re scozzese
Duncano. Le streghe predicono a Macbeth la signoria di Glamis e
Caudor, nonché il trono di Scozia, mentre annunciano a Banco che,
se non sarà re, sarà pur sempre padre di re.Appena scomparse le
streghe, Macbeth riceve la notizia che il re Duncano lo ha nominato
sire di Caudor al posto del precedente vassallo, giustiziato per
tradimento. Macbeth, invaso da un profondo sgomento («Due vaticini
compiuti or sono»), informa della predizione la moglie, che non
esita a incoraggiare il marito sulla strada del delitto, pur di
ottenere il trono promessogli dalle streghe («Nel dì della vittoria…»
«Vieni t’affretta…» «Or tutti sorgete,ministri infernali»), e gli
suggerisce di assassinare Duncano, quella notte stessa ospite al
loro castello. Macbeth, dopo aver vinto i suoi dubbi, entra nelle
stanze del re per ucciderlo («Mi si affaccia un pugnal?»). Ma il
delitto compiuto lo atterrisce («Fatal mia donna»), mentre la Lady,
incrollabile nella sua sanguinaria ambizione, decide di far ricadere
sui soldati di guardia la colpa del regicidio. Sopraggiunge il nobile
scozzese Macduff, che, venuto a svegliare il re, scopre il mostruoso
delitto: tutti accorrono alle grida di Macduff e Banco e invocano
la punizione di Dio sull’assassino («Schiudi inferno»).
Atto secondo
Macbeth, pur proclamato re, continua a essere attanagliato da
timori e dubbi: il suo trono è vacillante, dato che le streghe hanno
predetto che in futuro regneranno sul trono di Scozia i figli di
Banco. La moglie lo spinge allora a uccidere l’antico amico e la
sua prole («La luce langue…» «O voluttà del soglio!»). Il delitto
viene portato a termine da un gruppo di sicari («Sparve il sol!»),
ma il figlio di Banco riesce a fuggire («Studia il passo…» «Come
dal ciel precipita»). La notizia dell’omicidio viene portata a Macbeth
durante un sontuoso banchetto da lui organizzato. Al culmine dei
festeggiamenti («Si colmi il calice»), appare al tiranno lo spettro
di Banco, che lo getta nel più indicibile terrore («Di voi chi ciò
fece?»). Anche se la Lady cerca di scusare davanti ai presenti il
comportamento del marito, in tutti si insinua il sospetto di colpe
mostruose e Macduff lascia l’ormai insicuro suolo di Scozia. Macbeth,
sconvolto, decide di tornare dalle streghe per conoscere fino in
fondo il suo destino («Sangue a me quell’ombra chiede»).
Atto terzo
Macbeth si reca in un’oscura caverna, dove trova le streghe
intente ai loro incantesimi («Tre volte miagola la gatta in fregola»).
Quando il re chiede loro di conoscere il proprio futuro («Che fate
voi, misteriose donne?»), le fattucchiere evocano gli spiriti, che
mettono in guardia Macbeth da Macduff, gli predicono che nessun
nato da donna potrà ucciderlo e che il suo regno durerà finché la
foresta di Birnam non si muoverà verso il suo castello. Alla fine
però appare Banco con la sua discendenza, destinata a regnare sul
trono di Scozia («Fuggi, regal fantasma»). Macbeth, atterrito dalla
profezia, sviene. Le streghe svaniscono e sopraggiunge la Lady,
alla quale il marito racconta quanto ha veduto: i due sposi decidono
insieme di sterminare tutti i loro nemici, compreso Macduff e la
sua famiglia («Ora di morte e di vendetta»).
Atto quarto
In un luogo deserto, ai confini tra Scozia e Inghilterra, i
profughi scozzesi piangono per le condizioni della loro terra oppressa
dal sempre più sanguinario Macbeth («Patria oppressa!»). Fra loro
vi è Macduff, straziato dalla notizia dell’uccisione della moglie
e dei figli per mano di Macbeth («O figli, o figli miei!…» «Ah,
la paterna mano»). Sopraggiunge Malcolm, figlio di Duncano, che
ordina di tagliare i rami degli alberi della foresta di Birnam e
avanzare coperti dalle fronde verso il castello di Macbeth («La
patria tradita»). Intanto la Lady, tormentata dagli incubi, vaga
di notte nel castello in preda a un sonnambulismo che la spinge
a rivelare gli orribili delitti di cui si è macchiata («Una macchia…
è qui tuttora!»). La situazione precipita: Macbeth, in procinto
di scendere in battaglia contro gli insorti («Perfidi! All’Anglo
contro me v’unite!…» «Pietà, rispetto, onore»), apprende la notizia
della morte della moglie, un annuncio che lo lascia quasi indifferente,
mentre lo sconvolge molto di più il racconto dei suoi guerrieri,
che narrano come la foresta di Birnam stia muovendo verso il castello.Macbeth
comprende che la fine del suo regno è prossima, ma non rinuncia
a combattere. Durante la battaglia il tiranno si trova di fronte
Macduff, al quale rivela di essere invincibile perché nessun nato
da donna potrà mai colpirlo,ma con suo grande stupore il rivale
ribatte di essere stato strappato al momento della nascita dal grembo
materno: le streghe hanno dunque beffato Macbeth, che viene ucciso
in duello da Macduff. Irrompe vittorioso l’esercito dei ribelli,
che proclama Malcolm nuovo re di Scozia («Macbeth, Macbeth ov’è»).
A cura di Mauro Tosti-Croce
(inizio pagina)
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