| |
Sale del Teatro Regio di Parma
Auditorium Niccolò Paganini
Casa della Musica
Teatro Verdi di Busseto
Castello di Torrechiara
Verdi tra noi
Le opere di Verdi raccontate in musica, parole, immagini
ingresso libero
Tutte le opere di Giuseppe Verdi raccontate giorno per giorno in
musica, parole e immagini: un piccolo concerto di musiche verdiane,
con trascrizioni e riduzioni per le più diverse formazioni
musicali, un incontro con un artista, un intellettuale, un appassionato,
letture dei capolavori che hanno ispirato i libretti delle opere,
ricordate in modo emozionante e sempre diverso. Appuntamenti realizzati
con i Solisti del Teatro Regio di Parma, I Filarmonici di Busseto,
il Conservatorio di Musica “A. Boito” di Parma, i circoli
e le associazioni musicali, condotti da Lorenzo Arruga, Vincenzo
Raffaele Segreto, Alessandro Taverna, Stefano Valanzuolo e con la
partecipazione straordinaria, tra gli altri, di Sonia Bergamasco,
Chiara Muti, Eugenio Monti Colla e Riccardo Muti.
lunedì 1 ottobre
OBERTO, CONTE DI SAN BONIFACIO
Sale del Teatro Regio di Parma, ore 17.00
LORENZO ARRUGA incontra
MERCEDES CARRARA VERDI
e UBERTO, CONTE DI SAN BONIFACIO
martedì
2 ottobre
UN GIORNO DI REGNO
Melodramma giocoso in due atti su libretto di
Felice Romani. tratto da Le faux Stanislas di A.V. Pineau-Duval.
Prima rappresentazione: Milano, Teatro alla Scala, 5 settembre 1840
Il Re di Polonia vuole star nascosto dai suoi nemici, e fa travestire
il bel Conte Belfiore, che fingerà d'essere lui. Dei nemici non
sappiamo più niente, ma seguiamo le avventurose vicende amorose
di corte: chi crede, chi sospetta, chi s'inquieta, chi aspetta e
teme per il vero Re, tutti spinti verso spregiudicato lieto fine.
Ascoltato con allegria, come una rapsodia d'arie e di concertati
irruenti, i personaggi leggeri come nel cabaret e la musica vigorosa
e sbrigativa ci portano la domanda: ma Verdi tentava con la sua
arte di agganciare la tradizione d'un'opera buffa ormai lontana
o con il suo caratteraccio voleva liquidarla?
“Lessi e rilessi, nessuno dei libretti mi piaceva, ma viste
le premure che mi facevano, prescelsi quello che mi parve meno male,
e fu Il finto Stanislao, battezzato poi Un giorno di regno”.
Sale del Teatro Regio di Parma, ore 17.00
Introduzione di VINCENZO SEGRETO
Musiche da Un giorno di regno
Compagnoni di Parigi
Grave a core innamorato
Non san quant’io nel petto soffra
Pietoso a lungo pianto
Ch’io non possa il ver comprendere
Giurai seguirlo in campo
Con gli allievi del Conservatorio “A. Boito” di Parma
Soprano SARA ROSSI
Mezzosoprano OH HEE JIN
Baritono VALDIS JANSONS
Tenore LEONARDO CORTELLAZZI
Pianoforte TATIANA STASENKO KUZINA
mercoledì
3 ottobre
NABUCCO
Dramma lirico in quattro parti su libretto di Temistocle Solera
Prima rappresentazione: Milano, Teatro alla Scala, 9 marzo
1842
Nabucodonosor, Re di Babilonia, vittorioso sugli Ebrei,
prepotente e crudele, dice di essere Dio, riceve un fulmine sulla
testa, impazzisce, si ravvede, una sua figlia si converte per amore,
un'altra vorrebbe regnare grazie a un documento falso ma si pente
si uccide. Gli Ebrei sospirano e pregano e alla fine hanno ragione.
Tutti abbiamo nella memoria quest'opera solenne, primo
trionfo del Maestro. Una chitarra, virtuosistica ma intima, ci richiamerà
al nostro cuore la grandezza d'uno che, in una terra poco avvezza
alla Bibbia e all'affratellamento fra i popoli, ci fa sentire nostro
il canto degli Ebrei che invocano la patria perduta.
“…ritorno al teatro e restituisco il manoscritto a Merelli.
- Bello, eh?... mi dice lui.
- Bellissimo.
- Eh!... Dunque mettilo in musica!...
- Neanche per sogno… non ne voglio sapere.
- Mettilo in musica, mettilo in musica!”
Sale del Teatro Regio di Parma, ore 17.00
Introduzione di ALESSANDRO TAVERNA
Chitarra romantica Lacôte 1825
P.Tonassi: 1^ pot pourri sull’opera Nabucco
J. Kaspar Mertz: Fantasia sul Nabucco
P.Tonassi: 2^ pot pourri sull’opera Nabucco
G. Verdi: Va pensiero (rid. Per chitarra sola di G. Del Vescovo)
Chitarra GIAMPAOLO BANDINI
giovedì
4 ottobre
I LOMBARDI ALLA PRIMA CROCIATA
Dramma lirico in quattro atti su libretto di Tenistocle Solera,
tratto dall’omonimo poema di Tommaso Grossi.
Prima: Milano, Teatro alla Scala, 11 febbraio 1843.
Da Sant'Ambrogio alle tende davanti a Gerusalemme.
Amori, odii, rimorsi, conversioni, miracoli: ne accadono tante,
ai poveri Lombardi. Uno che ha ammazzato il padre al posto del fratello
muore venerato eremita. Fra le ardenti sabbie tutti sognano l'aria
fresca e i ruscelli di casa: "O Signore, dal tetto natio..."
Picaresca, scatenata vicenda, dai molti linguaggi a forza mescolati,
ci dà il piacere di sentire le fantasie dirompenti del giovane Verdi
scatenato: un gruppo di giovani cantanti si butta per trascinarci
a sentire quelle emozioni, quei presagi, e l'affermarsi dell'accento
verdiano come nitida parola scenica.
“Mi accusano di amare molto il fracasso e di trattar male il
canto: non ci badi; metta pure della passione, e vedrà che scriverò
passabilmente.”
Sale del Teatro Regio di Parma, ore 17.00
Introduzione di ALESSANDRO TAVERNA
Musiche da I lombardi alla prima crociata
Salve Maria
La mia letizia infondere … come poteva un angelo
E chi son io …
Teco io fuggo
Preludio atto III
Finale atto III
Soprano CRISTINA GIANNELLI
Tenore PAEK SEUNG - HWA
Basso ROBERTO TAGLIAVINI
Pianoforte ELENA RIZZO
Parma, Piazza della Steccata, ore 18.00
QUARTETTO D’ARCHI “I MUSICI DI PARMA”
Mezzosoprano NADIA PATRENKO
Baritono STEFANO SPAGNOLI
venerdì
5 ottobre
ERNANI
Dramma lirico in quattro atti su libretto di Francesco Maria Piave,
tratto dal dramma Hernani di Victor Hugo
Prima rappresentazione: Venezia, Teatro La Fenice, 9 marzo 1844.
Amano Elvira in tre. Il vecchio Silva la tien chiusa nel suo castello,
il Re di Spagna gliela porta via, ma, eletto Imperatore, la lascia
al terzo uomo, Ernani, il rivoltoso bandito dalla corte. E' lui
che Elvira ama: ahi per onore egli rispetta una promessa fatta
a Silva che l'aveva salvato, e al suo fatale suono di corno si uccide.
Tragedia dell'onore, esaltazione dei grandi uomini tutti d'un
pezzo: basta citarne i temi al pianoforte, raccontandola, e balza
il senso della grandezza. Ma la donna, concupita, adorata, contesa,
che rimane sola per una faccenda d'onore tra uomini? Arruga interroga
gli ospiti e soprattutto le ospiti.
“Sono alloggiato passabilmente e sto in casa molto, cioè sto
in letto. Scrivo questo mio povero Ernani e non sono malcontento.
Ad onta della mia apparente indifferenza, se facessi fiasco mi schiaccio
le cervella: non potrei sopportare l’idea, tanto più che questi
veneziani si aspettano non so che cosa…”
Sale del Teatro Regio di Parma, ore 17.00
LORENZO ARRUGA racconta l’opera al pianoforte
Parma, Piazza della Steccata, ore 18.00
Soprano GIANNA QUENI
Basso FRANCO LUFI
Arpa CARLA THEY
Flauto GIULIANO CREMONESINI
Pianoforte CLAUDIO CIRELLI
sabato
6 ottobre
I DUE FOSCARI
Tragedia lirica in tre atti, libretto di Francesco Maria Piave
tratto dalla tragedia The two Foscari di George Byron.
Prima rappresentazione: Roma, Teatro Argentina, 3 novembre 1844.
Crepuscolo nerissimo per la gloriosa famiglia Foscari. Francesco,
il vecchio Doge, deve scacciare da Venezia il figlio Jacopo, esiliato
ingiustamente, ora tornato di nascosto per vedere la moglie e il
figlioletto: e prima muore Jacopo per avvilimento; e poi Francesco
sostituito al trono da un nemico, per lo sdegno.
Ecco, comincia con quest'opera la solitudine dei regnanti, tema
caro a Verdi, che guarda con fermezza le realtà della storia. Primeggia
però il sentimento del dolore, nella malinconia d'una fosca laguna,
e il quartetto per clarinetto ed archi d'un suo contemporaneo lo
riecheggia con ogni malinconia.
“Caro Piave,
ricevo in questo istante i due Foscari. Bel dramma, bellissimo,
arcibellissimo!... La prima scena va benissimo, e la poesia del
primo coro è superba e domani sarà musicata.
Ti raccomando i recitativi brevi. Addio addio rispondimi prestissimo”.
Casa della Musica, ore 11.00
Inaugurazione della mostra
“1913 - Il primo festival verdiano”
Casa della musica, ore 21.00
Introduzione di STEFANO VALANZUOLO
I due Foscari: riduzione per clarinetto, violino, viola e
violoncello di Pietro Tomassi (1800-1877)
I FILARMONICI DI BUSSETO
Clarinetto CORRADO GIUFFREDI
Violino MICHELANGELO MAZZA
Viola ALFREDO ZAMARRA
Violoncello FRANCESCO FERRARINI
Teatro Verdi di Busseto, ore 20.30
Introduzione di MAURO BIONDINI
Chitarra romantica Lacôte 1825
P.Tonassi: 1^ pot pourri sull’opera Nabucco
J. Kaspar Mertz: Fantasia sul Nabucco
P.Tonassi: 2^ pot pourri sull’opera Nabucco
G. Verdi: Va pensiero (rid. Per chitarra sola di G. Del Vescovo)
Chitarra GIAMPAOLO BANDINI
Parma, Portici del grano, ore 18.00
ORCHESTRA DA CAMERA “I MUSICI DI PARMA”
Overture e sinfonie verdiane
domenica
7 ottobre
GIOVANNA D’ARCO
Ritratto di Santa Giovanna: la sua campagna quieta, le voci misteriose
che le chiedono di salvare la Francia, l'attrazione suscitata nel
Re, l'incomprensione fatale del padre, la vittoria alla testa dell'esercito,
le calunnie, la condanna; e poi, seguendo l'invenzione del dramma
di Schiller, la discesa dal rogo per morire in battaglia.
Come nascono i miti popolari dei grandi condottieri? Perché Giovanna
è celebrata e amata? Ne sentiamo tutta la veemente, ingenua, determinata
passione ascoltando come s'impossessi dei temi dell'opera verdiana
una banda militare: con quanto ha di potenza e quanto di segreto
struggimento.
“Che volete che vi dica di me? Che sono sempre lo stesso, sempre
malcontento di tutto; quando ho la fortuna propizia la desidero
contraria, quando l’ho contraria la voglio propizia, quando sono
a Milano vorrei essere a Parigi, ora che sono a Parigi vorrei essere…
dove?... non so… nel mondo della luna.”
UN GIORNO DI REGNO
Melodramma giocoso in due atti su libretto di Felice Romani.
tratto da Le faux Stanislas di A.V. Pineau-Duval.
Prima rappresentazione: Milano, Teatro alla Scala, 5 settembre 1840
Il Re di Polonia vuole star nascosto dai suoi nemici, e fa travestire
il bel Conte Belfiore, che fingerà d'essere lui. Dei nemici non
sappiamo più niente, ma seguiamo le avventurose vicende amorose
di corte: chi crede, chi sospetta, chi s'inquieta, chi aspetta e
teme per il vero Re, tutti spinti verso spregiudicato lieto fine.
Ascoltato con allegria, come una rapsodia d'arie e di concertati
irruenti, i personaggi leggeri come nel cabaret e la musica vigorosa
e sbrigativa ci portano la domanda: ma Verdi tentava con la sua
arte di agganciare la tradizione d'un'opera buffa ormai lontana
o con il suo caratteraccio voleva liquidarla?
“Lessi e rilessi, nessuno dei libretti mi piaceva, ma viste
le premure che mi facevano, prescelsi quello che mi parve meno male,
e fu Il finto Stanislao, battezzato poi Un giorno di regno”.
Castello di Torrechiara, ore 11.00
Introduzione di VINCENZO SEGRETO
Musiche da Un giorno di regno
Compagnoni di Parigi
Grave a core innamorato
Non san quant’io nel petto soffra
Pietoso a lungo pianto
Ch’io non possa il ver comprendere
Giurai seguirlo in campo
Con gli allievi del Conservatorio “A. Boito” di Parma
Soprano SARA ROSSI
Mezzosoprano OH HEE JIN
Baritono VALDIS JANSONS
Tenore LEONARDO CORTELLAZZI
Pianoforte TATIANA STASENKO KUZINA
domenica 7 ottobre
UN GIORNO DI REGNO
Melodramma giocoso in due atti su libretto di Felice Romani. tratto
da Le faux Stanislas di A.V. Pineau-Duval.
Prima rappresentazione: Milano, Teatro alla Scala, 5 settembre 1840
Il Re di Polonia vuole star nascosto dai suoi nemici, e fa travestire
il bel Conte Belfiore, che fingerà d'essere lui. Dei nemici non
sappiamo più niente, ma seguiamo le avventurose vicende amorose
di corte: chi crede, chi sospetta, chi s'inquieta, chi aspetta e
teme per il vero Re, tutti spinti verso spregiudicato lieto fine.
Ascoltato con allegria, come una rapsodia d'arie e di concertati
irruenti, i personaggi leggeri come nel cabaret e la musica vigorosa
e sbrigativa ci portano la domanda: ma Verdi tentava con la sua
arte di agganciare la tradizione d'un'opera buffa ormai lontana
o con il suo caratteraccio voleva liquidarla?
“Lessi e rilessi, nessuno dei libretti mi piaceva, ma viste
le premure che mi facevano, prescelsi quello che mi parve meno male,
e fu Il finto Stanislao, battezzato poi Un giorno di regno”.
Teatro Verdi di Busseto, ore 20.30
Introduzione di MAURO BIONDINI
Musiche da Un giorno di regno
Compagnoni di Parigi
Grave a core innamorato
Non san quant’io nel petto soffra
Pietoso a lungo pianto
Ch’io non possa il ver comprendere
Giurai seguirlo in campo
Con gli allievi del Conservatorio “A. Boito” di Parma
Soprano SARA ROSSI
Mezzosoprano OH HEE JIN
Baritono VALDIS JANSONS
Tenore LEONARDO CORTELLAZZI
Pianoforte TATIANA STASENKO KUZINA
Parma,Portici del grano, ore 18.00
Soprano NOVELLA BASSANO
Tenore MAURIZIO GRAZIANI
Arpa CARLA THEY
Flauto GIULIANO CREMONESINI
Pianoforte CLAUDIO CIRELLI
lunedì
8 ottobre
ALZIRA
Tragedia lirica in un prologo e due atti su libretto di Salvadore
Cammarano, tratto da Alzire ou les Américains di Voltaire
Prima rappresentazione: Napoli Teatro San Carlo, 12 agosto 1845.
Perù antico. Zamora capo Inca, ama Alzira, ma viene dato presto
per morto. Alzira viene fatta a forza cristiana e sposa del governatore
spagnolo Guzman. Ma Zamora era vivo, torna e ferisce a morte Guzman,
che fa a tempo a pentirsi e nominare governatore Zamora, che si
converte al cristianesimo e sposa Alzira.
Memorabile Alzira fu, qui al Regio di Parma, lo spettacolo
di Luciano Damiani, con le sue scene ed i suoi costumi. Noi ricordiamo
il grande uomo di teatro, certo fra più grandi scenografi della
storia, morto da poche settimane, proiettandone i momenti salienti
e rendendo omaggio alla sua grandezza.
“Ho finito l’opera anche nell’istromentale e si ritarderà l’andata
in scena di questa mia opera perché l’ho fatta quasi senza accorgermene,
e senza nessuna fatica…”
Sale del Teatro Regio di Parma, ore 17.00
Introduzione di LORENZO ARRUGA
Alzira: un omaggio a Luciano Damiani.
Ricordi e immagini dello storico allestimento del Regio di Parma
martedì
9 ottobre
MESSA DA REQUIEM
Sale del Teatro Regio di Parma, ore 18.00
Conversazione di RICCARDO MUTI
mercoledì
10 ottobre
194° COMPLEANNO DI GIUSEPPE VERDI
Parma, Piazzale della Pace, ore 11.00
Cerimonia di commemorazione
presso il monumento a Verdi
Il Coro del Teatro Regio di Parma canta Va pensiero
ATTILA
Dramma lirico in un prologo e tre atti su libretto di Temistocle
Solera (con successivo intervento di Francesco Maria Piave)
tratto da Attila re degli Unni di Zacharias Werner.
Prima rappresentazione: Venezia, Teatro La Fenice, 17 marzo 1846
Il capo dei barbari Unni sterminatori invade l'Italia e incontra:
il Generale romano Ezio che gli propone un accordo (e lo rifiuta),
il papa Leone Magno in tutta la sua sacra maestà (e rinuncia a saccheggare
Roma), l'affascinante aggressiva Odabella (e la vuole sposare, invece
lei lo uccide).
Nella nudità del canto e pianoforte, con giovani cantanti, possiamo
immaginare l'effetto delle primeprove dell'opera quando Verdi
la scrisse e immaginare l'attesa della scena di Aquileia
o dei costumi di Romani, Unni, soldati, bambini, e lo stagliarsi
forte nella musica dei grandi personaggi.
“A me pare che si possa fare un bel lavoro e se studierai seriamente
farai il tuo più bel libretto. Ma bisogna studiare molto. Ti manderò
l’originale di Verner fra pochi giorni e tu devi fartelo tradurre
perché vi sono squarci di poesia potentissimi.”
Sale del Teatro Regio di Parma, ore 17.00
Introduzione di ALESSANDRO TAVERNA
Musiche da Attila
Preludio
Ella in poter del barbaro … cara patria
“Oh nel fuggente nuvolo”
Mentre gonfiarsi l’anima … altre quel limite
Dagli immortali vertici … è gettata la mia sorte
Tu, rea donna già schiava
Soprano MARIA SIMONA CIANCHI
Tenore PAEK SEUNG – HWA
Baritono LEONARDO LOPEZ LINARES
BassoROBERTO TAGLIAVINI
Parma,Piazza Garibaldi ,Portici del grano, ore 18.00
Soprano GIANNA QUENI
Basso FRANCO LUFI
Pianoforte CLAUDIO CIRELLI
CORALE “A. PONCHIELLI” Cremona
giovedì
11 ottobre
INAUGURAZIONE SEDE CLUB 27
Casa della Musica, ore 11
MACBETH
Melodramma in quattro atti su libretto di Francesco Maria Piave,
tratto dall’omonima tragedia di William Shakespeare.
Prima rappresentazione : Firenze, Teatro della Pergola, 14 marzo
1847.
Aizzato da una sposa ambiziosa e crudele e turbato da streghe profetiche,
Macbeth pugnala il Re di Scozia suo ospite, ne eredita il regno,
tiranneggia spietato, ma viene ucciso dal popolo insorto. Lady Macbeth
vaga sonnambula sentendosi le mani insanguinate. Da Shakespeare.
Studioso di musica e psicanalista operante, Denis Gaita ci addentra
nei labirinti dove il rimorso, il declino, l'orrore del sangue distruggono
una creatura umana grandiosamente colpevole. Un gruppo di strumentisti
rievoca in suggestive atmosfere la musica verdiana trascinante e
fatale.
“…ho riso assai leggendo nell’intestazione della scena… ‘Streghe
in abito di cerimonia’…Streghe in abito da cerimonia?... E’ questa
l’intenzione di Shaspeare [sic] ? Hai capito bene cosa ha voluto
Shaspeare [sic] di queste Streghe?...”
Sale del Teatro Regio di Parma, ore 17.00
DENIS GAITA: “Ambizione, rimorso e disfacimento in Lady Macbeth”
Musiche da Macbeth
(dalla “Collana verdiana” di Pasquale Bona (1808-1878)) - Macbeth
Terzetto per pianoforte, flauto e violoncello
- Gran scena del sonnambulismo, per pianoforte, flauto, violino
e violoncello
- Gran Quartetto per pianoforte, flauto, violino e violoncello
SOLISTI DEL TEATRO REGIO DI PARMA
Pianoforte SIMONE SAVINA
Flauto FILIPPO MAZZOLI
Violino MICHELANGELO MAZZA
Violoncello MASSIMO TANNOIA
Pianoforte RAFFAELE CORTESI
venerdì 12 ottobre
I MASNADIERI
Melodramma in quattro parti su libretto di Andrea Maffei, tratto
dalla tragedia Die Raüber di Friedrich Schiller
Prima rappresentazione: Londra, Her Majesty's Theatre, 22 luglio
1847.
Una famiglia potente, un vecchio padre segregato, un figlio calunniatore
che insidia la donna del fratello buono, e il buono che a capo
d'una banda di briganti sconfigge il malvagio. E poi per non trascinare
nel disonore la sua donna, la uccide e si costituisce. Da Schiller,
in pieno Sturm und Drang.
Un gruppo di giovani cantanti ci fanno assaggiare il sapore
d'una musica in cui Verdi si misurava con i folli eccessi del Romanticismo
tedesco. E ci sono cose in cui sentiamo traghettare l'opera dal
mondo del primo Verdi a quello del Trovatore e altre che
da sole sfiorano il sublime della passione assoluta.
“Per scrivere bene occorre scrivere quasi d’un fiato, riservandosi
poi di accomodare, vestire, ripulire l’abbozzo generale: senza di
che si corre il rischio di produrre opera a lunghi intervalli, con
musica a mosaico, priva di stile e di carattere”.
Sale del Teatro Regio di Parma, ore 17.00
Introduzione di ALESSANDRO TAVERNA
Musiche da I Masnadieri
O mio castel paterno
La sua lampada vitale
Tu del mio Carlo al seno
Io t’amo Amalia! Io t’amo
T’abbraccio o Carlo abbracciami!
Soprano ANNALISA CUREDDA
Baritono LEE CHANG KWON
Tenore KANG CHANG RYUN
Pianoforte GIULIANA PANZA
Parma,Piazza Garibaldi , Portici del grano, ore
18.00
Soprano RAFFAELLA BATTISTINI
Tenore MAURO PAGANO
Pianoforte CLAUDIO CIRELLI
Violino ANDREA MARRAS
sabato
13 ottobre
IL CORSARO
Melodramma tragico in tre atti su libretto di Francesco Maria Piave,
tratto da The Corsair di George Byron.
Prima rappresentazione: Trieste, Teatro Grande, 25 ottobre1848.
Due donne segnano la vita del corsaro Corrado in Turchia:
Medora malinconica e fedele, che l'aspetta,
Gulnara tempestosa e passionale che uccide per amor suo
il nemico che l'ha imprigionato.
Quando Medora stanca si avvelena, Corrado si getta da una rupe.
Castelli in festa, prigioni, mare.
Sonia Bergamasco, la squisita attrice, ci conduce nel poema di
Lord Byron, fonte dell'opera. Specialista di letture e di melologhi
e musicista, nella logica e nel suono stesso delle parole ci fa
vivere che cosa ha toccato Verdi di questa storia strana e favolosa
fino a vestirla di musica e dramma.
“Ma che? Sei diventato matto o il sei per diventare! Che io
ti ceda il Corsaro?... Quel Corsaro che ho vagheggiato tanto, che
mi costa tanti pensieri, e che tu stesso hai verseggiato con più
cura del solito? Ed io dovrò cedertelo?”
Parma, Palazzo Pigorini, ore 9.00
Apertura della mostra “Nel mondo nuovo:
Parma da Verdi a Vittorio Veneto (1900-1918)”
Casa della musica, ore 21.00
Introduzione di LORENZO ARRUGA
SONIA BERGAMASCO rievoca
Il Corsaro di Gorge Gordon Byron
I MASNADIERI
Melodramma in quattro parti su libretto di Andrea Maffei, tratto
dalla tragedia Die Raüber di Friedrich Schiller
Prima rappresentazione: Londra, Her Majesty's Theatre, 22 luglio
1847.
Una famiglia potente, un vecchio padre segregato, un figlio calunniatore
che insidia la donna del fratello buono, e il buono che a capo
d'una banda di briganti sconfigge il malvagio. E poi per non trascinare
nel disonore la sua donna, la uccide e si costituisce. Da Schiller,
in pieno Sturm und Drang.
Un gruppo di giovani cantanti ci fanno assaggiare il sapore
d'una musica in cui Verdi si misurava con i folli eccessi del Romanticismo
tedesco. E ci sono cose in cui sentiamo traghettare l'opera dal
mondo del primo Verdi a quello del Trovatore e altre che
da sole sfiorano il sublime della passione assoluta.
“Per scrivere bene occorre scrivere quasi d’un fiato, riservandosi
poi di accomodare, vestire, ripulire l’abbozzo generale: senza di
che si corre il rischio di produrre opera a lunghi intervalli, con
musica a mosaico, priva di stile e di carattere”.
Teatro Verdi di Busseto, ore 20.30
Introduzione di MAURO BIONDINI
Musiche da I Masnadieri
O mio castel paterno
La sua lampada vitale
Tu del mio Carlo al seno
Io t’amo Amalia! Io t’amo
T’abbraccio o Carlo abbracciami!
Soprano ANNALISA CUREDDA
Baritono LEE CHANG KWON
Tenore KANG CHANG RYUN
Pianoforte GIULIANA PANZA
Parma, Piazza della Steccata, ore 18.00
Soprano GIANNA QUENI
Baritono VALENTINO SALVINI
Pianoforte PATRIZIA BERNELICH
Violoncello FRANCESCO SACCÓ
Violino FRANCESCO BONACCINI
domenica
14 ottobre
LA BATTAGLIA DI LEGNANO
Tragedia lirica in quattro atti su libretto di Salvadore Cammarano
Prima rappresentazione: Roma, Teatro Argentina, 27 gennaio
1849
La rivolta dei Comuni contro il Barbarossa,
mito risorgimentale,
attraverso il conflitto interiore d'una donna onesta
che crede il fidanzato morto e ne sposa un amico,
poi lo ritrova vivo:
sono tre patrioti e il reduce sfortunato,
superando equivoci e calunnie,
morirà in pace con l'amico
baciando il vessillo del Carroccio.
Nata nel 1849, un anno dopo le Cinque Giornate di Milano
e la Prima Guerra d'Indipendenza, l'opera si legò subito
alla passione popolare,
di cui esprime l'ardimentoso orgoglio e il sentimento di
patria:
una banda militare, con la densità e l'impennarsi degli strumenti
a fiato,
ne è custode preziosa.
“Mi vien da ridere quando penso
che anch’io ho avuto delle tenerezze…
avevo 25 anni..
ma furono di breve durata.
Un anno dopo la benda cadde;
e quando in seguito ho avuto a fare con Lui, [il pubblico]
mi armavo di corazza,
e preparato alle fucilate dicevo
“A noi!!!!” Difatti eran sempre battaglie!
Battaglie che non facevano mai buon sangue…
anche quando si vinceva!!”
Auditorium Niccolò Paganini, ore 11.00
Introduzione di di MAURO BIONDINI
BANDA DELL’ESERCITO
Direttore FULVIO CREUX
I MASNADIERI
Melodramma in quattro parti su libretto di Andrea Maffei, tratto
dalla tragedia Die Raüber di Friedrich Schiller
Prima rappresentazione: Londra, Her Majesty's Theatre, 22 luglio
1847.
Una famiglia potente, un vecchio padre segregato, un figlio calunniatore
che insidia la donna del fratello buono, e il buono che a capo
d'una banda di briganti sconfigge il malvagio. E poi per non trascinare
nel disonore la sua donna, la uccide e si costituisce. Da Schiller,
in pieno Sturm und Drang.
Un gruppo di giovani cantanti ci fanno assaggiare il sapore
d'una musica in cui Verdi si misurava con i folli eccessi del Romanticismo
tedesco. E ci sono cose in cui sentiamo traghettare l'opera dal
mondo del primo Verdi a quello del Trovatore e altre che
da sole sfiorano il sublime della passione assoluta.
“Per scrivere bene occorre scrivere quasi d’un fiato, riservandosi
poi di accomodare, vestire, ripulire l’abbozzo generale: senza di
che si corre il rischio di produrre opera a lunghi intervalli, con
musica a mosaico, priva di stile e di carattere”.
Castello di Torrechiara, ore 11.00
Introduzione di ALESSANDRO TAVERNA
Musiche da I Masnadieri
O mio castel paterno
La sua lampada vitale
Tu del mio Carlo al seno
Io t’amo Amalia! Io t’amo
T’abbraccio o Carlo abbracciami!
Soprano ANNALISA CUREDDA
Baritono LEE CHANG KWON
Tenore KANG CHANG RYUN
Pianoforte GIULIANA PANZA
RIGOLETTO
Melodramma in tre atti su libretto di Francesco Maria Piave, tratto
dal dramma Le Roi s’amuse di Victor Hugo.
Prima rappresentazione: Venezia, Teatro La Fenice, 11 marzo
1851
Un Duca libertino seduce la figlia segreta del suo gobbo buffone
e questi assolda un sicario e la porta a guardare il seduttore mentre
amoreggia con un’altra. Ma per amore lei riesce a morire al posto
suo. Storia di cortigiani vil razza dannata, di feste torbide e
sontuose, di una capanna diroccata sul Mincio, di temporali e di
maledizioni.
Il gobbo Rigoletto, possessivo e sventurato, l’elegante impunito
Duca di Mantova, la passionale eroica tenera Gilda, il sinistro
sicario Sparafucile, a modo suo uomo d’onore, vengono rievocati
e ridipinti nella nostra memoria risvegliata dai Solisti del Teatro
Regio in un Pout-pourri e in una Fantasia di Stefani e di Bassi,
che questa sera tornano alla luce.
“Non capisco perché siasi tolto il sacco: cosa importava del
sacco alla polizia? Temono dell’effetto? Ma mi permetta di dire,
perché ne vogliono sapere più di me? Chi può fare da Maestro? Chi
può dire questo farà effetto e quello no?”
Teatro Verdi di Busseto, ore 20.30
Introduzione di MAURO BIONDINI
Pot-pourri di Alighiero Stefani.
Fantasia di Concerto di Luigi Bassi per Clarinetto Solista e piccola
Orchestra.
SOLISTI DEL TEATRO REGIO DI PARMA
Violino I MICHELANGELO MAZZA
Violino II SARA STERNIERI
Viola ALFREDO ZAMARRA
Violoncello MASSIMO TANNOIA
Contrabbasso ENRICO MAGRINI
Flauto EMILIANO BERNAGOZZI
Clarinetto solista CORRADO GIUFFREDI
Clarinetto SERGIO PELLEGRINI
Clarinetto STEFANO FRANCESCHINI
Fagotto MASSIMILANO DENTI
Corno DANILO MARCHELLO
CornoANGELO BORRONI
Parma, Piazza della Steccata, ore 18.00
ORCHESTRA DA CAMERA “I MUSICI DI PARMA”
lunedì
15 ottobre
LUISA MILLER
Melodramma tragico in tre atti su libretto di Salvadore Cammarano,
tratto dalla tragedia Kabala und Liebe di Friedrich Schiller
Prima rappresentazione: Napoli Teatro San Carlo, 8 dicembre 1849.
Cupo Tirolo, Medio Evo cupissimo. Da Schiller. Ragazza introversa
e povera con padre arrestato viene ricattata da potente: o rinnegherai
il fidanzato e sarai mia, o il padre perirà. Il fidanzato rinnegato
va da lei, beve il veleno e lo fa bere anche a lei; ma di fronte
alla morte si chiariscono e si capiscono, si perdonano, si uniscono.
Lui trova anche l’ istante giusto per pugnalare il bieco ricattatore.
Luisa e Violetta sono le protagoniste delle due produzioni al
Teatro Regio in questo festival; due studiosi di civiltà e di prestigio,
Gian Paolo Minardi e Pierluigi Petrobelli, presentano la raccolta
di saggi Eroine tragiche… ma non troppo, composti per la
circostanza. Poi, musica con la seconda compagnia dell’opera, formata
da giovani straordinari.
“Il terzo atto è bellissimo. Sviluppate bene il duetto tra padre
e figlia: fatene un duetto da cavare le lagrime”
Sale del Teatro Regio di Parma, ore 17.00
Introduzione di VINCENZO SEGRETO
GIAN PAOLO MINARDI e PIERLUIGI PETROBELLI
raccontano “Eroine tragiche... ma non troppo”
Musiche da Luisa Miller
Aria e Cabaletta di Miller “Sacra la scelta .. Ah! Fu giusto
il mio sospetto”
Aria e Cabaletta di Luisa “Tu puniscimi, o Signore .. A brani, a
brani”
Aria e Cabaletta di Rodolfo “Oh! Fede negar potessi .. Quando le
sere … L’ara o l’avello”
Scena, Preghiera, Duetto e terzetto Rodolfo-Luisa-Miller “Ah! L’ultima
preghiera”
Soprano IRINA LUNGU
Tenore FRANCESCO DEMURO
Baritono LEONARDO LOPEZ LINARES
Pianoforte RAFFAELE CORTESI
martedì
16 ottobre
STIFFELIO (AROLDO)
Opera in tre atti su libretto di Francesco Maria Piave, tratto
dal dramma Le pasteur ou L’évangile et le foyer di E. Bourgeois
e E. Souvestre.
Prima rappresentazione: Trieste, Teatro Grande, 16 novembre 1850
Aroldo. Dramma lirico in quattro atti su libretto di Francesco
Maria Piave, rifacimento dello Stiffelio.
Prima rappresentazione: Rimini, Teatro Nuovo, 16 Agosto 1857
Vicenda tormentosa attorno ad un pastore ed alla sua vulnerabile
moglie, combattuta e pentita. Un portafoglio trovato e bruciato
per rispetto alla privacy, una lettera passata di mano in mano e
di libro in libro, un duello di notte in cimitero, un anello nuziale
ceduto e restituito, un padre vendicativo e giustiziere, confessioni
e rimorsi, preparano il clamoroso gesto del pastore che legge in
chiesa il passo dell'adultera perdonata, vede la moglie e la perdona.
I giovani cantanti verdiani del Festival presenteranno le principali
pagine, pochissimo note, di quest'opera, dal tema tormentoso e dalla
tinta severa, che sembra quasi anticipare le atmosfere dei film
di Bergman. Verdi, insoddisfatto della sua opera, proverà a trasformarla,
con il titolo di Aroldo; noi faremo riferimento alla più
scabra e genuina versione originale.
“Tanto il poeta che il maestro devono avere il talento e il
coraggio di non fare né poesia né musica…”
Sale del Teatro Regio di Parma, ore 17.00
Introduzione di ALESSANDRO TAVERNA
Musiche da Stiffelio
Non ha per me un accento… Vidi ovunque gemere
Dite che il fallo a tergere
O cielo! Dove son io? … Ah dagli scanni eterei
Ei fugge! … Lina, pensai che un angelo
Dite ai fratei che al tempio … opposto è il calle che in avvenire
Con gli allievi del Conservatorio “A. Boito” di Parma
Soprano MARIA SIMONA CIANCHI
Tenore KANG CHANG RYUN
Baritono VALDIS JANSONS
Pianoforte CLAUDIO CIRELLI
mercoledì
17 ottobre
RIGOLETTO
Melodramma in tre atti su libretto di Francesco Maria Piave, tratto
dal dramma Le Roi s’amuse di Victor Hugo.
Prima rappresentazione: Venezia, Teatro La Fenice, 11 marzo
1851
Un Duca libertino seduce la figlia segreta del suo gobbo buffone
e questi assolda un sicario e la porta a guardare il seduttore mentre
amoreggia con un’altra. Ma per amore lei riesce a morire al posto
suo. Storia di cortigiani vil razza dannata, di feste torbide e
sontuose, di una capanna diroccata sul Mincio, di temporali e di
maledizioni.
Il gobbo Rigoletto, possessivo e sventurato, l’elegante impunito
Duca di Mantova, la passionale eroica tenera Gilda, il sinistro
sicario Sparafucile, a modo suo uomo d’onore, vengono rievocati
e ridipinti nella nostra memoria risvegliata dai Solisti del Teatro
Regio in un Pout-pourri e in una Fantasia di Stefani e di Bassi,
che questa sera tornano alla luce.
“Non capisco perché siasi tolto il sacco: cosa importava del
sacco alla polizia? Temono dell’effetto? Ma mi permetta di dire,
perché ne vogliono sapere più di me? Chi può fare da Maestro? Chi
può dire questo farà effetto e quello no?”
Sale del Teatro Regio di Parma, ore 17.00
Introduzione di STEFANO VALANZUOLO
Pot-pourri di Alighiero Stefani.
Fantasia di Concerto di Luigi Bassi per Clarinetto Solista e piccola
Orchestra.
SOLISTI DEL TEATRO REGIO DI PARMA
Violino I MICHELANGELO MAZZA
Violino II SARA STERNIERI
Viola ALFREDO ZAMARRA
Violoncello MASSIMO TANNOIA
Contrabbasso ENRICO MAGRINI
Flauto EMILIANO BERNAGOZZI
Clarinetto solista CORRADO GIUFFREDI
Clarinetto SERGIO PELLEGRINI
Clarinetto STEFANO FRANCESCHINI
Fagotto MASSIMILANO DENTI
Corno DANILO MARCHELLO
CornoANGELO BORRONI
giovedì
18 ottobre
IL TROVATORE
Dramma in quattro atti e otto quadri, su libretto di Salvadore
Cammarano, tratto dalla tragedia El Trovador di Antonio García
Gutiérrez
Prima rappresentazione: Roma, Teatro Apollo, 19 gennaio 1853
Sono fratelli e non lo sanno. Giovani, rivali in guerra ed in amore.
Uno è un conte, l'altro crede d'avere per madre una fosca zingara
vendicativa, che invece un tempo aveva bruciato il figlio al posto
suo. E l'amata lo ama, lo cerca nel campo nemico, si avvelena
per non esser che sua. Il fratello lo fa uccidere, la zingara rivela
solo allora chi veramente sia. Opera estrema, misteriosa, mitica.
Sensuale e passionale, meno intimo e notturno dell'opera verdiana,
El Trovador, del giovanissimo Antonio Garcia Gutiérrez, fonte
dell'opera, spunterà nelle parole saporose della traduzione di Ivanna
Speranza lette dagli attori Paola Santini e Giuseppe Orsi; ascoltando
la trascrizione per quartetto di Melchiori, affioreranno invece
alla nostra memoria le parole del libretto di Cammarano e
la musica travolgente che amiamo.
“Voi non mi dite una parola se questo dramma vi piace. Io ve
l’ho proposto, perché parevami presentasse bei punti di scena, e
soprattutto qualche cosa di singolare, di originale nell’insieme”.
Sale del Teatro Regio di Parma, ore 17.00
Introduzione di i LORENZO ARRUGA
con letture di Giuseppe Orsi e Paola Santini
da Il Trovatore di Antonio Garcìa Gutierrez
dalla Trascrizione per 2 violini,viola e violoncello di A.Melchiori
- Il Trovatore
Coro di introduzione e cavatina
“Di due figli vivea padre beato”
Allegro – Andante – Allegro
Seguito e stretta dell’introduzione
Allegro – Allegro assai agitato
Cavatina “Tacea la notte placida”
Andante – Allegro giusto
Aria “Il balen del suo sorriso”
Largo – Allegro assai mosso
Atto secondo: Coro d’ introduzione”Or co’ dadi”
Allegro
Aria “Ah si, ben mio, coll’ esser tuo” Adagio
“Di quella pira” Allegro
Duetto “Qual voce, come, tu donna…” Allegro
Finale IV atto Andante ”Parlar non vuoi” Andante
Scena finale “Ti scosta… non respingermi” Andante
QUARTETTO D’ARCHI DEL TEATRO REGIO DI PARMA
Violino I MICHELANGELO MAZZA
Violino II LUIGI MAZZA
ViolaPIETRO SCALVINI
Violoncello FRANCESCO FERRARINI
venerdì
19 ottobre
LA TRAVIATA
Melodramma in quattro atti su libretto di Francesco Maria Piave,
tratto dal romanzo La dame aux camélias
di Alexandre Dumas figlio.
Prima rappresentazione : Venezia, Teatro La Fenice, 6 marzo
1853.
Violetta, giovinetta tisica, si fa mantenere a turno da vogliosi
ricconi. Ma, conquistata all'amore, vuol redimersi vivendo con un
giovane perbene. Quando però arriva il severo padre di lui,
accetta di lasciarlo per l'onore della famiglia. Povera e
sola, raggiunta dai due uomini pentiti, muore con gioia.
Clarinetto e fisarmonica! Anche così, come con gli organetti,
per le strade si diffondevano le arie rapinose dell'immortale Traviata.
Benedetto Carulli ne testimonia in pieno Ottocento la tradizione,
con la versione che Giuffredi e Chiacchiaretta ci faranno rivivere
fra sorriso e nostalgia.
“La Traviata ha fatto un fiascone, e peggio hanno riso. Eppure,
che vuoi? Non ne sono turbato. Ho torto io, o hanno torto loro?
Per me credo che l’ultima parola sulla Traviata non sia quella di
iersera. La rivedranno… e vedremo!”
Sale del Teatro Regio di Parma, ore 17.00
Introduzione di ALESSANDRO TAVERNA
Riduzione di Benedetto Carulli (1797-1877) nella versione per clarinetto
e fisarmonica
I FILARMONICI DI BUSSETO
Clarinetto CORRADO GIUFFREDI
Fisarmonica CESARE CHIACCHIARETTA
Parma,Piazza Garibaldi , Portici del grano, ore
18.00
Soprano GIANNA QUENI
Tenore GIULIANO DI FILIPPO
Pianoforte CLAUDIO CIRELLI
Violino ANDREA MARRAS
sabato
20 ottobre
LES VÊPRES SICILIENNES (I VESPRI SICILIANI)
Dramma in cinque atti su libretto di Eugène Scribe e Charles Duveyrier,
poi tradotto in italiano da Arnaldo Fusinato
Prima: Parigi. Opéra, 13 giugno 1855
Ancora una grande storia medievale incrociata con una grande storia
privata. Palermo, 1282, popolo siciliano contro i Francesi dominatori:
in un giovane patriota amante d'una Contessa a lui avversa il Governatore
riconosce un figlio segreto; ma, tra ansie e contraddizioni, il
suo patetico tentativo di pacificazione generale è rotto dal fatale
scoppio della rivolta.
La sinfonia ci annuncia una frase che sembra simbolica del Risorgimento,
ma nell'opera si scopre essere espressione del sentimento paterno.
Alessandro Zaccuri, autore del felice libro Il signor figlio,
ci guida a capirne il senso per Verdi. Finale festoso con il
Ballo delle Stagioni.
«Più rifletto su questo soggetto, più sono persuaso che è pericoloso.
Urta i francesi, poiché sono massacrati; urta gli italiani, perché
monsieur Scribe, alterando il carattere storico di Procida, ne fa
(secondo il suo sistema favorito) un cospiratore comune, con in
mano l’inevitabile pugnale. Dio mio! Nella storia di ogni popolo
ci sono virtù e crimini, e noi non siamo peggiori degli altri. Ad
ogni buon conto, io sono prima di tutto un italiano e, costi quel
che costi, non mi renderò giammai complice di un insulto fatto al
mio paese». [da una lettera di Giuseppe Verdi a François-Louis Crosnier
del 3 gennaio 1855
Casa della musica, ore 21
Introduzione di i LORENZO ARRUGA
ALESSANDRO ZACCURI: “La paternità in Verdi”
CONCERTO
Il Ballo delle stagioni
SOLISTI DEL TEATRO REGIO DI PARMA
Violino I MICHELANGELO MAZZA
Violino II SIMONE GRIZI
Viola PIETRO SCALVINI
Violoncello FRANCESCO FERRARINI
Contrabbasso ENRICO MAGRINI
Flauto FILIPPO MAZZOLI
Clarinetto CORRADO GIUFFREDI
Clarinetto STEFANO FRANCESCHINI
Corno DANILO MARCHELLO
CornoANGELO BORRONI
STIFFELIO (AROLDO)
Opera in tre atti su libretto di Francesco Maria Piave, tratto
dal dramma Le pasteur ou L’évangile et le foyer di E. Bourgeois
e E. Souvestre.
Prima rappresentazione: Trieste, Teatro Grande, 16 novembre 1850
Aroldo. Dramma lirico in quattro atti su libretto di Francesco
Maria Piave, rifacimento dello Stiffelio.
Prima rappresentazione: Rimini, Teatro Nuovo, 16 Agosto 1857
Vicenda tormentosa attorno ad un pastore ed alla sua vulnerabile
moglie, combattuta e pentita. Un portafoglio trovato e bruciato
per rispetto alla privacy, una lettera passata di mano in mano e
di libro in libro, un duello di notte in cimitero, un anello nuziale
ceduto e restituito, un padre vendicativo e giustiziere, confessioni
e rimorsi, preparano il clamoroso gesto del pastore che legge in
chiesa il passo dell'adultera perdonata, vede la moglie e la perdona.
I giovani cantanti verdiani del Festival presenteranno le principali
pagine, pochissimo note, di quest'opera, dal tema tormentoso e dalla
tinta severa, che sembra quasi anticipare le atmosfere dei film
di Bergman. Verdi, insoddisfatto della sua opera, proverà a trasformarla,
con il titolo di Aroldo; noi faremo riferimento alla più
scabra e genuina versione originale.
“Tanto il poeta che il maestro devono avere il talento e il
coraggio di non fare né poesia né musica…”
Teatro Verdi di Busseto, ore 20.30
Introduzione di MAURO BIONDINI
Musiche da Stiffelio
Non ha per me un accento… Vidi ovunque gemere
Dite che il fallo a tergere
O cielo! Dove son io? … Ah dagli scanni eterei
Ei fugge! … Lina, pensai che un angelo
Dite ai fratei che al tempio … opposto è il calle che in avvenire
Con gli allievi del Conservatorio “A. Boito” di Parma
Soprano MARIA SIMONA CIANCHI
Tenore KANG CHANG RYUN
Baritono VALDIS JANSONS
Pianoforte CLAUDIO CIRELLI
Parma,Piazza Garibaldi , Portici del grano, ore
18.00
Soprano ANNA MARIA CARUSO
Mezzosoprano SILVIA PASINI
Tenore CRISTIANO OLIVIERI
Pianoforte MILO MARTANI
domenica
21 ottobre
SIMON BOCCANEGRA
Melodramma in un prologo e tre atti su libretto di Francesco Maria
Piave, tratto dal dramma Simón Bocanegra di Antonio
García Gutiérrez
Prima rappresentazione: Venezia, Teatro La Fenice, 12 marzo 1857.
Parabola del famoso corsaro genovese,
eletto Doge della sua città,
portatore accanito di pace e di riconciliazione
nella sua autorità impressionante
e ancora da tradito e avvelenato.
Storia di rivalità storica tra famiglie,
di figlie ritrovate,
di offensori perdonati.
Poema del mare, aspro, immenso, segreto.
Sfida d'una banda a una partitura raffinata
di calcolati effetti e di melodie interiormente vissute.
Che cosa potrà uscirne: una rievocazione, una celebrazione...?
O forse anche una tradizione antica e araldica,
tanto cara alle feste e alle piazze,
che sa creare ancora oggi affreschi storici nella nostra
fantasia.
“Raccomando molto la scena ultima:
quando il Doge ordina a Pietro di schiudere i balconi
devesi vedere l’illuminazione ricca, larga,
che prenda un gran spazio,
onde si possano vedere bene i lumi che a poco a poco,
l’un dopo l’altro si spengono fino a che alla morte del Doge,
tutto è nella profonda oscurità”.
Auditorium Niccolò Paganini, ore 11.00
Introduzione di MAURO BIONDINI
BANDA MUSICALE DELL’ARMA DEI CARABINIERI
Direttore Massimo Martinelli
RIGOLETTO
Melodramma in tre atti su libretto di Francesco Maria Piave, tratto
dal dramma Le Roi s’amuse di Victor Hugo.
Prima rappresentazione: Venezia, Teatro La Fenice, 11 marzo
1851
Un Duca libertino seduce la figlia segreta del suo gobbo buffone
e questi assolda un sicario e la porta a guardare il seduttore mentre
amoreggia con un’altra. Ma per amore lei riesce a morire al posto
suo. Storia di cortigiani vil razza dannata, di feste torbide e
sontuose, di una capanna diroccata sul Mincio, di temporali e di
maledizioni.
Il gobbo Rigoletto, possessivo e sventurato, l’elegante impunito
Duca di Mantova, la passionale eroica tenera Gilda, il sinistro
sicario Sparafucile, a modo suo uomo d’onore, vengono rievocati
e ridipinti nella nostra memoria risvegliata dai Solisti del Teatro
Regio in un Pout-pourri e in una Fantasia di Stefani e di Bassi,
che questa sera tornano alla luce.
“Non capisco perché siasi tolto il sacco: cosa importava del
sacco alla polizia? Temono dell’effetto? Ma mi permetta di dire,
perché ne vogliono sapere più di me? Chi può fare da Maestro? Chi
può dire questo farà effetto e quello no?”
Castello di Torrechiara, ore 11.00
Introduzione di VINCENZO SEGRETO
Pot-pourri di Alighiero Stefani.
Fantasia di Concerto di Luigi Bassi per Clarinetto Solista e piccola
Orchestra.
SOLISTI DEL TEATRO REGIO DI PARMA
Violino I MICHELANGELO MAZZA
Violino II SARA STERNIERI
Viola ALFREDO ZAMARRA
Violoncello MASSIMO TANNOIA
Contrabbasso ENRICO MAGRINI
Flauto: EMILIANO BERNAGOZZI
Clarinetto solista CORRADO GIUFFREDI
Clarinetto SERGIO PELLEGRINI
Clarinetto STEFANO FRANCESCHINI
Fagotto MASSIMILANO DENTI
Corno DANILO MARCHELLO
CornoANGELO BORRONI
LA TRAVIATA
Melodramma in quattro atti su libretto di Francesco Maria Piave,
tratto dal romanzo La dame aux camélias di Alexandre Dumas
figlio.
Prima rappresentazione : Venezia, Teatro La Fenice, 6 marzo
1853.
Violetta, giovinetta tisica, si fa mantenere a turno da vogliosi
ricconi. Ma, conquistata all'amore, vuol redimersi vivendo con un
giovane perbene. Quando però arriva il severo padre di lui,
accetta di lasciarlo per l'onore della famiglia. Povera e
sola, raggiunta dai due uomini pentiti, muore con gioia.
Clarinetto e fisarmonica! Anche così, come con gli organetti,
per le strade si diffondevano le arie rapinose dell'immortale Traviata.
Benedetto Carulli ne testimonia in pieno Ottocento la tradizione,
con la versione che Giuffredi e Chiacchiaretta ci faranno rivivere
fra sorriso e nostalgia.
“La Traviata ha fatto un fiascone, e peggio hanno riso. Eppure,
che vuoi? Non ne sono turbato. Ho torto io, o hanno torto loro?
Per me credo che l’ultima parola sulla Traviata non sia quella di
iersera. La rivedranno… e vedremo!”
Teatro Verdi di Busseto, ore 20.30
Introduzione di MAURO BIONDINI
Riduzione di Benedetto Carulli (1797-1877) nella versione per clarinetto
e fisarmonica
I FILARMONICI DI BUSSETO
Clarinetto CORRADO GIUFFREDI
Fisarmonica CESARE CHIACCHIARETTA
Parma,Piazza Garibaldi , Portici del grano, ore
18.00
Soprano NOVELLA BASSANO
Mezzosoprano SILVIA PASINI
Baritono STEFANO SPAGNOLI
Tenore GIULIANO DI FILIPPO
Pianoforte MILO MARTANI
Violino ANDREA MARRAS
lunedì
22 ottobre
UN BALLO IN MASCHERA
Melodramma in tre atti su libretto di Antonio Somma, ispirato al
dramma di Eugène Scribe Gustave III ou Le bal masqué
Prima rappresentazione: Roma, Teatro Apollo, 17 febbraio 1859
Per amore di Amelia, moglie del suo più fido amico e difensore,
il Governatore di Boston la insegue persino nell'orrido deserto
campo dove di notte ella cerca l'erba che spegnerebbe la tentazione
di ricambiare l'amore, e finalmente si dicono "T'amo".
L'amico, che scopre l'incontro, per odio si unisce a certi congiurati
e lo uccide durante un ballo mascherato. Per amore di Amelia, il
Governatore, prima di morire, lo perdona.
Complessa, inebriante opera, ha nel secondo atto il più trascinante
duetto d'amore del teatro italiano. Lorenzo Arruga racconta al pianoforte
l'emozionante storia, cercando di farla immaginare e accumulando
voglia di una vera rappresentazione.
"Sono in un mare di guai! La Censura è quasi certo proibirà
il nostro libretto. Il perché? non lo so! Aveva ben io ragione di
dirvi che bisognava evitare qualunque frase, qualunque parola che
potesse essere sospetta. hanno cominciato per adombrarsi di alcune
espressioni, di alcune parole, dalle parole sono venuti alle scene,
dalle scene al soggetto".
Sale del Teatro Regio di Parma, ore 17.00
LORENZO ARRUGA
racconta l’opera al pianoforte
martedì
23 ottobre
LA FORZA DEL DESTINO
Melodramma in quattro atti su libretto di Francesco Maria Piave,
tratto da Don Alvàro o la Fuerza del Sino di A. Saavedra,
duca di Rivas.
Prima rappresentazione: Pietroburgo, Teatro Imperiale, 10 novembre
1862.
Romanzesca fino all'irraccontabile: Leonora sta per scappare con
l'amato, glorioso discendente dagli Incas, ma per errore questi
le uccide il padre. Da allora qual momento fugge, inseguita dal
fratello: si attraversano guerre, si incontrano vivandiere, rivenduglioli,
frati cucinieri e padri guardiani. Lei finisce eremita, eremita
ma viene raggiunta dall'Inca che si è fatto prete e dal fratello
che la uccide. Si prega la Vergine degli Angeli, si chiede "Pace,
mio Dio"...
La musica investe questa vicenda incredibile accendendo gli
eventi improbabili al limite della passione e della storia.
I Solisti del Regio di Parma ne eseguono una trascrizione strumentale
che la trasforma in una specie di rapsodia ottocentesca spregiudicata.
"Io non domando che una sola cosa a voi; la quiete,
se volete anche l'oblio".
Sale del Teatro Regio di Parma, ore 17.00
Introduzione di STEFANO VALANZUOLO
Sinfonia di Angelo Fumagalli e Fantasia per piccola orchestra
di Vittorio Mattioli
SOLISTI DEL TEATRO REGIO DI PARMA
Violino I MICHELANGELO MAZZA
Violino II SARA STERNIERI
Viola ALFREDO ZAMARRA
Violoncello FRANCESCO FERRARINI
Contrabbasso ENRICO MAGRINI
Flauto EMILIANO BERNAGOZZI
Clarinetto STEFANO FRANCESCHINI
Clarinetto SERGIO PELLEGRINI
Corno FRANCESCA BONAZZOLI
CornoANGELO BORRONI
mercoledì
24 ottobre
DON CARLOS
Opera in cinque atti su libretto di F. Joseph Méry e Camille Du
Locle, tratto dall’omonima tragedia di Friedrich Schiller.
Prima rappresentazione: Parigi, Opéra 11 marzo 1867.
Tragedie della solitudine nella Spagna dell'Inquisizione. Elisabetta
venuta dalla Francia amerebbe il principe Carlo ma ne deve sposare
il padre, Filippo II. Filippo è costretto dalla Chiesa a reprimere
ogni anelito alla libertà, persino fra gli uomini più fedeli. Affondo
storico memorabile misurato nell'intimo di personaggi grandi.
Anche questa volta una piccola compagine strumentale è chiamata
a dare indizi del clima musicale a chi non ha familiare quest'opera
e a sollevare memorie in chi la conosce. E' il salotto dell'Ottocento:
non luogo frivolo, ma l'Opera portata in casa.
"Come tu capirai sono ingolfato nelle prove del Don
Carlos. Si va avanti ma a passo di lumaca".
Sale del Teatro Regio di Parma, ore 17.00
ALFONSO SIGNORINI racconta
“Troppo fiera, troppo fragile
Il Romanzo della Callas”
Introduzione di STEFANO VALANZUOLO
Riduzione di Benedetto Carulli (1797-1877) per clarinetto, flauto
e pianoforte
SOLISTI DEL TEATRO REGIO DI PARMA
Flauto EMILIANO BERNAGOZZI
Clarinetto STEFANO FRANCESCHINI
Pianoforte ELENA RIZZO
giovedì
25 ottobre
AIDA
Opera lirica in quattro atti di Giuseppe Verdi su libretto di Antonio
Ghislanzoni, tratto da uno spunto di Auguste Mariette, rielaborato
da Camille Du Locle in collaborazione con Verdi.
Prima rappresentazione: Il Cairo, Teatro dell`Opera 24 dicembre
1871.
Era stabilito che la figlia del Faraone sposasse il capo dell'esercito
Radames, trionfatore sugli Etiopi: ma lui ama in segreto la schiava
di lei, la nera etiope Aida. Il padre di Aida, re in incognito,
tende una trappola a Radames, cui sfugge un segreto militare. Radames
finisce chiuso vivo in una vasta tomba: ma Aida l'aspettava presaga
lì dentro, e insieme sentono schiudersi il cielo.
Già nei tempi di Verdi la compagnia di marionette Carlo Colla
rappresentava a suo modo l'Aida, e quando i due protagonisti
facevano saltare col salnitro la tomba, la gente scoppiava in un
applauso gigantesco. Eugenio Monti Colla, erede della famiglia e
della compagnia che porta in giro per il mondo, ha quell' Aida
in repertorio, e ci spiega, con qualche marionetta, perché quel
folle applauso si ripeta.
"Fin dall'anno passato fui invitato a scrivere un'opera
in paese molto lontano. Risposi di no. Quando fui a Parigi Du Locle
fu incaricato di parlarmene di nuovo e di offrirmi una forte somma.
Risposi ancora di no."
Sale del Teatro Regio di Parma, ore 17.00
Introduzione di Lorenzo Arruga
VERDI APPESO AI FILI
“Aida a lieto fine”
incontro con EUGENIO MONTI COLLA e le sue marionette storiche
venerdì
26 ottobre
STRAMBERIA per violino e pianoforte
L’apprendistato a Busseto del giovane Verdi è un esempio di vicenda
offuscata dal mito. A far luce con determinazione, anche sul rapporto
con Provesi e sulla fisionomia dei Filarmonici, è l’ampio studio
di Dino Rizzo Verdi filarmonico e Maestro dei Filarmonici bussetani,
edito dall’Istituto nazionale di studi verdiani. Con una rigorosa
analisi dei documenti, ecco individuate le parti scritte dall’insegnante
e quelle dovute all’allievo. Tra i brani inediti emersi, conservati
nella Biblioteca del Monte di Credito su Pegno di Busseto e nella
Biblioteca Palatina di Parma, la Stramberia per violino e
pianoforte.
L’inedita pagina musicale composta da Giuseppe Verdi fra il 1836
ed il 1838, sarà eseguita stasera in prima assoluta dal violinista
Salvatore Accardo accompagnato al pianoforte da Laura Manzini.
“Stramberia”, ossia l’essere strano e stravagante. Non vi è altro
termine che sintetizzi in una parola la forma ed il carattere di
questa composizione. Carattere che si manifesta anche nella scelta
dello strumento solista. Non a caso il brano è destinato al violino,
strumento che autorizzava i compositori parmigiani a stravolgere
le tradizionali forme musicali sulla scia delle bizzarre pagine
e delle funamboliche esecuzioni realizzate da Paganini, presente
a Parma dall’ottobre 1835 al marzo 1836 con l’incarico di rinnovare
l’orchestra ducale. Bizzarro è l’equilibrio delle dimensioni dei
tre tempi nei quali è articolata la composizione; il primo, che
per necessità formale dovrebbe essere il più ampio, risulta avere
le medesime dimensioni dell’ultimo. Insieme fanno da cornice al
brano centrale, il più ampio della composizione. Strano è anche
l’accostamento dei tre schemi formali utilizzati. L’Allegro iniziale
in forma sonata, anche se non rispettata negli spazi dedicati allo
sviluppo, fa supporre poi l’esecuzione di un secondo tempo con andamento
lento. Al contrario si presenta un Allegro molto che altro non è
che una vivacissima tarantella in mi minore con al suo interno,
quasi fosse un trio, un Andante in mi maggiore. Tuttavia le sue
dimensioni e l’interessante materiale tematico portano l’ascoltatore
a considerarlo un brano autonomo, nettamente staccato dal brano
che lo contiene. Situazione che rende la ripresa iniziale dell’Allegro
veramente inaspettata. Una sorpresa risulta essere anche il brano
di chiusura. Dietro l’indicazione “tempo di Valzer Mosso” si nasconde
il rondò finale. Riassumibile con lo schema A-B-A’-C-A-coda è caratterizzato
dalla staticità armonica e da una facilità esecutiva non conformi
ai brani conclusivi di analoghe composizioni. Elementi inaspettati
che confermano la ricerca di stravaganza. Il ‘non ovvio’ viene unito
alla leggerezza della tecnica esecutiva: significati che rientrano
nel termine“Stramberia”.
[Dino Rizzo]
Teatro Verdi di Busseto, ore 20.30
Introduzione di MAURO BIONDINI
GIAN PAOLO MINARDI incontra DINO RIZZO
autore del libro Verdi filarmonico e maestro dei Filarmonici
bussetani
Prima esecuzione assoluta di Stramberia per violino e pianoforte
Violino SALVATORE ACCARDO
Pianoforte Laura Manzini
Parma,Piazza Garibaldi , Portici del grano, ore
18.00
Soprano RAFFAELLA BATTISTINI
Tenore MAURO PAGANO
Pianoforte CLAUDIO CIRELLI
sabato
27 ottobre
OTELLO
Dramma lirico in quattro atti su libretto di Arrigo Boito, tratto
dalla tragedia Othello di William Shakespeare
Prima rappresentazione: Milano, Teatro alla Scala, 5 febbraio 1887.
Da Shakespeare. Nero, eroico, potente, Otello, che ha sposato una
bionda veneziana, è il comandante di Cipro a nome del Doge. Sulle
tempeste trionfa, ma, se il suo alfiere Jago perfidamente gli insinua
che la sposa lo tradisce, si lascia prendere dalla spirale allucinante
della gelosia, fino ad uccidere l'amata: solo allora scopre l'inganno
e si pugnala a morte dopo averle dato l'ultimo bacio.
Il personaggio della sposa di Otello, Desdemona, è il più controverso:
troppo ingenua o troppo ostinata a rifiutare il male, o troppo fiduciosa
nel marito, unisce soavità e dolore. L'intensa attrice Chiara Muti
ne affronta l'interpretazione e ci mostra come tutta la tragedia
possa riceverne una particolare verità.
"Vi scrivo per dirvi che Otello è completamente
finito!! Proprio finito!!! Finalmente!!!!!!!"
Casa della musica, ore 21
CHIARA MUTI legge Desdemona
Parma,Piazza Garibaldi , Portici del grano, ore
18.00
Soprano MARIA CARUSOI
Tenore GIOVANNI MANFRIN
Pianoforte ALBERTO BRUNI
CORO PONCHIELLI VERTOVA
Direttrice del Coro PATRIZIA BERNELICH
domenica
28 ottobre
FALSTAFF
Commedia lirica in tre atti su libretto di Arrigo Boito, da soggetto
shakespeariano e in particolare da The Merry Wives of Windsor
Prima rappresentazione: Milano, Teatro alla Scala, 9 febbraio
1893
Grande sorpresa di Verdi ottantenne: un'opera buffa!
Sir Falstaff, antieroe pancione,
maturo e impenitente corteggiatore di comari,
ordisce trame e vien burlato, ma chi non lo è?
Le pazzie umane viste sorridendo,
con parole di Shakespeare,
melodie e intrichi vocali e strumentali vertiginosi,
aperti alla poesia rigeneratrice.
Impegno arduo e severo per offrire con tinta festosa l'allegria
solo un poco struggente
del congedo di Verdi al teatro.
Congiura degli strumenti a fiato per farsi personaggi ed
orchestra.
Ultimo nostro appuntamento con il Maestro
all'insegna della brillantezza e della felicità.
“Che cosa posso dirle?
Sono quarant’anni
che desidero scrivere un’opera comica
e sono cinquant’anni
che conosco Le allegre comari di Windsor;
pure… i soliti MA che sono dappertutto
si opponevano sempre a far pago questo mio desiderio.
Ora Boito ha sciolto tutti i MA
e mi ha fatto una commedia lirica
che non somiglia a nessun’altra.
Io mi diverto a farne la musica,
senza progetti di sorta,
e non so nemmeno se finirò…”
Auditorium Niccolò Paganini, ore 11.00
Introduzione di MAURO BIONDINI
BANDA MUSICALE DELL’AERONAUTICA MILITARE
Direttore PATRIZIO ESPOSITO
NABUCCO
Dramma lirico in quattro parti su libretto di Temistocle Solera
Prima rappresentazione: Milano, Teatro alla Scala, 9 marzo 1842
Nabucodonosor, Re di Babilonia, vittorioso sugli Ebrei, prepotente
e crudele, dice di essere Dio, riceve un fulmine sulla testa, impazzisce,
si ravvede, una sua figlia si converte per amore, un'altra vorrebbe
regnare grazie a un documento falso ma si pente si uccide. Gli Ebrei
sospirano e pregano e alla fine hanno ragione.
Tutti abbiamo nella memoria quest'opera solenne, primo trionfo
del Maestro. Una chitarra, virtuosistica ma intima, ci richiamerà
al nostro cuore la grandezza d'uno che, in una terra poco avvezza
alla Bibbia e all'affratellamento fra i popoli, ci fa sentire nostro
il canto degli Ebrei che invocano la patria perduta.
“…ritorno al teatro e restituisco il manoscritto a Merelli.
- Bello, eh?... mi dice lui.
- Bellissimo.
- Eh!... Dunque mettilo in musica!...
- Neanche per sogno… non ne voglio sapere.
- Mettilo in musica, mettilo in musica!”
Castello di Torrechiara, ore 11.00
Introduzione di ALESSANDRO TAVERNA
Chitarra romantica Lacôte 1825
P.Tonassi: 1^ pot pourri sull’opera Nabucco
J. Kaspar Mertz: Fantasia sul Nabucco
P.Tonassi: 2^ pot pourri sull’opera Nabucco
G. Verdi: Va pensiero
Chitarra GIAMPAOLO BANDINI
AIDA
Opera lirica in quattro atti di Giuseppe Verdi su libretto di Antonio
Ghislanzoni, tratto da uno spunto di Auguste Mariette, rielaborato
da Camille Du Locle in collaborazione con Verdi.
Prima rappresentazione: Il Cairo, Teatro dell’Opera 24 dicembre
1871.
Era stabilito che la figlia del Faraone sposasse il capo dell'esercito
Radames, trionfatore sugli Etiopi: ma lui ama in segreto la schiava
di lei, la nera etiope Aida. Il padre di Aida, re in incognito,
tende una trappola a Radames, cui sfugge un segreto militare. Radames
finisce chiuso vivo in una vasta tomba: ma Aida l'aspettava presaga
lì dentro, e insieme sentono schiudersi il cielo.
Già nei tempi di Verdi la compagnia di marionette Carlo Colla
rappresentava a suo modo l'Aida, e quando i due protagonisti
facevano saltare col salnitro la tomba, la gente scoppiava in un
applauso gigantesco. Eugenio Monti Colla, erede della famiglia e
della compagnia che porta in giro per il mondo, ha quell' Aida
in repertorio, e ci spiega, con qualche marionetta, perché quel
folle applauso si ripeta.
"Fin dall'anno passato fui invitato a scrivere un'opera
in paese molto lontano. Risposi di no. Quando fui a Parigi Du Locle
fu incaricato di parlarmene di nuovo e di offrirmi una forte somma.
Risposi ancora di no."
Teatro Verdi di Busseto, ore 20.30
Introduzione di MAURO BIONDINI
Grande fantasia per piccola Orchestra di Amilcare Pennati Malvezzi
Marcia trionfale di A.Stefani
SOLISTI DEL TEATRO REGIO DI PARMA
Violino IMICHELANGELO MAZZA
Violino II SIMONE GRIZI
Viola PIETRO SCALVINI
Violoncello MASSIMO TANNOIA
Contrabbasso ENRICO MAGRINI
Flauto EMILIANO BERNAGOZZI
Clarinetto STEFANO FRANCESCHINI
Clarinetto SERGIO PELLEGRINI
Corno DANILO MARCHELLO
Corno ANGELO BORRONI
Tromba FABIO CODELUPPI
Trombone EUGENIO ABBIATICI
Parma,Piazza Garibaldi , Portici del grano, ore
18.00
Soprano GIANNA QUERNI
Tenore GIOVANNI MANFRIN
Basso PAOLO BUTTOL
Pianoforte CLAUDIO CIRELLI
Per informazioni e prenotazioni
Teatro Regio di Parma
Tel. 0521 039344
verditranoi@teatroregioparma.org
Comune di Busseto - IAT
Tel. 0524 92487 - Fax 0524 931740
info@bussetolive.com
Comune di Langhirano - IAT di Torrechiara
Tel. 0521 355009
iat@comune.langhirano.pr.it
(inizio pagina)
|
|