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Trama
dell’opera
Atto primo
Luisa, figlia di Miller «vecchio soldato in ritiro», è in procinto
di convolare a nozze con Rodolfo.
Ma un rivale geloso, Wurm, castellano di Walter, svela al padre
di Luisa la vera identità di Rodolfo. Costui altri non è che il
figlio del conte di Walter, signore del luogo, che già ha fidanzato
il proprio erede all’altera e bellissima nipote, Federica duchessa
d’Ostheim.
Rodolfo confessa lealmente alla cugina Federica che il proprio cuore
è già occupato da un’altra; Federica ne è sdegnata. Il conte di
Walter insulta Miller e Luisa, e poiché il vecchio reagisce, lo
fa chiudere in prigione con la figlia. Ma si affretta a liberare
Luisa quando Rodolfo minaccia di rivelare antichi segreti disonoranti
per il conte.
Atto secondo
Luisa si adopera per ottenere la liberazione del padre – tuttora
imprigionato – sul cui capo pende la minaccia di morte. Per salvare
il genitore, la fanciulla è costretta a rinnegare il proprio amore
e a vergare una lettera con la quale dichiara di essere l’amante
del perfido Wurm e di volerlo anzi sposare!
Wurm fa pervenire il compromettente documento a Rodolfo. Il giovane
cade nel tranello tesogli dalla propria famiglia con la complicità
di Wurm. É furente verso Luisa, dalla quale ritiene di essere stato
tradito. Il padre gli suggerisce scaltramente il nome di Federica.
Rodolfo accetta: sposerà la duchessa.
Atto terzo
Luisa scrive a Rodolfo invitandolo a venire da lei a mezzanotte.
Gli comunicherà una «dimora in cui né inganno né giuro può aver
possanza alcuna».
Prega il padre di trasmettere il biglietto a Rodolfo. Miller legge
le misteriose parole e chiede, disorientato e allarmato, a quale
dimora alluda Luisa. Ella risponde freddamente che si tratta
della tomba! Miller scongiura la figlia di vivere per lui. Luisa,
vinta dal dolore paterno, lacera il foglio. Vivrà, ma fuggirà con
il padre dal villaggio che vide la sua infelicità. Poi si raccoglie
in preghiera. É notte alta. Un uomo avvolto in un vasto mantello
nero entra nella camera di Luisa. É Rodolfo che giunge per vendicarsi
di colei che egli ritiene traditrice. Versa, non visto, del veleno
in una tazza colma di latte. Quindi presenta a Luisa la famosa lettera
scritta a Wurm. Le chiede se veramente l’ha scritta lei. Avutane
risposta affermativa, nell’agitazione dell’animo chiede da bere
e Luisa gli offre il latte che egli stesso ha avvelenato. Ella pure,
poi, invitata dal giovane, beve alla tazza. Alle parole di
Luisa che gli rivelano la verità, egli si ricrede, e i due amanti
muoiono insieme nella coscienza di essere innocenti, ma prima di
morire Rodolfo, in un impeto di furore, trafigge Wurm.
(inizio pagina)
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