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Trama
dell’opera
Atto primo
A Mantova, nel XVI secolo.
Una festa in un salone del palazzo ducale. Il duca di Mantova
confida al cortigiano Matteo Borsa che intende conquistare la bella
e sconosciuta fanciulla che da tre mesi egli incontra tutte le domeniche
in chiesa. Ma per lui tutte le donne sono uguali, e si mette a corteggiare
la contessa di Ceprano. Rigoletto, del quale Marullo ha appena rivelato
che possiede un’amante, suggerisce al duca di liberarsi del geloso
conte di Ceprano, per poterne meglio insidiare la moglie. Mentre
la festa continua, improvvisamente irrompe in scena il conte di
Monterone, cui il Duca ha sedotto la figlia. Rigoletto si prende
ferocemente gioco di lui, e il Duca fa arrestare Monterone, che
lancia una solenne maledizione contro di lui e Rigoletto. Colpito
dalla maledizione lanciata da questo padre umiliato, Rigoletto medita
spaventato sulle sue parole.
Quella sera stessa, in una strada buia.
Rigoletto, pensieroso, va ripensando alla maledizione di Monterone.
Incontra Sparafucile, che gli offre i suoi servigi di sicario. Rifiuta
l’offerta, ma si fa dire, comunque, dove possa ritrovarlo. Gli si
fa incontro la figlia, colei che i cortigiani credevano la sua amante.
Rigoletto la tiene all’oscuro di tutto, e le impedisce addirittura
di uscire di casa se non per recarsi in chiesa, facendola sorvegliare
dalla fida Giovanna. Dopo un ultimo bacio, e raccomandato ancora
una volta a Giovanna di vegliare su di lei, egli si allontana. Nel
frattempo, non visto, il duca ode la loro conversazione e capisce
che lei è la figlia del buffone.
Mentre Gilda confessa a Giovanna di avere dei rimorsi per non aver
raccontato al padre del giovane che da tempo la segue in chiesa,
il Duca le dichiara il suo amore, fingendosi un povero studente
di nome Gualtiero Maldé. Rigoletto, che stava tornando a casa, incontra
sulla via i cortigiani, che avevano deciso di rapire Gilda credendola
la sua amante: lo convincono che sono lì per rapire la contessa
di Ceprano, e dopo averlo bendato senza che egli se ne accorga,
rapiscono la giovane. Resosi conto della verità quando è ormai troppo
tardi, Rigoletto cade a terra privo di sensi.
Atto secondo
Un salotto nel Palazzo Ducale.
Il Duca si è accorto che Gilda era stata rapita, e quando i cortigiani
gli rivelano di aver rapito l’amante di Rigoletto, capisce che si
tratta di Gilda e si precipita nella stanza in cui i cortigiani
l’hanno rinchiusa. Entra intanto Rigoletto, sospettoso dei cortigiani:
quando comprende che sua figlia si trova con il Duca fa per slanciarsi
verso la stanza, ma è trattenuto dai cortigiani. Rigoletto si rivolta
veemente contro di loro: in quel momento Gilda esce dalla stanza
e si getta tra le braccia del padre. Gli narra del suo amore con
il Duca, che ella credeva uno studente, e della vergogna ora subìta.
Mentre Rigoletto la consola, il Conte di Monterone attraversa la
scena, condotto al carcere da due guardie: con amarezza scopre che
la sua maledizione non ha avuto alcun effetto sul Duca. Il buffone
però gli grida che ora avrà vendetta.
Atto terzo
Una casa mezzo diroccata sulla riva destra del Mincio, un mese
dopo.
Rigoletto e Gilda sono nei pressi della casa in cui Sparafucile
abita con la sorella. Non visti, odono giungere il Duca, che lusinga
la sorella del sicario, Maddalena, cantandole un allegro e sprezzante
motivetto. Sparafucile esce intanto dalla casa e si avvicina a Rigoletto
per chiedergli se vuole che il suo uomo viva oppure muoia, ma il
buffone gli dice di ritornare più tardi per avere una risposta.
Dopo aver ordinato a Gilda di indossare degli abiti maschili e partire
subito per Verona, Rigoletto si incontra poi con Sparafucile: in
cambio di venti scudi questi ucciderà il Duca e gli consegnerà il
cadavere chiuso in un sacco, per gettarlo nel fiume.
Maddalena, però, si è invaghita del giovane sconosciuto, e prega
il fratello di non ucciderlo. Sparafucile esita, poi cede alle preghiere
della sorella e decide di uccidere al suo posto il primo viandante
che busserà alla loro porta. Ma Gilda, ancora innamorata del Duca,
decide di sacrificare la sua vita per salvare quella del suo amato,
ed entra nella casa: Sparafucile la pugnala. A mezzanotte ritorna
Rigoletto, per pagare il prezzo concordato e ritirare il sacco con
il cadavere del Duca; ma mentre si allontana per gettare il sacco
nel fiume, sente in lontananza la voce del Duca. Terrorizzato apre
il sacco, e alla luce dei lampi scorge il volto di Gilda, morente.
Disperato, cade svenuto sul corpo ora esanime di sua figlia.
(inizio pagina)
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